Metabolizzato il pareggio in extremis ottenuto in trasferta contro la Sampdoria, il Palermo è subito pronto a tornare in campo per sfidare al “Renzo Barbera” la Virtus Entella sabato 14 febbraio alle 15.
Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match, il tecnico rosanero Filippo Inzaghi ha così parlato del match:
“Penso che sia la partita più importante dell’anno, senza dubbio. Primo perché affrontiamo una squadra che ha battuto il Monza, aveva battuto il Frosinone, perché il Frosinone ha pareggiato all’ultimo minuto, avrebbe meritato di vincere, per cui già questo. Ha battuto il Cesena la scorsa partita, ha pareggiato a La Spezia in dieci dopo 20 minuti, questo ti fa capire la forza dell’Entella a cui faccio i complimenti perché penso che l’Entella sia veramente la sorpresa della stagione per come gioca, per l’allenatore giovane molto bravo che ha, per cui detto questo, che è una squadra non è che batte il Monza per caso. Come tutte le partite di Serie B dovremmo fare grande attenzione – continua il mister-, però detto questo, con grande rispetto dell’Entella, noi siamo il Palermo, giochiamo nel nostro stadio e penso che dopo 12 partite fatte in questo modo, questo sia il vero snodo del nostro campionato”.
LIVELLO DELLA SQUADRA E PUBBLICO
“Voglio vedere la squadra a che livello è arrivata, come riesce a giocare queste partite, ho detto per me la partita più importante del campionato, mi auguro che la gente come sempre ci dia una grande spinta, questo per noi domani vale più di tre punti, sotto tanti punti di vista, perché riusciremo a chiudere un cerchio importante, siamo pronti, ci siamo allenati bene, abbiamo speso tanto, ma quando fai questi risultati, hai questa convinzione, hai questa possibilità di dare continuità ai nostri risultati positivi, la stanchezza non si sente”.
SAMPDORIA
“Io ho ragionato su questi gol, ma ho anche pensato che ne abbiamo fatti nove in tre partite, sapete come sono, io cerco sempre di guardare il positivo, che sono i nove gol fatti in tre partite per cui vuol dire che la squadra c’è, poi è chiaro che è una squadra abituata a prendere meno gol ma io preferisco una squadra propositiva, io guardavo l’altra sera a Genova, poi preso dall’adrenalina sul 4-3 sull’occasione potenziale di Pohjanpalo eravamo in dieci quasi dentro l’area dopo aver fatto il 3-3 al 92esimo, questo secondo me è sinonimo di mentalità vincente, è di una squadra che nonostante perdesse 3-1, aveva raggiunto il 3-3 al 92esimo, voleva vincerla e io mi tengo questo, perché se una squadra deve arrivare dove speriamo di arrivare o se deve crescere partita dopo partita deve avere questo atteggiamento, questa voglia, poi è chiaro che ci vuole equilibrio, però preferisco una squadra propositiva che va alla ricerca della vittoria, di una squadra conservativa, poi ci sono momenti della partita, io penso che i gol dell’Empoli siano stati i gol da rimpalli abbastanza casuali, invece a Genova sappiamo che nei gol non siamo stati come il solito, ma dopo 12 partite, l’ho detto anche alla squadra, se dopo 12 partite mi fanno gli errori, questi errori se me li rifanno dopo 12 alla prossima dodicesima partita saremo arrivati molto in alto”.
POTENZIALITÀ DELLA SQUADRA
“Io ho già detto, questa squadra deve rendersi conto quanto è forte, io sono contento di questi risultati perché mi auguro, come ho detto l’altra volta, che la squadra e soprattutto tanti giocatori, anche i più giovani, si rendano conto che hanno perso fino ad ora del tempo e che possono fare molto di più. Stiamo creando qualcosa secondo me che potrà essere duraturo nel tempo. Poi quello che mi piace è il lavoro quotidiano, come la squadra mi segue, mi dispiace molto a volte dover lasciare fuori qualcuno, qualcuno è più penalizzato di altri, mi piacerebbe farli giocare tutti, però devo fare delle scelte, ma come dicevo prima, una squadra dove non c’è mai stata dal ritiro di Chatillon una multa, un ritardo, un atteggiamento sbagliato e questo per un allenatore è una cosa molto bella”.
FORMAZIONE
“Qualcosa cambierò, è chiaro che non posso cambiarne dieci, bisogna dare continuità. Cambierò come sempre tre, quattro, cinque giocatori, quelli più stanchi recupereranno, ci daranno una mano a partita in corso e quelli un po’ più freschi ci daranno energia iniziale, ho ancora domani mattina per ragionare bene, però sono contento che la squadra sia al completo, al di là di chi è più stanco, meno stanco, avere l’imbarazzo della scelta per me è molto importante in una partita, come reputo e come ho detto prima, molto molto importante e decisiva per noi”.
AMBIZIONE E APPARTENENZA:
“Io cerco di fare il massimo, io e il mio staff, di quello che possiamo, ma io sicuramente quello che ho cercato di far capire dal primo giorno a questa squadra, ci ho messo qualche mese però era normale, perché dopo gli attori protagonisti sono loro, non sono io, sono loro che ci fanno fare questi risultati, però io ho cercato di fargli capire che sono giocatori forti, che devono avere l’ambizione di poter sognare, di poter andare dove speriamo tutti, ma che per arrivare lì ci vuole tanto lavoro, tanto sacrificio, che tenersi la maglia stretta del Palermo è un privilegio, perché quando sono arrivato devo dire alcuni giocatori volevano andare via da Palermo, io mi chiedevo il perché, io che avevo desiderato Palermo così tanto, ci fossero dei giocatori che volevano andare via da qui, adesso li vedo tutti felici, li vedo tutti smagnosi di tenersi stretta questa maglia e per me questa è una grande vittoria”.
