Si è svolto lo scorso sabato a Villa Zito, il nuovo appuntamento della scuola di formazione politica “Conoscere per decidere”, dedicata quest’anno al tema “Capire il disordine globale. Salvare la democrazia”. L’iniziativa, aperta alla città, ha rappresentato un momento di approfondimento sui cambiamenti geopolitici che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali.
L’incontro, ospitato dalla Fondazione Lauro Chiazzese, è stato organizzato per l’hub di Palermo dal Dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo, in collaborazione con la Fondazione per la Sussidiarietà, la Società Umanitaria e l’associazione Futuri Probabili.
Al centro della giornata il tema “L’Occidente e la Cina nella nuova geopolitica”, affrontato con l’intervento di Alessandro Aresu, consigliere scientifico della rivista di geopolitica Limes.
Offrire strumenti di lettura della realtà
“In qualità di presidente della Fondazione Lauro Chiazzese – ha dichiarato l’avvocato Raffaele Bonsignore – ho avuto il piacere di ospitare a Villa Zito il secondo incontro della scuola di formazione politica con l’intervento di Alessandro Aresu. Il nostro obiettivo istituzionale è offrire, specialmente ai giovani, strumenti di analisi qualificati per interpretare le trasformazioni globali e alimentare una consapevolezza civile indispensabile per la tutela della democrazia”.
L’appuntamento palermitano si inserisce in un percorso formativo pensato per promuovere una maggiore consapevolezza politica e civile, attraverso il confronto con studiosi e protagonisti della vita pubblica.
Un percorso dedicato alle sfide delle democrazie
L’edizione 2026 della scuola affronta alcune delle grandi trasformazioni politiche e istituzionali del nostro tempo: dal disordine globale al ruolo dell’Europa, dal rapporto tra Occidente e Cina alla crisi delle istituzioni democratiche, fino al tema dei diritti umani nel nuovo contesto internazionale.
“In un mondo attraversato da conflitti, tensioni geopolitiche e dalla crescente affermazione di regimi autoritari, il percorso formativo nasce per offrire strumenti di comprensione e di giudizio sul presente – ha commentato il professor Costantino Visconti, direttore del Dipartimento DEMS e del comitato scientifico dell’hub di Palermo –. In un contesto in cui la democrazia appare fragile, priva di leadership e spesso messa in discussione anche nei Paesi occidentali, appare essenziale offrire alla cittadinanza e soprattutto ai giovani una formazione di base e luoghi di valutazione e confronto”.
Una rete nazionale di incontri
La scuola di formazione politica si sviluppa all’interno di una rete nazionale di appuntamenti. Gli incontri principali si svolgono a Milano, nella Sala Facchinetti della Società Umanitaria, con la possibilità di partecipare e interagire con i relatori anche da altre sedi collegate sul territorio.
In Sicilia sono attivi tre hub: Palermo, Trapani e Catania. Nel capoluogo siciliano le lezioni in collegamento sono integrate da momenti di approfondimento in presenza curati dai docenti del Dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali.
Il programma 2026 prevede tre seminari formativi il venerdì pomeriggio nella sede del DEMS, in via Maqueda, e tre convegni il sabato mattina all’auditorium di Villa Zito, con una formula che unisce analisi, approfondimento e confronto diretto con autorevoli protagonisti della vita pubblica.
Ospiti di rilievo per l’edizione 2026
Tra i relatori dell’edizione 2026 figurano, oltre ad Alessandro Aresu, anche Giovanni Cominelli, Enzo Moavero Milanesi, Paolo Gentiloni e Marta Cartabia, chiamati a offrire chiavi di lettura sui nuovi equilibri geopolitici, sul futuro dell’Unione Europea e sulle trasformazioni delle democrazie contemporanee.
“La scuola di formazione politica Conoscere per decidere – ha affermato il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini – non è una scuola partitica ma un luogo in cui si impara la cultura politica. È rivolta a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione ai giovani e a quanti sono impegnati, o desiderano impegnarsi, nella vita sociale, politica ed economica del Paese”.





















