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La “Toga d’oro” a Giuseppe Chiapparo, il giovane avvocato siciliano premiato da Mattarella

A 26 anni ottiene il punteggio più alto all’esame di abilitazione forense a Palermo. Dottorando alla Lumsa, divide oggi la sua attività tra ricerca accademica e professione tra Palermo e Agrigento.

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Il prestigioso premio “Toga d’oro”, assegnato dall’Ordine degli Avvocati di Palermo al candidato che ottiene il punteggio più alto all’esame di abilitazione alla professione forense, per la sessione 2024/2025 è stato conferito al giovane avvocato Giuseppe Chiapparo.

La consegna del riconoscimento è avvenuta lo scorso 23 febbraio a Palermo, durante la IX Giornata dell’orgoglio dell’appartenenza all’Avvocatura, una cerimonia particolarmente significativa che ha visto anche la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Per Chiapparo, 26 anni, ricevere il premio direttamente dal Capo dello Stato è stato un momento difficile da descrivere. “È stato ancora più emozionante della laurea o della stessa abilitazione” ha raccontato il giovane legale, iscritto all’albo di Palermo dal luglio 2025.

Dalla provincia di Agrigento alla carriera forense

Originario di Santa Elisabetta, Chiapparo ha costruito il suo percorso tra studio, ricerca e pratica professionale. Grazie a una convenzione universitaria che gli ha consentito di anticipare parte della pratica forense, è riuscito a accelerare i tempi del suo ingresso nella professione.

Oggi esercita tra Palermo e il suo paese d’origine, dove ha già avviato due studi legali. Una scelta che testimonia il legame con il territorio ma anche la volontà di costruire una carriera dinamica, capace di coniugare l’attività professionale con quella accademica.

Il percorso accademico alla Lumsa

Parallelamente alla professione, Chiapparo è dottorando presso la Libera Università Maria Santissima Assunta di Palermo nel programma di ricerca Mediterranean Studies. History, Law & Economics – XL ciclo.

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Il giovane avvocato è inoltre cultore della materia nella cattedra di diritto processuale penale guidata dal professor Antonino Pulvirenti, all’interno del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Comunicazione dell’ateneo.

Nel suo percorso formativo, proprio l’università e la collaborazione con la cattedra di diritto processuale penale hanno avuto un ruolo centrale. Chiapparo sottolinea come l’esperienza accademica gli abbia fornito strumenti critici e una visione dinamica del diritto, utili tanto nella ricerca quanto nell’esercizio quotidiano della professione.

La ricerca tra responsabilità degli enti e giustizia riparativa

Il progetto di ricerca su cui sta lavorando affronta uno dei temi più attuali del panorama giuridico: il rapporto tra responsabilità da reato degli enti e giustizia riparativa.

In particolare, lo studio mira a indagare gli spazi di compatibilità tra gli strumenti della giustizia riparativa e il sistema processuale previsto dal decreto legislativo 231 del 2001 per l’accertamento della responsabilità degli enti.

“Mi interrogo sulla possibilità di inserire strumenti alternativi o complementari al rito giudiziale – spiega Chiapparo – in una materia che tradizionalmente riguarda la dimensione emotiva dell’offesa provocata dal reato, di solito riferita alla persona fisica e non alla persona giuridica”.

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