Una sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Catania potrebbe imprimere una svolta decisiva al lungo percorso per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. I giudici hanno stabilito che, entro 180 giorni, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dovrà adottare gli atti necessari per portare a termine un procedimento previsto dalla legge nazionale del 2007 e rimasto incompiuto per quasi due decenni.
In caso di effettiva apertura, il parco sarebbe il quarto più grande d’Italia, rientrando nelle eccellenze naturalistiche del Paese. L’area dovrebbe estendersi su circa 146.735 ettari nelle province di Siracusa, Ragusa e Catania, comprendendo spazi di elevato valore naturalistico, paesaggistico, storico e archeologico, oltre a numerosi siti appartenenti alla Rete Natura 2000.
La vicenda del Parco Nazionale degli Iblei
La decisione del Tar arriva al termine del ricorso promosso dall’Ente Fauna Siciliana Ets e riguarda un iter avviato nel 2007 con una norma nazionale che prevedeva l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. Secondo i giudici, l’espressione contenuta nella legge, che dispone che i parchi “sono istituiti”, comporta un obbligo preciso per l’amministrazione e non una semplice indicazione programmatica.
Nella sentenza viene inoltre ricostruito lo stato di avanzamento del procedimento, evidenziando come la fase di concertazione, perimetrazione e zonizzazione fosse già stata completata con il coinvolgimento dell’Ispra e come lo schema definitivo del decreto fosse stato trasmesso alla Presidenza della Regione Siciliana nel febbraio 2024 per l’acquisizione dell’intesa. Il Tar ha ritenuto che la successiva richiesta regionale di un ulteriore incontro di verifica non potesse giustificare un prolungamento indefinito dei tempi.
Le reazioni
La sentenza è stata accolta positivamente dalle associazioni che da anni sostengono la nascita del parco. “La sentenza conferma che un procedimento previsto dalla legge, sostenuto da un’istruttoria completa e dal parere favorevole dell’Ispra, non poteva restare sospeso”, ha dichiarato il presidente nazionale di Italia Nostra, Edoardo Croci. “Avevamo chiesto al ministero e alla Regione Siciliana di concludere l’iter, come già avvenuto per il Parco Nazionale del Matese. Ora il Tar ha tolto ogni alibi per questo ritardo e dato 180 giorni al Mase per procedere con l’avvio del nuovo parco nazionale”.
Anche l’Ente Fauna Siciliana ha evidenziato l’importanza della pronuncia, definendola un passaggio decisivo verso la tutela unitaria dell’area iblea. Secondo l’associazione, il lungo stallo amministrativo avrebbe favorito negli anni la presentazione di progetti considerati incompatibili con le finalità di conservazione del territorio. La sentenza, che dispone anche la condanna della Regione Siciliana al pagamento delle spese legali, viene interpretata dai promotori del ricorso come un punto di svolta per la definitiva istituzione del Parco Nazionale degli Iblei e per l’avvio di un modello di sviluppo fondato sulla valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico del territorio.
A dare il benvenuto al parco, anche il Parco Nazionale di Pantelleria, che ha rilasciato un comunicato ufficiale: “La nascita del Parco Nazionale degli Iblei è una vittoria per tutta la Sicilia e il suo inestimabile patrimonio naturale. Come primo Parco Nazionale della Trinacria siamo felici di avere al nostro fianco un nuovo Parco con la nostra stessa missione: proteggere la natura e la sua biodiversità nell’ottica della conservazione e della valorizzazione dei territori.”



















