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La “Lupa”, il fenomeno che ha avvolto nella nebbia lo Stretto di Messina

Dinamiche e curiosità sulla nebbia da avvezione che rende più difficili i collegamenti tra Sicilia e Calabria

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Nello Stretto di Messina in questi giorni c’è un fenomeno meteorologico capace di azzerare la visibilità nel giro di pochi minuti: la Lupa. Si tratta di una fitta nebbia marina che si manifesta principalmente in primavera, coprendo il tratto di mare tra Sicilia e Calabria. Quando compare, le coste delle due sponde spariscono completamente dietro un muro bianco, trasformando temporaneamente il paesaggio.

La “Lupa” visibile tra Sicilia e Calabria

Ogni volta che la Lupa si presenta, come in questi giorni, l’impatto sulla vita quotidiana degli abitanti dell’area è immediato. Come riportano le cronache locali, la visibilità ridotta – spesso inferiore ai 100 metri – impone lo stop o il forte rallentamento dei collegamenti marittimi tra Messina e Villa San Giovanni. Per evitare collisioni, i traghetti e le navi in transito sono costretti a navigare a velocità minima e ad attivare i radar. L’effetto più evidente per chi si trova sulla costa è il continuo suono delle sirene di bordo, utilizzato dai marinai come segnale acustico di orientamento. Nonostante i disagi siano comunque comuni e facilmente risolvibili, il fenomeno attira sempre molta attenzione sul web, dove le foto dello Stretto sommerso dalla nebbia diventano virali.

La spiegazione scientifica del fenomeno della Lupa

Dal punto di vista scientifico, la Lupa non è legata al maltempo, ma è una nebbia da avvezione che si origina dal contrasto termico tra l’aria e l’acqua. Secondo gli esperti del Centro Meteorologico Siciliano, il processo si articola in tre fattori:

  • Il mare freddo: In primavera, le acque dello Stretto di Messina mantengono temperature invernali molto basse, inferiori ai 17 °C, a causa del continuo ricambio d’acqua generato dalle correnti profonde.
  • L’aria calda: Nello stesso periodo, i primi flussi d’aria calda e umida di origine nordafricana iniziano a scorrere sopra il bacino del Mediterraneo.
  • La condensazione: Quando la massa d’aria calda e carica di umidità transita sopra la superficie marina fredda dello Stretto, subisce un brusco calo termico. L’aria fredda non riesce a trattenere tutto il vapore acqueo, che si condensa istantaneamente in miliardi di microscopiche goccioline sospese. Questa coltre bianca si incanala nella forma a imbuto dello Stretto, rimanendo schiacciata verso il basso. Di solito il fenomeno raggiunge la massima intensità durante la notte e nelle prime ore del mattino, per poi diradarsi progressivamente nel corso della giornata grazie al calore del sole.

Perché si chiama “Lupa”, tra mito e dialetto

Il termine “Lupa” affonda le radici nella tradizione marinara. Una delle spiegazioni principali si lega alla “fame”, da cui deriva il modo di dire avere la lupa nello stomaco. In passato la nebbia impediva infatti ai pescatori di uscire in mare, lasciandoli senza sostentamento. Un’altra chiave di lettura rimanda invece al suono: il coro cupo e ritmico delle sirene delle navi che cercano l’orientamento avvolti dalla nebbia, ricorda l’ululato di un lupo.

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