È pronta a riaprire la Biblioteca Comunale Leonardo Sciascia, anche nota come Biblioteca di Casa Professa, uno dei luoghi simbolo di memoria della città di Palermo, dove sono custoditi e tutelati secoli di storia siciliana. Questo luogo, nel tempo, però, non ha sempre avuto pubblica fruizione. Per un lungo periodo, infatti, è stata chiusa. Nelle prossime settimane verrà restituito alla città con alcune novità interessanti, come la stanza del Nummarium.
Il complesso verrà trasformato in un polo culturale sempre più aperto, moderno e integrato con il patrimonio storico e artistico della città. “Sarà la casa di tutti, un luogo simbolo di senso civico”, ha detto il neo assessore alla Cultura del Comune di Palermo Antonio Rini a BE Sicily Mag in occasione della riapertura riservata in anteprima alla stampa.
La riapertura e le novità della biblioteca di Casa Professa
“Restituiremo gradualmente questo simbolo della cultura alla collettività in tutti i suoi segmenti e sfaccettature. Non soltanto ai turisti e ai cittadini – ha voluto specificare Antonio Rini – ma anche agli studiosi, alle associazioni, a chiunque abbia bisogno di un luogo in cui far emergere la propria creatività e il proprio talento o voglia accrescere la propria cultura. Dopo un lungo periodo in cui purtroppo questo spazio è mancato, la biblioteca torna a essere la casa di tutti”. L’obiettivo, aggiunge l’assessore, è quello di far rivivere la biblioteca non solo come luogo di memoria e storia, ma anche come presidio di senso civico, capace di restituire una dimensione collettiva alla memoria e all’identità cittadina.
Tra le principali novità, la biblioteca ospiterà un intervento innovativo nella stanza del Nummarium: “Saranno installate teche tecnologiche e di nuova generazione, grazie a un progetto del Comune di Palermo finanziato dalla Regione Siciliana Dipartimento Infrastrutture, su iniziativa dell’assessore Aricò. Inoltre, ci sarà una nuova sala multimediale dove saranno esposte le monete antiche di Palermo, un patrimonio inestimabile che va dal periodo arabo a quello medievale”.
Il progetto prevede in generale una riorganizzazione degli spazi e delle funzioni della biblioteca, con la tutela e la valorizzazione del patrimonio librario, l’allestimento del futuro Museo della Moneta Antica “Nummarium”, la riqualificazione della Sala San Michele quale spazio polifunzionale per studio, convegni e attività culturali, il potenziamento della Sala San Crispino e Crispiniano come centro espositivo per l’arte contemporanea e l’avvio di nuove iniziative rivolte a famiglie, studenti e associazioni del territorio.
L’assessore Rini: “Se non vai alla cultura, è la cultura che verrà da te”
Antonio Rini ha commentato inoltre il suo nuovo incarico, ripercorrendo le tappe professionali che lo hanno condotto alla nomina di assessore alla Cultura del Comune di Palermo. “Il mio percorso è stato lungo e diversificato: ho iniziato come consigliere provinciale, poi ho fatto il sindaco, il presidente della commissione urbanistica e oggi sono assessore alla cultura. Grazie a questo bagaglio di esperienze ho avuto modo di valutare le esigenze della cittadinanza sotto diversi profili. Oggi credo di conoscere molto bene – continua – la macchina amministrativa e mi appresto a conoscerla ancora meglio, quindi sono ottimista. Possiamo vedere la luce”.
“Miriamo a rendere Palermo una città aperta, che la cultura – non solo legata ai grandi eventi – possa fare da volano per l’economia. A me piace il concetto di cultura diffusa, di una rete che entri nelle periferie, nei quartieri. Il principio del nostro indirizzo è semplice: se tu non vai alla cultura, è la cultura che viene da te. Solo con un atto capillare e meticoloso potremo vivere in una città in cui si maturi una coscienza civile. È importante far innamorare le nuove generazioni della bellezza, dell’educazione, del rispetto e del bene comune”.
Il punto sul Festino: “Si prospettano numeri da record”
La nomina è avvenuta a meno di un mese dal Festino di Santa Rosalia e in vista della stagione estiva imminente, il calendario delle attività culturali è ricco: “Il Festino è ovviamente tra le priorità. Per la prima volta, alla tradizione e alla memoria si unirà anche la tecnologia. Si prospettano numeri record, con un grande richiamo turistico che dovrà diventare anche l’occasione per avviare un processo di destagionalizzazione, così da rendere Palermo una meta attrattiva tutto l’anno”, conclude.





















