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lunedì|13 Aprile|2026
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Da dimora storica a boutique hotel: la nuova vita di Palazzo Balsamo a Palermo

La storica dimora di Giuseppe Balsamo, il Conte di Cagliostro, è stata ristrutturata per volontà dell’imprenditore palermitano Andrea Cammareri e ospita 18 camere

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Palazzo Balsamo, edificio ottocentesco in via Divisi a Palermo, è stato appena trasformato in un prestigioso boutique hotel. Un altro tassello nel mosaico ricettivo di una città che punta a valorizzarsi sempre di più come polo culturale e ad attirare una clientela turistica di qualità, altospendente.

Visione e resilienza. Questi gli elementi che hanno dato vita a una speciale vicenda che parte da uno dei tanti bei palazzi antichi della città, si intreccia lungo la sua via sottostante e infine chiude il suo cerchio nel medesimo edificio, animata dalla memoria di una delle personalità più enigmatiche della storia del capoluogo siciliano. 

La storia di Palazzo Balsamo

Via Divisi è la stretta strada lastricata che collega perpendicolarmente la via Maqueda alla via Roma, famosa dalla seconda metà del 1800 per le sue botteghe di venditori e riparatori di biciclette. Da quell’epoca, la strada dei biciclettai resiste ancora: le sue botteghe sono ancora lì, pronte a soddisfare il sogno infantile di un primo mezzo a pedali, così come il desiderio di comprare una bici di ultimo grido o l’esigenza di farsela mettere a punto da mani esperte. 

Fu proprio questa la dimora di un personaggio controverso e intrigante: Giuseppe Balsamo, meglio noto come il Conte di Cagliostro, il giramondo palermitano di umilissime origini che riuscì a prendere per i fondelli mezza Europa facendosi credere non solo un aristocratico di enorme influenza negli ambienti di corte, ma anche un massone di rito egiziano e sapiente alchimista, in grado – così faceva credere – di accrescere nientemeno che le dimensioni delle pietre preziose.

Un truffatore patentato, diventato ricco; che scrisse però una pagina rivoluzionaria per Palermo: proprio quella della mobilità urbana a bordo dei velocipedi, i primi ingombranti e tondeggianti mezzi di locomozione a pedali con la ruota anteriore di ampio diametro. Quando Giuseppe Balsamo ne vide uno per la prima volta in una delle sue puntate diplomatiche a Parigi, ne fu stregato e lo volle acquistare per poterlo usare in Sicilia al posto della sua carrozza con cocchiere. Da lì l’intuizione di attivare una piccola filiera.

Oggi il velocipede del Conte di Cagliostro è un cimelio prezioso, custodito ed esposto all’interno del palazzo diventato albergo, da dove simboleggia l’anima inventiva di una città che vuole mostrare la sua stratificata bellezza e accogliere il visitatore con servizi di alta qualità.

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Il restauro

Un’operazione complessa, il restauro di Palazzo Balsamo. Durata 3 anni e conclusa lo scorso ottobre. A volerla l’imprenditore palermitano Andrea Cammareri, che ne ha acquisito la proprietà, aggiungendola a quella di Palazzo Natoli, edificio di fine Settecento trasformato anch’esso in albergo di fascia alta qualche anno fa.

Decisivo è stato il lavoro concettuale svolto da Andrea Cammareri, in collaborazione con la moglie Floriana, architetto: “Abbiamo studiato a lungo la storia straordinaria di questo palazzo – spiega – prima di spogliarlo letteralmente per riprogettarne tutti gli interni e poi arredarli con soluzioni scelte con estrema cura: dagli svariati oggetti di design, ai tessuti che si combinano con i colori di camere e ambienti comuni, in grado, a loro volta, di diffondere la luce esterna che penetra dalle ampie porte finestre affacciate sulla via Maqueda”. 

Il progetto di Palazzo Balsamo, come dicono i proprietari, è impostato sull’idea di offrire un’esperienza sensoriale continua. A cominciare dalla componente visuale. Il riferimento va in particolare ai quadri d’autore che ornano alcune camere. Una delle due situate al piano terra, per esempio, ospita un intervento site-specific di Alessandro Florio, il cui dipinto Santa Rosalia, ispirato ai mosaici della Cappella Palatina, combina segno e materia in un linguaggio sospeso tra passato e presente.

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La proposta turistica

Il nuovo boutique hotel a Palazzo Balsamo si struttura soprattutto per una clientela straniera: americani in testa, seguiti in questi primi giorni di attività, da turisti britannici, tedeschi e francesi (ancora pochi gli italiani). È un albergo rientrante nel genere indicato come under twenty, ossia al di sotto delle 20 camere. Ne offre infatti 18 in tutto, inclusa una suite al 4° piano, raggiungibile con una scala interna e dotata di una terrazza panoramica con vasca Jacuzzi dalla quale è possibile ammirare la monumentalità della Palermo storica a 360 gradi. “L’albergo sarà sede di una rassegna, la Bmt (Balsamo Meets Art), che nel corso dell’anno porterà proprio qui dentro artisti di rilievo nazionale” – specifica Cammareri. 

L’azienda agricola che Cammareri conduce nel territorio di Pollina, è giocoforza, il principale canale di approvvigionamento di materie prime di qualità a servizio di Palazzo Balsamo. Il progetto non ha previsto un ristorante ma propone la struttura come spazio per colazioni mattutine in un’atmosfera di charme. Le colazioni in albergo sono firmate dallo chef stellato Giuseppe Costa e valorizzano i prodotti biologici: avocado, mango e uova dai diversi colori naturali deposte da galline allevate all’aperto. 

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La stessa filiera si ritrova nella spa, dove l’olio biologico di avocado dell’azienda viene impiegato nei trattamenti, affiancati da sauna e vasca idromassaggio. L’identità sensoriale degli ambienti è completata dalle fragranze di Dr. Vranjes Firenze. E poi materiali naturali, scelte sostenibili e dettagli, dagli intonaci alle dotazioni biodegradabili, con cui Cammareri vuole esprimere una visione responsabile e duratura del concetto di ospitalità.

“Con la valorizzazione di questo palazzo in forma di boutique hotel, al pari di palazzo Natoli, Palermo dà un ulteriore segnale di crescita sotto l’aspetto dell’ospitalità di fascia luxury. In questa evoluzione dimore e edifici antichi hanno un ruolo strategico” dice l’assessore comunale al turismo Alessandro Anello. Del tutto in linea, a distanza di 150 anni, con la visione controcorrente con la quale Giuseppe Balsamo, il Conte di Cagliostro, ha lasciato un segno tangibile nel cuore di Palermo.  

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