Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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“Cemento e sangue” nel nuovo romanzo di Carlo Calabrò: “Il mio Brasile dei palazzinari è anche un po’ Sicilia”

Esce il 30 giugno il secondo noir firmato dall'autore di "Meccanica di un addio", finalista al Premio Scerbanenco 2024. Il Brasile e le tematiche ecologiste fanno da sfondo al nuovo accattivante giallo. A un mese dalla presentazione a Mondello, il 3 luglio, da Sellerio, Carlo Calabrò svela alcune anticipazioni a Be Sicily Mag

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Reduce dal successo del romanzo d’esordio “Meccanica di un addio”, selezionato nella cinquina di finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco, che ne ha consacrato il talento come autore di noir, Carlo Calabrò il 30 giugno tornerà in libreria con Cemento e sangue, edito da Marsilio e ambientato a San Paolo del Brasile. Se il precedente aveva come sfondo la foresta amazzonica, questa volta, il suo racconto fluido e a tratti tragicomico si sofferma sulla grande città, senza però mai perdere l’afflato ecologico che permea la sua scrittura. Anzi, qui, un fiume inquinato è teatro di una morte sospetta che porterà il protagonista a svelarne le ragioni.

Carlo Calabrò racconta Cemento e sangue

È necessario innanzitutto precisare che Cemento e sangue non è un sequel. “Anche se come lettore sono amante della serializzazione – spiega a Be Sicily Mag l’autore – in questo caso il primo racconto si era chiuso con una fine netta e quindi questo è un lavoro indipendente. C’è solo un cameo di Florian Kaufmann, già in Meccanica, ma per il resto sono due storie indipendenti che trattano il Brasile da un punto di vista complementare”.

La città che fa da sfondo è stata la sua residenza per undici anni. “Ho amato tanto San Paolo, per questo ho voluto ambientare questo secondo libro qui, tranne un capitolo che è ambientato in Amazzonia. Ho voluto raccontarla nelle sue ombre e nella sua bellezza. È anche una città che stanca, come New York o Palermo. Del resto, cerco di utilizzare quelle piccolezze ed il fastidio quotidiano per dare una chiave ironica alla storia”.

La trama

E sulla trama, spiega: “Il protagonista Everton è un giornalista svogliato, che non ha una vera passione per quasi niente, tranne gli animali, per cui ha una passione fanciullesca. Non è un eroe con i superpoteri, anche perché non mi apparterrebbe quel tipo di letteratura”. Nella storia, ha trentadue anni. Una mattina, pedalando lungo il rio Pinheiros, riconosce tra le acque nere il cadavere di Flávio Bloch, eco-attivista e amico. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no.

Il protagonista decide di indagare, anche se il suo stesso giornale, legato a interessi immobiliari e politici, vorrebbe lasciar perdere. Il giallo si infittisce man mano che la lettura va avanti. “Everton deve affrontare alcune difficoltà. Ha una mamma anziana ed in declino. Inoltre, lotta per darsi un senso, per capire che posto ha nella vita. Al momento non lo sa, ma cerca di superarsi. Ci sono pezzi di me in ciascun personaggio, sia pure limitati. Per Everton, mi sono ispirato ad un paio di giornalisti che ho conosciuto. Ho tratto spunto dalle mie esperienze anche per gli altri personaggi”.

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I temi ecologisti

Il Brasile di Calabrò non è uno sfondo esotico, ma un laboratorio del presente. La sostenibilità può diventare una farsa, la filantropia una copertura, la modernizzazione un dispositivo di esclusione.”Quando ho scritto Meccanica – continua Calabrò – il tema della sostenibilità era più urgente, oggi dovrebbe essere anche più preoccupante, ma sono cambiati gli scenari. Nel frattempo, ci sono alcune preoccupazioni urgenti, dall’Ucraina all’Iran, per cui se ne parla un po’ meno, anche se non sono meno importanti e non possono non essere presenti nei miei libri. Uno dei temi ambientali è alla radice di uno dei delitti di questa storia. I fiumi di San Paolo, l’inquinamento delle acque e la cementificazione aggressiva della città sono un elemento cardine ma c’è anche molta politica”.

