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La pizza siciliana come legame col passato: è la nuova proposta di Fud

Nel nuovo menù c'è una pizza che non è né napoletana, né romana, né contemporanea

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Dalle storiche stradine di Napoli alle vette del fine dining internazionale, la storia della pizza è una linea retta che non smette mai di curvarsi. Anche a Catania e Palermo si pone un nuovo tassello per ridefinire il concetto di pizza, e personalizzarlo alla propria maniera. La nuova pizza di Fud Bottega sicula, ora nei menù dei locali a Catania e Palermo, rientra in questo contesto di innovazione e sperimentazione con un occhio di riguardo verso la tradizione.

Il punto qui, però, è un altro: Andrea Graziano, che di Fud è anima e founder, non segue e non vuole seguire alcuna etichetta. Questo significa che la sua non è né una pizza napoletana, né una romana, né una contemporanea. Cos’è, dunque? Un legame con il passato, con la pizza siciliana di un tempo sottile, leggera, croccante, preparata con impasto di oltre trenta ore di lievitazione, particolarmente digeribile, realizzato con un mix di tre farine selezionate, steso sottile, bordo schiacciato, in modo che si bruci leggermente in cottura. 

La visione di Andrea Graziano

“Negli ultimi dieci anni – commenta Andrea Graziano – il mondo della pizza ha visto un’evoluzione e allo stesso tempo una saturazione che ha portato ad un appiattimento sia nella proposta che nella comunicazione.  Dopo aver assistito al ritorno della pizza napoletana, è arrivata l’era delle pizze romana e contemporanea. Oggi ci siamo spinti un po’ oltre con abbinamenti improbabili e con l’inevitabile gourmetizzazione che ha portato ad un’esasperazione estetica e gustativa. La nuova pizza di Fud parte dalla necessità di recuperare il sapore autentico, artigianale e semplice della pizza di una volta ma con una meticolosa e particolare attenzione alle farine, impasto e cottura, risultato delle più moderne tecniche evolutive”.

Menù e materie prime

Come ogni piatto che si rispetti, anche per la pizza le materie prime sono essenziali. In questo caso si parla di farine selezionate grazie alla partnership con le farine Petra di Molino Quaglia, ossia una selezione di tre farine macinate a pietra e a cilindro con il sistema brevettato Augmented stone milling di Molino Quaglia, passaggi singoli nelle macine per rispettare le caratteristiche reologiche dei grani.

Il nuovo menù è un viaggio tra memoria e avanguardia. Accanto ai grandi classici come la Marinara, la Norma o la Campagnola trovano spazio accostamenti audaci che celebrano il territorio: dalla Terrona, con la spinta della schiacciata piccante e la croccantezza del peperone crusco, alla Barocca, un omaggio agli Iblei con vellutata di datterino arancione e Cosacavaddu grattugiato. 

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