Pietre naturali di grandi dimensioni, coralli mediterranei ed oceanici, acquemarine grezze, incastonate nell’oro, tempestate di brillanti, quasi merletti di preziosi, evocativi dei tanti miti della Sicilia e delle sue bellezze naturali. Sono solo alcune suggestioni dell’ ultimo appuntamento con gli orafi contemporanei nell’ambito della mostra L’Età dell’oro – Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo. Opere, collezionismo e contesti per l’oreficeria contemporanea. La Fondazione Sicilia a Palermo ha proposto un doppio evento, venerdì scorso a Villa Zito.
Insieme alla nuova sezione della mostra che ospita le originalissime opere di Massimo Izzo, in un allestimento maestoso, di grande impatto visivo e di valore incommensurabile, è stato presentato anche il catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore.
La presentazione

A condurre i presenti nel percorso icongrafico, Maria Concetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia, Sergio Intorre e Roberta Cruciata, curatori della mostra, e Barbara Rappa, responsabile dell’allestimento. Era presente Massimo Izzo. “Con le opere di Massimo Izzo si conclude un viaggio appassionante nel cuore del gioiello siciliano di ogni tempo. Le opere storiche – ha spiegato la presidente della Fondazione Sicilia, Maria Concetta Di Natale – hanno, di mese in mese, dialogato con le creazioni di sensibilità contemporanea dei nostri maestri artigiani. Ancora una volta, la protagonista indiscussa è stata la Sicilia e il talento dei suoi artisti, che ha letteralmente superato i secoli. Devo dedicare anche alcune parole sul catalogo, un’avventura che ho affrontato con coraggio e che raccoglie tutti gli artisti in rassegna. Un’impresa che mi ha fatto ringovanire e ricordare anche la mia attività del passato. Nel catalogo, c’è anche un capitolo dedicato da Intorre al corallo trapanese, individuando anche degli inediti. Le schede sono snelle ma cariche di informazioni e di studi accurati”.

La parola all’artista del gioiello Massimo Izzo: “Ho iniziato a 14 anni, ora ne ho quasi 60. Lavoro da anni sulle pietre grezze, l’unico taglio che l’uomo non riesce a riprodurre. La mia ispirazione è la meravigliosa terra dove sono nato, la Sicilia, con i suoi colori, la sua storia. Basta ascoltare con gentilezza i suoi profumi, con un’anima predisposta e da custode. Le mie creazioni fanno oggi parte delle collezioni di appassionati in tutto il mondo, per lo più negli Stati Uniti, ma anche in Nord Europa ed in Italia. Io amo sempre affermare chi dice che l’arte non va indossata?. Ma è anche vero che un gioiello può fare parte di una collezione d’arte. Un gioiello deve sempre raccontare una storia d’amore. Le mie creazioni sono tutte opere uniche, ognuna racconta una storia”.
Barbara Rappa, che ha curato l’allestimento, ha detto: “Maria Concetta Di Natale, che stimo tanto, mi ha dato l’opportunità di collaborare a questa esperienza unica, che ha reso possibile riunire in un’unica sede gioielli di questa importanza. L’allestimento, grazie anche alla sala multimediale, ha dato luce anche a questo grandissimo artista. E’ la prima volta che si realizza a Palermo una mostra sulle sue opere d’arte”.
Chi è Massimo Izzo

Messinese di nascita, Izzo scopre fin da giovanissimo nella materia un linguaggio capace di raccontare la sua terra. Allievo della Scuola d’Arte di Siracusa, si forma sotto la guida dei Maestri Salvatore Canigiula e Salvatore Cassone, apprendendo l’arte orafa e la disciplina del metallo.
Nel 1983 ottiene il titolo di Maestro d’Arte. Nel 1987 apre il suo primo laboratorio a Siracusa, sull’isola di Ortigia. Da quello spazio raccolto prendono forma creazioni che uniscono mito, mare e tradizione. Presto le sue opere attirano l’attenzione di collezionisti e personalità internazionali, dalla famiglia reale svedese al sindaco di Tokyo.
È stato riconosciuto tra i 108 designer contemporanei da Olivier Dupon nella pubblicazione “The New Jewelers” (Thames & Hudson), considerata la passerella d’onore per la nuova generazione di maestri orafi.

Il catalogo

Il catalogo della mostra,presentato nel corso dello stesso evento, accompagna il lettore in un viaggio affascinante nella storia dell’oreficeria siciliana tra XVII e XIX secolo, restituendo la ricchezza di un patrimonio artistico che intreccia devozione, prestigio e identità culturale. Attraverso saggi critici e un ampio catalogo di opere, emergono forme, tecniche e materiali che raccontano il dialogo fra tradizioni locali e influenze europee, dal gusto barocco alle evoluzioni sette-ottocentesche. Accanto ai capolavori storici, il confronto con la produzione contemporanea rinnova lo sguardo su un’arte ancora vitale, capace di reinterpretare linguaggi antichi in chiave attuale. Il volume si configura così come uno strumento di conoscenza e valorizzazione, che coniuga rigore scientifico e suggestione visiva, offrendo una lettura aggiornata e coinvolgente del gioiello siciliano e del suo ruolo nella storia dell’arte nell’area mediterranea, tra memoria, ricerca scientifica e innovazione.
La rassegna

La mostra L’età dell’oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo. Opere, collezionismo e contesti per l’oreficeria contemporanea, curata da Sergio Intorre e Roberta Cruciata è promossa e organizzata dalla Fondazione Sicilia, con il Patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, in collaborazione con Sicily Art and Culture s.r.l. a Socio Unico, Banca del Fucino (Main Sponsor), Civita Sicilia Associazione Provinciale Orafi-Gioiellieri-Argentieri-Orologiai Confcommercio Palermo e Teatro Massimo. SI è aperta il 19 dicembre scorso e attraverso vari contributi di maestri del gioiello (Fiscia, Di Giovanna Nocito, Lucito, Fiorenza, Fecarotta e ora Izzo), andrà avanti fino al 24 maggio.
“La mostra – ha commentato Sergio Intorre, curatore insieme a Roberta Cruciata – si concentra sul collezionismo privato di oreficeria siciliana del Novecento, che ha reso gli esemplari esposti particolarmente significativi, oggetto di un rinnovato interesse culturale e artistico. Questo ci ha offerto la possibilità di considerare queste opere da una prospettiva storica focalizzata sullo sviluppo dell’arte orafa nell’Isola in Età Moderna”.

“Non si tratta meramente di una mostra di preziosi gioielli, ma di un affascinante viaggio lungo più di quattro secoli attraverso l’anima più autentica della Sicilia. Ogni singola opera – ha concluso Roberta Cruciata, altra curatrice – è espressione di fantasiosa creatività, di maestria tecnica, di amore per la propria terra e i suoi materiali, di meticolosa attenzione per i dettagli, di costante apertura culturale, di bellezza senza tempo. Gioielli in grado di fondere plurime influenze in un linguaggio unico: gioielli di Sicilia”.
Informazioni utili
Villa Zito sarà aperta con gli orari consueti, dalle 10 alle 18, ma sarà possibile visitare la mostra fino a conclusione dell’evento.
Per chi volesse visitarla successivamente, si recherà a Villa Zito (Via della Libertà n.52 90143 Palerm), da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00 ultimo ingresso alle 17:00. Lunedì chiuso. I prezzi dei biglietti sono intero 13,00 euro, ridotto 11,00. Ingresso gratuito scolaresche di ogni ordine e grado, minori di 18 anni, diversamente abili con accompagnatore, giornalisti in possesso di tesserino. Info: +39.091.7782180 info@villazito.it






















