back to top
lunedì|13 Aprile|2026
lunedì | 13 Aprile | 2026
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

ultimi articoli

Cattedrali del mare: come le antiche tonnare siciliane stanno tornando a vivere nel segno della sostenibilità

Da Favignana a Marzamemi, il recupero delle antiche tonnare siciliane mostra come archeologia industriale, tutela del paesaggio e nuove economie del mare possano convivere.

Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
- Advertisement -

Per secoli sono state il confine fisico e simbolico tra la Sicilia e il Mediterraneo: grandi complessi di pietra affacciati sull’acqua, luoghi di lavoro durissimo, di economia, di ritualità e di memoria collettiva. Oggi le tonnare non sono più soltanto reperti di un passato glorioso o doloroso. In molti casi stanno diventando laboratori di riuso intelligente, spazi culturali e presìdi di un nuovo modo di abitare il paesaggio costiero senza consumarlo. La loro rinascita racconta qualcosa di molto attuale: in Sicilia il futuro può passare dal recupero dell’esistente, non dalla corsa a nuove colate di cemento.

Dalla mattanza al patrimonio culturale

Le tonnare siciliane non sono semplici edifici storici. Sono una parte decisiva dell’archeologia industriale dell’isola e custodiscono anche un’eredità immateriale fatta di tecniche, saperi, canti, gerarchie del lavoro, lavorazione del pescato e relazioni profonde con il mare. La stessa Regione Siciliana le riconosce come testimonianze architettoniche e paesaggistiche di grande valore, tanto da averle inserite sia nel Registro identitario della pesca sia in un geoportale dedicato a tonnare e saline, oggi in costante aggiornamento. Il dataset regionale conta 42 emergenze turisticamente fruibili corredate da schede storiche e fotografiche, segno che non si tratta di rovine marginali, ma di una rete di luoghi centrali nella narrazione della Sicilia costiera.

In questa prospettiva, il recupero non è solo conservazione estetica. È una scelta culturale e urbanistica: riaprire una tonnara significa restituire funzione a un bene già presente nel paesaggio, limitando il consumo di suolo e valorizzando una struttura che ha già un’identità forte. In tempi in cui la qualità del turismo e la tutela delle coste sono diventate priorità, le tonnare offrono alla Sicilia un modello concreto di rigenerazione coerente con il territorio.

Cattedrali del mare: come le antiche tonnare siciliane stanno tornando a vivere nel segno della sostenibilità - Be Sicily Mag - glimpse of marzamemi and the tonnara sicily italy 2026 01 09 13 04 46 utc dimensioni grandi

Favignana, Scopello e Marzamemi: tre segnali di una stessa trasformazione

Il caso più noto è quello dell’ex Stabilimento Florio di Favignana, uno dei simboli dell’archeologia industriale siciliana. Dopo oltre vent’anni di abbandono, la Regione Siciliana lo ha acquistato negli anni Novanta e lo ha recuperato trasformandolo in museo. Oggi quel complesso conserva macchinari, reti, attrezzature, barche e spazi produttivi che permettono al visitatore di capire come funzionasse la filiera del tonno e quale peso avesse nell’economia delle Egadi. Favignana dimostra che una tonnara restaurata può diventare non un guscio vuoto, ma un luogo di racconto e conoscenza.

Anche la Tonnara di Scopello mostra come il riuso possa dialogare con il paesaggio. Oggi è proposta come museo a cielo aperto, immerso in un contesto naturale di grande pregio, a ridosso della Riserva dello Zingaro. La valorizzazione del sito punta esplicitamente sul racconto della storia dei tonnaroti e sul legame tra architettura, costa, macchia mediterranea e acqua. Non è un dettaglio: quando un bene storico continua a parlare del suo rapporto originario con il territorio, il recupero evita il rischio di trasformarsi in semplice scenografia.

Leggi anche:  La giornalista Mariangela Pira premiata a Favignana, l’economia raccontata con empatia e chiarezza

A Marzamemi, invece, la prospettiva è quella di un sistema culturale più ampio. La Regione Siciliana ha finanziato il restauro della chiesa di San Francesco di Paola per destinarla a Museo del Mare, proprio in connessione con la vicina tonnara, anch’essa indicata come bene da restaurare per rafforzare l’offerta culturale del borgo. È un passaggio importante: il recupero delle tonnare può funzionare davvero quando non riguarda il singolo edificio isolato, ma genera un ecosistema fatto di museo, borgo, waterfront, memoria del lavoro e nuove funzioni pubbliche.

