La Sicilia cambia prospettiva nella lotta alla mafia e decide di colpire il cuore del problema: il futuro dei giovani. Con l’avvio della fase operativa della legge regionale “Liberi di scegliere”, a Palazzo d’Orléans prende forma una strategia che non si limita alla repressione, ma punta a interrompere il passaggio generazionale della cultura mafiosa. Un cambio di paradigma che guarda ai ragazzi cresciuti in contesti difficili e offre loro alternative reali.
Una legge che guarda alle radici del problema
Si tratta di una normativa innovativa perché agisce prima che il legame con la criminalità diventi definitivo. Non si inseguono i fenomeni ma si prevengono, investendo su istruzione, sostegno sociale e percorsi di accompagnamento per famiglie e minori. L’obiettivo è quello di offrire una via d’uscita concreta a chi nasce in ambienti dove l’illegalità sembra l’unica strada possibile.
Il ruolo della cabina di regia
A rendere operativa la legge è una cabina di regia che mette insieme istituzioni diverse, chiamate a lavorare in sinergia. Regione, scuola, tribunali, servizi sociali, sanità e università condividono responsabilità e strumenti per costruire interventi coordinati. Non solo gestione delle risorse, ma anche pianificazione strategica e definizione di criteri chiari per sostenere i percorsi di emancipazione.
Il progetto parte con una dotazione iniziale di milioni di euro, destinata a crescere grazie a nuovi stanziamenti regionali e ai fondi europei. Un investimento che non è solo economico, ma culturale: ogni risorsa è pensata per generare opportunità, formazione e inclusione, elementi fondamentali per costruire alternative credibili alla criminalità.
Le équipe multidisciplinari
Al centro del sistema ci sono le persone. Psicologi, assistenti sociali ed educatori lavorano insieme per accompagnare i minori e le loro famiglie in un percorso di cambiamento. Le équipe multidisciplinari rappresentano il punto di contatto tra istituzioni e cittadini, trasformando la legge in azioni concrete, capaci di incidere nella vita quotidiana di chi sceglie di allontanarsi dalla criminalità.
L’ispirazione che arriva dalla magistratura
L’impianto della legge si ispira all’esperienza maturata nei tribunali per i minorenni, dove negli anni sono stati sperimentati percorsi di allontanamento dei giovani dai contesti mafiosi. Un lavoro che ha dimostrato come intervenire precocemente possa fare la differenza, aprendo nuove prospettive di vita e restituendo possibilità a chi sembrava non averne.





















