Il TAR si riunirà nelle prossime ore per decidere il futuro di Mondello, esaminando il ricorso della Italo Belga contro la revoca della concessione emanata dalla Regione. Una decisione attesa, da cui dipendono non solo gli assetti della spiaggia, ma anche equilibri economici, sociali e occupazionali che da oltre un secolo ruotano attorno al litorale palermitano.
Restano aperti diversi interrogativi. La spiaggia continuerà a presentarsi come la conoscevamo, con ampie aree occupate da cabine e lidi, oppure sarà suddivisa in tredici lotti, come previsto dal nuovo bando per l’assegnazione delle concessioni brevi? Una trasformazione che cambierebbe radicalmente il volto di Mondello e il suo modello di fruizione.
Al centro della vicenda ci sono anche i lavoratori della Italo Belga, che per decenni ha gestito il litorale. Sono circa 150 in totale: tredici a tempo indeterminato, gli altri stagionali. Molti collaborano da anni con la stessa realtà e avrebbero già dovuto iniziare a lavorare a gennaio per preparare la stagione balneare, ufficialmente al via il 1° maggio. Al momento, però, regna l’incertezza.
Il sit-in dei lavoratori della Italo Belga a Mondello
È proprio per questi motivi che i lavoratori della Italo Belga sabato si sono riuniti in un sit-in a Mondello, per chiedere che venga riconosciuta la loro dignità e che arrivino risposte immediate sul loro futuro, nonché per lanciare un appello a chi potrebbe subentrare nella gestione e avrà bisogno, in tempi rapidi, di nuove maestranze.
“Molti ci identificano con la Italo Belga, ma l’Italo Belga è fatta di persone. Non si tratta di una questione politica e non vogliamo entrare nel merito del caso giudiziario, vogliamo solo essere rispettati dopo avere lavorato per anni in questa spiaggia per garantire benessere e sicurezza ai bagnanti”, hanno dichiarato Vincenzo Mansueto, dipendente a tempo indeterminato dal 1990 nel settore amministrativo, e Mauro Buffa, assistente bagnante da quasi trent’anni. A scandire la loro protesta lo slogan “Noi al mare solo a lavorare”, che ha accompagnato il corteo dal parcheggio di viale Galatea fino all’antico stabilimento balneare Charleston.
Nel corso della manifestazione sono emerse anche storie individuali che raccontano il legame profondo tra Mondello e chi la vive ogni giorno. È per questo motivo che i lavoratori della Italo Belga hanno ricordato Massimo Russo, 54 anni, morto nel maggio 2023 mentre sistemava gli ombrelloni in vista della riapertura del lido. E ancora Pietro Collesano, che su concessione della Italo Belga aveva avviato “La Pina – Ape tango street food” e che, dopo la revoca annunciata, a dicembre si è tolto la vita temendo di non poter più proseguire la propria attività.
Il sostegno delle famiglie
Storie che si intrecciano e che chi conosce Mondello non intende dimenticare. È anche per questo che alla manifestazione si sono unite alcune famiglie, legate da anni alla tradizione delle cabine da tempo installate dalla Italo Belga sul litorale, simbolo di un modo di vivere la spiaggia che oggi appare in bilico tra passato e futuro, ma che qualcuno non vuole salutare per sempre.
“Se non ci saranno le cabine, non andremo al mare quest’estate. Abbiamo provato l’abbonamento nei lidi ma non è la stessa cosa, è un ambiente diverso. Speriamo nella sospensiva del TAR, perché sennò la stagione non ci sarà. Non capisco perché il bando vieti le cabine, quando in altre zone ci sono e non creano problemi”, ha affermato la signora Marisa. Le fa eco la signora Carolina: “Abbiamo la cabina da dieci anni. Mio marito è invalido, siamo anziani e non possiamo allontanarci per andare al mare. Vale lo stesso per le famiglie coi bambini piccoli. Il rischio è di rimanere a casa”.




















