Chiara Ferrara
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Nata nel 1998, muove i primi passi nel giornalismo sui campi di calcio. Nel 2022 ha fondato il portale online sullo sport siciliano Sporticily. Con gli anni ha accolto nel suo taccuino i generi più variegati, dalla cronaca al lifestyle, sempre con l'obiettivo di raccontare la realtà, con un pizzico di spirito critico. È giornalista pubblicista dal 2020. A Be Sicily Mag ricopre il ruolo di coordinatrice della redazione Web.

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La Vardera sul futuro di Mondello: “Fiducia nel TAR, più lidi alzerebbero la qualità dei servizi”

L'onorevole Ismaele La Vardera commenta le novità sul caso Mondello: la società Italo Belga, infatti, ha depositato il ricorso al Tar per la revoca della concessione

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La querelle sul futuro di Mondello è ancora lontana dal concludersi. La Italo Belga, infatti, ha depositato nelle scorse ore il ricorso al TAR, chiedendo la sospensione del provvedimento regionale attraverso cui è stata revocata la concessione della spiaggia alla società che la deteneva da oltre un secolo. La parola dunque adesso passa ai giudici, che dovranno decidere cosa ne sarà della prossima stagione estiva. L’onorevole Ismaele La Vardera, che in prima persona ha portato avanti la battaglia per liberare il litorale alla periferia Nord di Palermo, ha commentato a BE Sicily Mag la notizia. 

Ismaele La Vardera commenta il ricorso della Italo Belga

Ismaele La Vardera lascia ai giudici il compito di valutare il ricorso, ma non ha dubbi su quello che sarà il futuro di Mondello. “Noi non siamo amministrativisti e non abbiamo competenze dal punto di vista giuridico e tecnico, quello che ci importa è che nella gestione della concessione ci sono stati dei vuoti importanti e che questi sono stati dimostrati. Il TAR si esprimerà e noi abbiamo piena fiducia. Al di là di questo, però, sulla spiaggia c’era un monopolio che non andava bene a nessuno, anzi che era intollerabile. La politica, su questo, si è a lungo girata dall’altra parte”.

Il deputato Ars e fondatore del movimento Controcorrente è indubbiamente orgoglioso di essere stato fautore della liberazione della spiaggia. “È stata una battaglia che mi è costata molti schernimenti. Mi è stato detto che sono un teatrante, che avevo la fissazione per Mondello. Non solo avevo ragione, ma è emerso anche che i problemi non riguardavano solo la Italo Belga, ma anche il ristorante le Terrazze. Scavando scavando, le cose si trovano. Non mi stupisce più nulla di questa storia”. 

Una Mondello legale e di tutti

Ad oggi, con la stagione estiva alle porte, ci sono comunque poche certezze. “Non credo che la stagione sia a rischio perché la Regione ha preparato i bandi per le concessioni a breve termine, con canone ridotto. Dobbiamo proiettarci a una Mondello senza Italo Belga, perché questo è il futuro: una spiaggia con più lotti a più persone. Se c’è più competitività tra le strutture, si alza anche il livello dell’offerta. Rimini, Riccione e Forte dei Marmi ne sono l’esempio, con più lidi che competono dal punto di vista commerciale e alzano il servizio, a beneficio dei cittadini. Fino a poco tempo fa Mondello era una spiaggia per pochi eletti, non deve più essere così”.

L’obiettivo inoltre è evitare ulteriori casi come quello che ha avuto protagonista la Italo Belga. “Non possiamo pensare che la questione della legalità sia al secondo posto. C’è stata un’interdittiva antimafia, non sono stato io a svegliarmi e dire che i parenti dei mafiosi non devono lavorare. Non è un limite esserlo a casa propria, ma in un bene di pubblico demanio ci sono delle regole, che prevedono che se c’è più di una persona con queste caratteristiche assunte ci possono essere presunte infiltrazioni mafiose. È uno dei motivi che mi ha spinto a indagare e a non fermarmi”.

Quello della legalità è un impegno anche per il futuro. “Più i bandi sono chiari e lineari, più chi presenterà la domanda potrà essere controllato sulla base dei certificati antimafia. La cosa incredibile però è che anche la Italo Belga era in white list, ma aveva omesso di avere dato in subconcessione dei servizi ad un’altra società al cui interno c’erano persone riconducibili alla mafia. Non basta dunque fare l’interdittiva antimafia, bisogna stare sul pezzo e controllare. Io per quanto mi riguarda non mi darò pace finché questa spiaggia non verrà riconsegnata ai palermitani in condizioni adeguate”.

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Tra spiaggia libera e attrezzata

I bandi della Regione, nel caso in cui il TAR non accolga il ricorso della Italo Belga, porteranno a una nuova suddivisione della spiaggia di Mondello, con aree attrezzate e zone libere. La speranza è che queste ultime vengano mantenute pulite e sicure. “Le direttive europee impongono che ci sia metà spiaggia libera e metà attrezzata, altre soluzioni sono fuori legge. Non possiamo permetterci – sottolinea Ismaele La Vardera – giustificazioni per il mancato controllo della spiaggia derivanti dal fatto che la Italo Belga non c’è più. È la perdita della politica stessa. Se la politica ha bisogno di un privato per fare sì che un bene pubblico come Mondello sia ben mantenuto, significa che non è in grado di gestirlo”.

Il deputato Ars, tuttavia, ha fiducia su questo tema. “Io eviterei di raccontare i palermitani come un popolo brutto, cattivo e ingordo, che arriva dal quartiere e distrugge la spiaggia. C’è un pezzo di Palermo che non è avvezza alle regole, quelli che nel gergo comune vengono definiti palermosauri, ma sono una piccola parte. La maggior parte dei palermitani è gente per bene, che vuole vivere la spiaggia e non può non farlo per paura che senza la Italo Belga a gestirla si arrivi a un fallimento. Noi faremo di tutto per fare sì che il pensiero non sia si stava meglio quando si stava peggio”.

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