Adv

Sostenibilità vera: meno impatto, più compatibilità

Parlare di rinascita ecosostenibile, però, richiede prudenza. Non tutte le tonnare restaurate sono automaticamente esempi di bioedilizia avanzata, e non ogni progetto può essere descritto come modello perfetto. Quello che si può dire con certezza è che, nel recupero del patrimonio storico, la sostenibilità oggi passa da criteri di compatibilità, di minima invasività e di miglioramento energetico rispettoso dei caratteri dell’edificio. Le linee di indirizzo del Ministero della Cultura sull’efficienza energetica del patrimonio culturale vanno proprio in questa direzione: intervenire sì, ma senza snaturare i valori materiali e storici dei beni tutelati.

In Sicilia questo approccio si traduce spesso in soluzioni coerenti con il clima e con la tradizione costruttiva mediterranea: uso di calce naturale e materiali traspiranti, recupero delle coperture esistenti, valorizzazione della ventilazione naturale, riduzione degli impianti invasivi, attenzione al ciclo dell’acqua e alla relazione tra edificio e contesto. Anche sul fronte ambientale, il tema è strettamente legato al mare: ISPRA e SNPA hanno più volte richiamato il valore ecologico della posidonia e la necessità di una gestione sostenibile delle biomasse marine spiaggiate, un tema che in Sicilia tocca da vicino anche i litorali accanto a molte tonnare.

Cattedrali del mare: come le antiche tonnare siciliane stanno tornando a vivere nel segno della sostenibilità - Be Sicily Mag - unbelievable scene of tonnara di scopello 2026 03 17 14 39 22 utc dimensioni grandi

Un’occasione economica per la Sicilia costiera

La rigenerazione delle tonnare ha anche un significato economico molto concreto. Secondo il report “Economia del Mare Sicilia 2025” realizzato da OsserMare e Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere, l’economia del mare nell’isola conta oltre 102 mila occupati e 29.561 imprese, genera 17,4 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo e pesa per il 17,6% sull’economia regionale. Inoltre, le aree costiere siciliane comprendono 192 comuni e producono il 78,2% del valore aggiunto complessivo regionale. In questo quadro, valorizzare le tonnare non significa solo salvare monumenti: significa rafforzare l’identità economica delle coste, creando connessioni tra turismo culturale, ricerca, formazione, ospitalità e filiere del mare.

Qui si gioca la partita più delicata. Se il recupero produce solo strutture esclusive, chiuse e scollegate dai residenti, il rischio è perdere l’anima di questi luoghi. Se invece le tonnare diventano spazi accessibili, musei, centri per eventi culturali, laboratori sulla blue economy, sedi di educazione ambientale o punti di incontro tra comunità e visitatori, allora possono trasformarsi in veri motori di sviluppo locale. Non nostalgia, dunque, ma innovazione radicata nella memoria.

Leggi anche:  Marzamemi, il borgo marinaro dove la Sicilia ritrova il ritmo del mare

La lezione delle tonnare

Le tonnare siciliane insegnano che il patrimonio non è un peso da mantenere né una cartolina da consumare. È una risorsa viva, a patto di trattarla con rigore e misura. Favignana, Scopello e Marzamemi, pur con storie diverse, indicano la stessa strada: recuperare senza cancellare, innovare senza travestire, aprire questi luoghi al presente senza recidere il legame con il mare e con chi lo ha abitato per secoli. In una Sicilia che cerca modelli di sviluppo più equilibrati, le “cattedrali del mare” possono tornare a essere centrali: non più fabbriche del tonno, ma fabbriche di senso, bellezza e futuro.

Adv
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

ULTIMI ARTICOLI

consigliato da be

Maddaloni Arredamenti inaugura il nuovo showroom a Palermo: 1.500 metri quadrati dedicati al design e all’abitare contemporaneo

Oltre 1.500 metri quadrati dedicati al design, alla progettazione e all’abitare contemporaneo. È stato inaugurato ieri sera, in via Ugo La Malfa a Palermo,...

non perderti

spot_img