Il Festival della Bellezza sceglie ancora una volta la Sicilia, con un’unica data nell’isola in questa edizione 2026 che partirà il prossimo mese di maggio: l’appuntamento è al Parco Archeologico di Selinunte il 16 luglio prossimo. Nata nel 2022, la kermesse ha come promoter la Regione Veneto, con la ideazione e direzione artistica di Alcide Marchioro. Da sempre, ha instaurato un rapporto stretto con la nostra terra.
Nella prima edizione furono addirittura tre le tappe in luoghi iconici siciliani, tutti in provincia di Trapani: il Castello di Venere ad Erice, il Cretto di Burri a Gibellina, il teatro antico ed il tempio nel Parco Archeologico di Segesta, con le presenze sceniche dei filosofi Massimo Cacciari ed Umberto Galimberti. Dall’edizione successiva, quella del 2023, l’attenzione degli organizzatori si è spostata invece su un altro luogo iconico il Parco Archeologico di Selinunte, mantenendo anche il Cretto di Burri di Gibellina, come tappa. Questa volta sarà solo una la location.
Il fascino millenario dei Templi di Selinunte al Festival della Bellezza
Per il quarto anno consecutivo, il Festival della Bellezza ha dunque scelto l’area del parco Archeologico di Selinunte, confermando lo stretto rapporto che lega il Festival, che ogni anno ha un suo tema portante, ad uno dei luoghi più affascinanti dell’intera isola, in un connubio tra arte, bellezza e territorio. L’edizione 2026 del festival inizierà il prossimo 4 di maggio con il tema cardine di tutta la rassegna che quest’anno sarà incentrata sul concetto del Simbolico. Tra le tappe di questa edizione, oltre a quella siciliana, ci sono Piazza San Marco a Venezia, il teatro Romano di Verona, Villa Medici a Roma, la Basilica Palladiana a Vicenza ed altre location di particolare prestigio storico ed architettonico.
Il concerto evento di Vinicio Capossela nel ventennale di “Ovunque proteggi”
Evento clou di questa edizione 2026 al Parco di Selinunte sarà il concerto di Vinicio Capossela, in programma il prossimo 16 luglio, in occasione del ventennale della edizione di un suo LP di successo “Ovunque Proteggi”, che si è aggiudicato il premio Tenco come miglior album del 2006. Il poliedrico artista ha scelto di riproporlo integralmente in un solo concerto, in una data speciale e in un luogo che non è una semplice cornice, ma parte del racconto.
“È un disco nato dall’antichità e nelle rovine trova il suo eco naturale. Selinunte ci ricorda la grandezza e la finitezza del genere umano. La quotidianità che ci occupa la vita, nel momento in cui viene travolta dalla fine, è proiettata in un’immobile eternità: una condizione alla quale siamo costantemente esposti. Selinunte è il luogo in cui l’havel havalim… il vanitas vanitatum, il fumo di fumi del Qohelet, tradotto e articolato dalla voce di Guido Ceronetti può risuonare. Per sempre. Nel sacro Niente del vuoto eterno”, ha spiegato l’artista.





















