Fede, devozione e tradizioni popolari che si incrociano nel trapanese per uno degli eventi più attesi in provincia: la Festa del Santissimo Crocifisso, che dall’1 al 3 maggio animerà il centro storico di Calatafimi Segesta. Il tema di questa edizione è “Dal peccato che divide alla fede che unisce”. Si tratta di un grande ritorno, perché l’ultima edizione della festa si è tenuta quattordici anni fa. Le sue origini, però, sono molto antiche, in quanto risalgono alla seconda metà del 1600.
I dettagli sulla Festa del Santissimo Crocifisso
La macchina organizzativa si è messa in moto mesi fa e troverà nel fine settimana il suo epilogo con i Cortei dei Ceti, ovvero le espressioni professionali di ieri e di oggi della città. Il 3 maggio poi la solenne processione in cui tutti Ceti, messa da parte ogni esuberanza e dimenticata ogni stanchezza, diventano una sola anima. La processione della Vara del SS Crocifisso e della Madonna di Giubino (Patrona della città) concluderanno il programma, con un misticismo quasi irreale che attraversa le strade.
Molte le iniziative a contorno avviate nei giorni che hanno preceduto i festeggiamenti. Tra queste la mostra fotografica presso il Palazzo Comunale “Ricordi ed emozione dal 1982” con gli scatti di Amedeo Vergani, il fotoreporter lombardo che ha portato la Festa del Santissimo Crocifisso nel mondo. Le foto sono state recuperate dalla Pro Loco di Calatafimi con il supporto dell’Amministrazione comunale.
Una festa, questa, che è anche rispetto delle tradizioni e della cultura del lavoro come ad esempio, la preparazione dei “miliddi” biscotti di pane salato dei Mugnai o del tradizionale “cucciddatu”, pane caratteristico a forma di fiore che viene donato dal Ceto dei Massari, o quella che viene tramandata nel Ceto Pecorai e Caprai, con la preparazione dell’incenziere, realizzato con formaggio a pasta filata che serve ad adornare lu “circu” che viene poi portato da un rappresentante del Ceto.
Il programma
La Festa del Santissimo Crocifisso è divisa in due momenti, così come vuole la tradizione secolare: il primo momento folkloristico nei giorni 1 e 2 maggio. A precedere i Cortei la Processione-Ideale che parte dalla Chiesa del SS Crocifisso alle 12.00. Si tratta di una rappresentazione con carri e personaggi di un episodio della Bibbia. Autentici miracoli dell’artigianato locale sfilano per le vie della città narrando un passo della storia sacra. Ad impreziosire la città, di seguito e fino a tarda sera, i Cortei dei Ceti, mentre sfilano con muli e cavalli bardati con finimenti preziosi, lungo le vie, seguendo un circuito preciso.
Apre l’interminabile sfilata il Ceto della Maestranza, a seguire i Ceti riuniti, poi il Ceto dei Cavallari, dei Burgisi del SS. Crocifisso, in un percorso che abbraccerà tutta la città. L’ultimo dei Ceti a sfilare è quello dei Massari, con il grande carro sormontato dalla Torre (tappezzata da cucciddati) e trainato da una pariglia di buoi. L’1 e il 2 maggio il popolo ringrazia il Crocifisso a cui è devoto, con l’elargizione di numerosi doni a quanti saranno lungo le strade a cominciare dalle 15. Questo momento rappresenta l’estremo omaggio al lavoro benedetto da Dio.
Il Vescovo Pietro Maria Fragnelli
Il vescovo di Trapani Giovanni Maria Fragnelli alla vigilia ha inviato a tutta la comunità cittadina la sua benedizione. Sarà lui a celebrare la messa domenica 3 maggio, nella giornata tradizionalmente legata all’aspetto religioso dei festeggiamenti comunitari. Nei giorni precedenti presente invece il parroco Don Vincenzo Basiricò, che in questi due mesi di pre festa ha benedetto tutti i doni preparati dai Ceti aiutati da tutta la popolazione di Calatafimi Segesta.
E con la Festa, si è così ritornati a percepire quel senso di appartenenza che sta unendo generazioni diverse sotto lo stesso sguardo del Santissimo Crocifisso. Per tre mesi, piccoli e grandi hanno dimenticato il digitale, dedicandosi esclusivamente alla preparazione di questo evento, che ha il sapore della tradizione.
Il Sindaco Gruppuso: “Non solo festa ma storia, fede, rinascita”
Anche il sindaco Francesco Gruppuso è entusiasta del ritorno della festi. “Ci sono momenti nella vita di un amministratore che superano il valore della semplice burocrazia per toccare le corde più profonde dell’anima e dell’identità di una comunità. Il Comune di Calatafimi Segesta ha un ruolo centrale nell’organizzazione della festa, che arriva dopo quattordici lunghissimi anni di attesa. È una responsabilità che sento profondamente nel cuore, accompagnata da un’emozione difficile da descrivere a parole”.
“Questa – ha aggiunto – non è solo una festa. È storia, perché riabbracciamo una tradizione secolare che connota la nostra identità di comunità; è fede, perché è l’atto di devozione più alto della nostra città verso il suo Patrono; è rinascita, perché dopo quasi tre lustri, la comunità di Calatafimi Segesta torna a battere all’unisono nel segno dell’unità e del sacrificio dei Ceti. È un ingranaggio di passione, fatica e orgoglio che coinvolge migliaia di persone. È un impegno preso con la nostra storia e con le nuove generazioni che, per la prima volta, vivranno questo splendore”.



