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Il genere

Cemento e sangue richiama la grande tradizione del thriller politico, da I tre giorni del Condor al noir d’inchiesta contemporaneo, ma la sposta dentro il cuore pulsante e degradato di una metropoli globale. “Nella finale dello Scerbanenco, il presidente della Fondazione della Casa Manzoni, teatro della premiazione, ha detto che secondo lui anche I promessi sposi è un po’ un archetipo del noir in cui poi si innesta il romanzo politico e sociale. Con ambizioni meno sofisticate, tutti noi giallisti utilizziamo l’aspetto noir per raccontare la vita, la politica e tutto ciò che ci sta a cuore”.

Ed ecco gli scittori fonte di ispirazione: “Simemon e Graham Green. Leggo molto volentieri anche Mick Harron. Il suo racconto urbano di spie sfigate a Londra fa esattamente il gioco che voglio fare io, partendo da un genere. Il racconto politico che fa Harron nella serie Slow Horses è molto interessante, così come il linguaggio che usa”.

"Cemento e sangue" nel nuovo romanzo di Carlo Calabrò: “Il mio Brasile dei palazzinari è anche un po' Sicilia” - Be Sicily Mag - cover 2
La copertina del libro

I prossimi progetti di Carlo Calabrò

Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, Carlo Calabrò è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, oggi vive e lavora a New York. Collabora con QN – Quotidiano Nazionale e HuffPost. “Sto lavorando ad una sceneggiatura su un racconto di Süskind e ho già iniziato un terzo romanzo in cui potrei anche occuparmi della Sicilia. Non c’è bisogno di andare a San Paolo per trovare coloro che costruiscono, distruggono e uccidono. Io sono cresciuto a Palermo, mi ricordo i palazzinari a Palermo. Ma c’è anche tanto bello da raccontare della Sicilia e io forse questa volta mi dedicherò proprio all’Isola in cui sono nato e potrei anche raccontarne il meglio. Il nuovo libro – anticipa – potrebbe essere pronto nel giro di un anno e non credo sarà un noir. Ho bisogno di un po’ di tempo per metabolizzare certe tematiche più pesanti. A San Paolo, intanto, alcuni produttori stanno studiando sia Meccanica che Cemento e Sangue e potrebbero farne un film o delle serie tv, ma i tempi sono lunghi”.

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Il rapporto con la Sicilia

Carlo Calabrò è nato a Palermo nel 1981 ma è cittadino del mondo da oltre venticinque anni e torna volentieri nella sua Sicilia. “Anche in occasione del tour, passerò l’estate in Sicilia, cosa che non mi succedeva da tanto. Amo tantissimo trascorerre il mio tempo nella mia terra natale e soprattutto a Salina. Voglio che i miei due figli, che sono due bambini newyorkesi, crescano un po’ palermitani. Già indossano con piacere la maglia del Palermo“.

E del recente upgrade dell’immagine di Palermo nell’immaginario collettivo dice: “In questi anni, è cambiato radicalmente quello che gli stranieri pensano della Sicilia e quello che mi chiedono dell’Isola. Prima, c’era un’immagine cupa, ora a New York quando torno dalla Sicilia vogliono sapere dove sono stato in particolare. È interessante vedere come in tanti, dopo avere visto White Lotus, hanno il desiderio di andare a Taormina. Ora, inoltre, i turisti tornano spesso in Sicilia. Significa che sappiamo farli tornare”.

Il suo pensiero va anche ad un recente articolo del New York Times dove il sindaco Roberto Lagalla si lamentava del turismo mordi e fuggi nel centro storico di Palermo. “Uno sfogo che è andato in prima pagina, impensabile prima. A mio avviso, c’è invece anche un turismo colto e perbene”, commenta.

Le date del tour di “Cemento e sangue”

Le presentazioni del libro di Carlo Calabrò andranno avanti per tutta l’estate in giro per la Sicilia e l’Italia. Si parte il 3 luglio dalla libreria Sellerio di viale Regina Elena 59 a Mondello (alle 17.30), poi Enna il 4 luglio, Caltanissetta il 9 settembre, e di nuovo a Palermo alla Feltrinelli di via Cavour il 10 settembre (ore 18). In via di definizione, presentazioni ad Agrigento, Sciacca, Trapani, Salina. E un’altra dozzina di tappe in giro per l’Italia, comprese quelle per “Il libro possibile” a Polignano a Mare il 9 luglio, al “Rione San Nicolò” a Bologna il 16 luglio e al “Moonlight festival” ad Arezzo il 23 luglio.

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