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Lorefice a Sferracavallo: “Nessuno ci mette paura, noi riconosciamo solo lo Stato”

Durante la sua visita alla parrocchia di Sferracavallo, l'Arcivesco di Palermo ha utilizzato parole durissime: "Questi quattro che fanno scruscio ci fanno pena, sono dei falliti, non dobbiamo avere paura perché sono povere creature"

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“Noi riconosciamo le istituzioni della Costituzione italiana, noi riconosciamo solo lo Stato. Nessuno ci mette paura, deve essere chiaro”. Con questo significativo monito, caratterizzato da parole durissime, l’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice si è schierato a fianco degli abitanti di Sferracavallo dopo le bottiglie di benzina davanti alle saracinesche di alcune attività commerciali e le raffiche di kalashnikov contro i locali. 

Il corteo davanti il ristorante Il Brigantino

Lorefice si è recato nella parrocchia dei santi Cosma e Damiano di Sferracavallo per dimostrare tutta la propria solidarietà a chi ha subìto pesanti intimidazioni e far sentire in modo consistente la presenza delle istituzioni. Il corteo ha attraversato il borgo marinaro in un clima di profondo raccoglimento fermandosi in otto stazioni tra cui davanti al ristorante Il Brigantino, il locale colpito nella notte tra il 24 e il 25 aprile dai colpi di kalashnikov. 

Il monito dell’Arcivescovo Lorefice

L’Arcivescovo si è rivolto, con parole durissime, a tutti i presenti ma anche a chi ascoltava a distanza: “Siamo qui per pregare, ma anche per dire qualcosa a chi ha subìto un’intimidazione e ha paura, a chi per paura non parla e a chi semina la paura”. Poi il richiamo al senso delle istituzioni: “Non vogliamo che passi l’idea che ci possano essere altre istituzioni carsiche”.

Infine, non sono mancate parole severe nei confronti di chi si è reso responsabile degli atti intimidatori che hanno terrorizzato, nelle ultime settimane, Sferracavallo: “Questi quattro che fanno scruscio ci fanno pena, sono dei falliti, non dobbiamo avere paura perché sono povere creature. Palermo – ha continuato – è abituata anche a superare le prove più forti e insieme vogliamo superare anche questo”. Al termine, Lorefice ha fatto riferimento a chi non si espone per paura: “Scegliamo di essere qui perché nessuno può pensare di intimidire, nessuno ha paura, non vogliamo avere paura e siamo qui per dare coraggio a chi eventualmente può essere immediatamente intimidito. Credo che questo sia un compito di noi tutti – ha concluso – a maggior ragione della comunità cristiana e del vescovo di questa città”. 

Il parroco don Francesco Di Pasquale ha descritto il senso dell’iniziativa indicando il primo “campanello d’allarme” arrivato lo scorso settembre con la rissa durante i festeggiamenti dei santi Cosma e Damiano: “Stasera è un momento di fede, di sostegno per tutta la borgata” ha concluso. 

Più controlli a Sferracavallo e allo Zen

Proprio per contrastare i gravi episodi di criminalità che hanno interessato alcune zone della città di Palermo, il Comitato per l’ordine e la sicurezza, riunito in settimana in Prefettura, ha deciso il rafforzamento dei servizi di controllo nelle aree di Sferracavallo e del quartiere San Filippo Neri, ex Zen, attraverso precise attività di pattugliamento dinamico interforze, soprattutto in orari notturni, al fine di prevenire e contrastare altre fattispecie di violenza. Si è tenuta, altresì, una riunione alla quale hanno partecipato il Centro di studi e iniziative culturali Pio La Torre, il Comitato Addiopizzo, Sos Sicilia, alcuni rappresentanti delle associazioni Antiracket Solidaria, lo Sportello di solidarietà e Fai Sicilia. Il fine è di sensibilizzare tutti gli operatori economici che hanno patito intimidazioni, attraverso la collaborazione e l’assistenza reciproca. 

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