Il Catania Women scrive una pagina storica per lo sport siciliano: le rossazzurre conquistano la promozione in Serie B femminile al termine di una finale durissima, decisa soltanto dai calci di rigore dopo 120 minuti senza reti. A Roma, sul campo del Centro Sportivo “Francesca Gianni”, la squadra etnea supera il Südtirol 5-3 dal dischetto e completa un percorso che porta il calcio femminile catanese in una dimensione nazionale ancora più competitiva.
La partita si è chiusa sullo 0-0 dopo i tempi regolamentari e supplementari, confermando l’equilibrio di una sfida giocata sul filo della tensione. A decidere è stata la freddezza delle tiratrici rossazzurre e, soprattutto, la parata di Macera sul primo rigore altoatesino: un intervento pesantissimo, che ha indirizzato la sequenza e spalancato al Catania la porta della Serie B. La Lega Nazionale Dilettanti ha confermato il risultato finale di 0-0 e 5-3 dopo i tiri di rigore.
Macera decisiva, Panarello chiude la sequenza
Il Catania ha trasformato tutti i suoi rigori. Basilotta ha aperto la serie con personalità, seguita dalle reti di Palts, Sgambato e Vacchino. Dopo le realizzazioni del Südtirol con Santin, Kiem e Pföstl, è toccato a Panarello prendersi l’ultimo pallone: gol, festa rossazzurra e promozione.
La finale ha avuto il volto della sofferenza. Il Südtirol si è dimostrato avversario solido, fisico e organizzato, capace di mettere in difficoltà le siciliane soprattutto nelle ripartenze. Le altoatesine hanno creato occasioni importanti, colpendo anche un palo nei primi istanti della gara e costringendo Macera a diversi interventi di alto livello. Ma il Catania ha retto, ha sofferto senza disunirsi e ha portato la partita nel territorio in cui servono lucidità, carattere e sangue freddo.
In una gara segnata anche dal caldo e dalla fatica accumulata lungo 120 minuti, la tenuta mentale delle rossazzurre è diventata l’elemento decisivo. La squadra guidata da Silvestro Reitano ha mostrato maturità, capacità di sacrificio e una compattezza che raccontano molto più del semplice risultato.
Una stagione di vertice per le rossazzurre
La promozione arriva al termine di una stagione di grande continuità. Il Catania era arrivato alla finale playoff dopo aver superato il Real Meda grazie al gol decisivo di Alessia Cammarata, mentre il Südtirol aveva conquistato l’accesso all’ultimo atto trascinato dalla tripletta di Katharina Pföstl nella semifinale contro il Gatteo Mare. Le finali playoff della Serie C femminile si sono disputate domenica 24 maggio 2026 a Roma e mettevano in palio il salto in Serie B.
Il successo assume un valore ancora più forte perché arriva una settimana dopo la delusione della finale di Coppa Italia Serie C, persa dal Catania ai rigori contro la Pro Sesto dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Anche quella gara si era giocata al “Francesca Gianni” di Roma e aveva confermato il livello raggiunto dal gruppo etneo, capace di competere fino in fondo su due fronti.
Quella sconfitta poteva lasciare scorie pesanti. Invece, la squadra ha trasformato l’amarezza in energia, presentandosi alla finale promozione con la concentrazione necessaria per affrontare una partita bloccata, nervosa e dispendiosa. La risposta è stata da squadra matura: nessun crollo emotivo, nessuna frenesia, ma la capacità di restare dentro la gara fino all’ultimo tiro.
Per Catania e per la Sicilia un salto di visibilità
Il ritorno del calcio femminile catanese in Serie B non è soltanto un risultato sportivo. È anche un segnale importante per l’intero movimento in Sicilia, una regione in cui il calcio femminile continua a crescere ma ha bisogno di strutture, investimenti, continuità progettuale e visibilità mediatica.
La promozione rossazzurra può diventare un acceleratore. La Serie B significa trasferte più impegnative, avversarie di livello superiore, maggiore attenzione nazionale e la necessità di rafforzare organizzazione tecnica, settore giovanile e comunicazione. Ma significa anche nuove opportunità per le giovani calciatrici siciliane, che potranno guardare a Catania come a un punto di riferimento più vicino e concreto.
In un territorio dove lo sport femminile spesso fatica a ottenere lo stesso spazio di quello maschile, un risultato del genere ha un valore culturale. Racconta alle ragazze che il percorso è possibile, che il talento può trovare casa anche al Sud e che una società strutturata può diventare motore di sviluppo sportivo e sociale.
La Serie B come nuova sfida
Ora si apre un capitolo diverso. La Serie B femminile è un campionato nazionale competitivo, ponte naturale verso il massimo livello del calcio italiano. Per il Catania Women significherà misurarsi con realtà abituate a ritmi, intensità e organizzazione di categoria superiore.
La base, però, è solida. Il gruppo ha dimostrato di saper gestire partite ad alta pressione, di avere una leadership tecnica riconoscibile e di poter contare su calciatrici capaci di incidere nei momenti decisivi. Macera è stata la protagonista simbolica della finale, ma la promozione è il frutto di un lavoro collettivo: difesa, centrocampo, attacco, panchina e staff hanno costruito insieme una stagione che resterà nella memoria sportiva della città.
Per Catania, abituata a vivere il calcio come identità popolare, questa promozione aggiunge una nuova storia al racconto rossazzurro. Una storia di fatica, rigori, parate, caldo romano e lacrime di gioia. Ma soprattutto una storia di crescita: quella di una squadra che ha saputo trasformare una finale complicata in un traguardo storico.





