RISULTATI
“Per ora i risultati dicono questo, però noi sappiamo, io so benissimo che il calcio ogni partita è un nuovo esame e al primo inciampo torneranno, come è giusto che sia, tutte le critiche, per cui io non so quello che è successo, io so che in queste 12 partite abbiamo fatto qualcosa di buono, siamo stato squadra, siamo stati nelle difficoltà, abbiamo resistito, abbiamo combattuto, tutti si sono spesi per questa maglia, io cerco di portarmi a casa questo, sapendo che le insidie sono dietro l’angolo, la partita domani che è una partita per me complicatissima, difficilissima, se non l’affronteremo nel modo giusto, perché quello che abbiamo fatto nelle sei partite precedenti in casa non conta nulla domani al fischio d’inizio, se non saremo tosti, se non saremo il solito Palermo faremo una brutta fine e questo mi auguro che i miei giocatori l’abbiano capito, perché non accetto passi indietro”.
VIRTUS ENTELLA
“Io penso che al di là di queste 12 partite domani dobbiamo chiudere il cerchio, sarebbe molto importante, chiuderemo una settimana molto positiva, però ci sono gli avversari, l’ho già detto, una squadra che stimo, pericolosa, se non saremo Palermo al 100% le partite non si vincono, l’abbiamo già visto qualche partita fa, quello che può succedere in ogni gara, per ora siamo stati bravi ma non dobbiamo accontentarci, come ho detto prima, non accetto passi indietro, questa squadra può dare ancora molto, secondo me molto di più e questa è la cosa che mi lascia più sereno”.
PEDA
“Non si è allenato fino ad oggi, proveremo domani mattina di recuperarlo per la panchina, perché non può giocare dopo l’infortunio che ha avuto, ha giocato anche due partite in tre giorni, per cui avrebbe rifiatato, Peda sta facendo molto bene, però spero che mi dia la disponibilità domani mattina per essere in panchina, perché è un giocatore che anche se non parte all’inizio ci può dare tanto”.
PALUMBO
In merito allo spostamento in cabina di regia di Palumbo, il tecnico ha così dichiarato: “In quella posizione ha giocato proprio a Chiavari l’unica volta, è chiaro che Palumbo può giocare dove vuole, facendolo giocare nei due mediani ho paura di chiedergli a livello difensivo qualcosa di troppo che lui può fare, può fare bene, però io preferisco avere un Palumbo fresco un po’ più avanti nella zona di campo dove può fare la differenza e non chiedergli troppo a livello difensivo, perché è il nostro migliore giocatore a livello di colpi, a livello tecnico, fargli fare il secondo mediano mi sembra complicato, però è una soluzione che a partita in corso abbiamo già utilizzato, a Genova quando è andato in quella posizione ha fatto molto bene, ma lì dovevamo recuperare la partita, avevo bisogno di più forza davanti e lui l’ha fatto bene, però è un giocatore che può giocare in ogni zona di campo secondo me”.
SUBENTRATI
“Io non lo dico per tenermi buoni i giocatori che non giocano, ma sapete che ho sempre detto che per me i cinque giocatori che entrano sono quelli determinanti, io spero che l’abbiano capito, io tante volte faccio il cambio dei giocatori ammoniti, perché se penso questo e poi lascio in campo giocatori soprattutto in determinati ruoli, magari nei braccetti, nei due mediani, nei quinti, in zone dove bisogna pressare forte, poi faccio il contrario di quello che dico a loro, quando dico con una rosa all’altezza e poi lascio in campo magari uno ammonito e viene espulso, chi non entra mi dà del bugiardo e soprattutto faccio un danno alla squadra che rimane in dieci e la partita dopo non abbiamo quel giocatore, poi non è sempre così perché poi ci sono determinati giocatori, Bani l’ho lasciato in campo ammonito, perché penso che Bani per il ruolo che ha, il capitano, per anche le tante partite che ha giocato, è un giocatore che anche ammonito riesce magari a gestire il cartellino giallo, per cui detto questo sono molto soddisfatto di quelli che entrano, ma è insomma un po’ quello che rispondevo prima, la forza di questa squadra, questo gruppo per come lavora, so che chiunque viene chiamato in causa risponde presente, non è una panchina in più o in meno che può cambiare il mio giudizio su di loro”.
CLASSIFICA
“La classifica 12 giorni fa non potevamo guardarla perché eravamo chiaramente staccati dal gruppo di testa e abbiamo capito che prima di guardare la classifica bisognava creare qualcosa, mi sembra che la strada sia stata intrapresa, però il cammino è ancora lungo e arduo, per cui io al di là della classifica devo guardare la continuità delle partite, la crescita della squadra, perché se no non riusciremo mai, come ho già detto tanto in qualche intervista fa, a costruire qualcosa che dura nel tempo, o se no poi dopo quando raggiungiamo il nostro sogno andiamo a fare una comparsa, noi siccome quando raggiungeremo il nostro sogno poi vogliamo continuare a essere il Palermo e a divertirci e a non tornare magari indietro. Credo che la strada intrapresa sia quella giusta, però questa squadra deve fare ancora di più, deve dare ancora di più, deve abituarsi, questi giocatori devono abituarsi che quello che abbiamo fatto in queste 12 partite è la normalità, non era normale quello che facevamo prima, queste 12 partite ci devono dare, ci devono far capire che la normalità per le loro qualità è quella di continuare a far bene”














