Dopo quattordici anni di assenza, Calatafimi Segesta si prepara a vivere uno dei momenti più attesi dalla comunità: il ritorno della Festa del Santissimo Crocifisso, una delle manifestazioni religiose e popolari più antiche d’Italia, le cui origini risalgono al 1657.
La celebrazione nasce dalla devozione verso un antico crocifisso ligneo, custodito nella chiesetta di Santa Caterina d’Alessandria, al quale furono attribuite numerose guarigioni. Da allora, la comunità ha mantenuto il legame con questa reliquia, tramandando nei secoli un rito che è diventato memoria storica collettiva.
Nasce il Segesta Food Festival
All’interno di questo importante rito religioso dal grande valore storico e simbolico, prende vita la prima edizione del Segesta Food Festival, in programma dall’1 al 3 maggio 2026 in Piazza Nicolò Mazara. Per l’occasione il cuore antico della città si trasformerà in un vero e proprio villaggio del gusto, dove i visitatori potranno intraprendere un viaggio tra i sapori autentici del territorio.
La cittadina vuole raccontare l’identità locale attraverso il cibo, valorizzando prodotti tipici, materie prime dell’entroterra e produzioni artigianali. Protagonisti del festival saranno gli stand dedicati alle eccellenze enogastronomiche siciliane, pensati per offrire un’esperienza immersiva e autentica.

Il percorso del gusto punterà sulla filiera corta e sul sostegno ai produttori locali, creando un circuito virtuoso che mette al centro qualità, tradizione e sostenibilità. Un’occasione per scoprire e degustare il meglio della produzione locale in un contesto di straordinaria bellezza storica.
L’organizzazione del Segesta Food Festival è ideato è stata affidata a Italrent, che cura ogni aspetto della manifestazione, dalla segreteria organizzativa alla gestione operativa: comunicazione, con campagne social e materiali promozionali, oltre alla logistica. L’azienda coordina le iscrizioni degli espositori e i rapporti con le istituzioni locali, garantendo una presenza costante in tutte le fasi dell’evento
Tre giorni tra fede e partecipazione popolare
La Festa del Santissimo non avviene su base annuale ma viene organizzata in base alle risorse disponibili – in un primo tempo avveniva ogni dieci anni, poi ogni cinque a partire dall’Ottocento – ma torna oggi con una partecipazione straordinaria.
Per tre giorni, la città sarà attraversata dalle tradizionali processioni dei “ceti”, le antiche corporazioni di mestieri, che sfileranno per le vie del centro lanciando confetti, “cucciddati” e fiori. Un rito suggestivo e coinvolgente, capace di richiamare tantissime persone tra turisti e comunità locale.





















