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In Sicilia la dispersione scolastica è in calo, ma resta sopra la media

Riduzione significativa negli ultimi anni, mentre la Regione punta su formazione mirata e orientamento al lavoro

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La dispersione scolastica in Sicilia registra un netto calo negli ultimi anni, ma il fenomeno resta ancora preoccupante poiché estremamente diffuso. I dati più recenti, esposti nel corso dell’incontro “Didattica orientativa e ricerca educativa” organizzato da Assofor, evidenziano un miglioramento complessivo, accompagnato però da criticità territoriali ancora marcate. In particolare, alcune scuole continuano a superare la media regionale, con una concentrazione significativa nel palermitano. La Regione Siciliana sta rafforzando le strategie su orientamento e formazione professionale, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il fenomeno e accompagnare gli studenti verso scelte più consapevoli.

La dispersione scolastica: un problema storico

Il tasso di dispersione nella scuola secondaria di secondo grado è sceso dal 10% del 2021-2022 al 4,54% nel 2024-2025. Un risultato che dimostra come il fenomeno sia stato affrontato e ridimensionato, ma che fa sì che la Sicilia resti ancora lontana dall’obiettivo di azzeramento. Permangono infatti 65 istituti con valori superiori alla media regionale del 9%, di cui 18 nella sola provincia di Palermo: per queste realtà sono stati avviati incontri con dirigenti scolastici e provveditori, con l’intento di individuare azioni mirate e più efficaci.

Tra le principali cause della dispersione scolastica emergono condizioni di disagio sociale ed economico, come la povertà minorile, la fragilità di molti nuclei familiari e la diffusione di lavoro nero o precario, che riducono la motivazione a proseguire gli studi. A queste si aggiungono difficoltà di natura familiare e psicologica, tra cui problemi relazionali, episodi di bullismo, conflitti domestici e un diffuso disagio emotivo acuito anche dal periodo post-pandemico. Incidono inoltre fattori strutturali, come la carenza di trasporti pubblici efficienti e una limitata offerta di tempo pieno e servizi integrati, quali doposcuola e supporto psicopedagogico, che rendono più complessa la frequenza scolastica per molti studenti.

Le politiche della Sicilia sulla dispersione scolastica

Sul fronte della formazione professionale, tema che si lega a quello della dispersione scolastica, la Regione Siciliana ha investito oltre 376 milioni di euro negli ultimi quattro anni, destinati a disoccupati e inattivi, a cui si aggiungono i 100 milioni previsti dal nuovo progetto. L’assessore all’Istruzione Mimmo Turano ha chiarito che la nuova strategia punta a superare logiche prive di indirizzo, orientando i finanziamenti verso le reali esigenze del mercato del lavoro. In passato, infatti, si è registrato uno squilibrio tra offerta e domanda, con eccesso in alcuni settori e carenze in ambiti tecnico-industriali. Da qui l’avvio di collaborazioni con le associazioni di categoria e il protocollo con Confindustria e Ance, finalizzati a individuare i fabbisogni professionali anche su base territoriale.

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