Per decenni il fronte del porto storico di Messina è stato una ferita aperta, un margine sospeso tra città e mare fatto di silos, cemento e cancelli chiusi. Oggi, invece, la città si prepara a riscrivere quella linea di confine con un progetto che promette di trasformare la Cortina del Porto in un grande belvedere urbano: una terrazza panoramica sospesa sullo Stretto, simbolo di una nuova stagione di rigenerazione e di ritrovata identità marittima. La giunta guidata dall’ex sindaco Federico Basile, prima dell’efficacia delle dimissioni, ha approvato la delibera relativa al progetto strategico “Dalla Memoria al Futuro: terrazza panoramica e percorsi di rinascita urbana”, uno degli interventi cardine della programmazione 2026–2028.
Un giardino sospeso a 7 metri d’altezza
Cuore dell’intervento sarà la realizzazione di una terrazza panoramica sopraelevata, un parco urbano multilivello a sette metri d’altezza affacciato sullo Stretto. Un vero e proprio giardino pensile che offrirà a residenti e turisti una vista privilegiata sulla stele della Madonnina e sulle rotte che attraversano il braccio di mare tra Sicilia e Calabria.
L’opera, finanziata con 25 milioni di euro nell’ambito del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027, interesserà un’area di circa 18.500 metri quadrati. Percorsi verdi, scale e ascensori panoramici renderanno accessibile il nuovo belvedere, pensato come spazio inclusivo e contemporaneo.
Addio ex Silos e Casa del Portuale
La trasformazione parte dalla demolizione dell’ex Casa del Portuale e degli ex Silos Granai, strutture ormai fatiscenti che per anni hanno rappresentato una barriera visiva e fisica tra la città e il mare. L’allestimento del cantiere da parte della ditta Maxedil ha segnato l’avvio della fase operative, le operazioni propedeutiche sono già in corso.
La scomparsa di questi volumi in cemento è il “chilometro zero” di un progetto che punta a cambiare radicalmente la percezione del waterfront cittadino, restituendo luce e respiro a uno degli affacci più simbolici di Messina.
La “saldatura” tra centro e mare
Il progetto prevede anche la creazione di un percorso urbano continuo capace di collegare piazza Cairoli direttamente alla zona degli aliscafi, attraverso la riqualificazione del tratto basso di viale San Martino.
L’asse diventerà pedonale, moderno e sostenibile, integrato con la rete tranviaria esistente, con le piste ciclabili finanziate dal PNRR e con il sistema complessivo della mobilità urbana. La pedonalizzazione manterrà comunque accessi carrabili per emergenze e protezione civile, garantendo sicurezza e funzionalità. Nuove pavimentazioni in continuità con piazza Cairoli, illuminazione a basso consumo energetico e arredi urbani innovativi ridisegneranno l’identità dello spazio pubblico.
Il ruolo della Real Dogana
Elemento chiave dell’intervento sarà la Real Dogana, recentemente concessa al Comune dall’Agenzia del Demanio. L’edificio storico fungerà da cerniera tra la terrazza panoramica e il centro urbano, rafforzando la continuità architettonica e simbolica del progetto. Il Demanio contribuirà inoltre con un finanziamento di un milione di euro per la progettazione esecutiva, permettendo all’amministrazione di destinare ulteriori risorse ad altri interventi strategici.
Verde, accessibilità e sostenibilità
Grande attenzione è riservata alla sostenibilità ambientale. Il piano include la revisione del sistema di smaltimento delle acque meteoriche, la piantumazione diffusa di nuovo verde urbano per migliorare la qualità dell’aria e mitigare l’effetto “isola di calore”, oltre alla riduzione dell’inquinamento acustico. Sono previsti interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione di percorsi tattili per ipovedenti, con l’obiettivo di garantire piena accessibilità agli spazi pubblici.


















