Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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Dua Lipa a Palermo: perché i “nemici della contentezza” non hanno capito niente

Il matrimonio di Dua Lipa tra Palermo e Bagheria accende riflettori globali e polemiche locali. Un’occasione per riflettere su turismo, qualità, filantropia e i veri “nemici della contentezza”

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Hanno ragione: Palermo non è il tuo salotto, Dua Lipa. È il salotto delle gang che chiedono il pizzo, dei rapinatori che strappano collane ai turisti, dei furbi che trasformano ogni occasione in un piccolo tornaconto. Palermo non è il tuo salotto. È il salotto di chi la abita male, la consuma, la svende, la lamenta. Eppure — ed è qui che la storia si ribalta — proprio per questo Palermo aveva bisogno di te.

Perché i manifesti “Palermo is not for rent” e “La nostra piazza non è il tuo salotto”, comparsi senza rivendicazione (e già questo la dice lunga, ndr), dicono una cosa sola: abbiamo paura della contentezza. Paura che qualcuno tra tutte le città del mondo si sia innamorato proprio di noi e ci abbia scelto per celebrare la propria felicità. Paura che la città possa essere migliore di come la raccontiamo.

I commercianti “ricompensati” e la polemica che non regge

Pare – e sottolineo pare – che ai commercianti più vicini alle zone blindate sia stato offerto un rimborso di mille euro per la giornata persa. Nessuna conferma, ma neppure nessuna smentita. Ma la verità è che il problema non è il rimborso, è la narrativa del lamento. Perché se un evento globale porta qui 300 ospiti, hotel pieni, stampa internazionale, sicurezza potenziata, e un ritorno d’immagine che non puoi comprare… forse la domanda non è “quanto mi dai?”, ma “quanto posso far fruttare questa occasione?”.

Palermo tra luci e ombre, ma pur sempre sotto i riflettori

Per tre giorni Palermo e Bagheria hanno smesso di essere due punti sulla mappa. Non un set da gossip, non una festa qualunque, ma un esercizio di posizionamento internazionale, di quelli che non puoi improvvisare. Non semplice turismo, ma economia reale che si muove e si misura con ciò che potrebbe essere e non è ancora.

E, sì, i riflettori illuminano anche le crepe: traffico e commercianti bloccati, residenti infastiditi. Ma è proprio questo il punto. Guai se non si vedessero anche le nostre ombre. Se non siamo pronti a gestire un matrimonio, come pensiamo di gestire un futuro turistico, culturale, economico?

Il matrimonio di Dua Lipa non porta overtourism: è turismo di qualità

Palermo non soffre di overtourism. Soffre di sottogoverno del turismo. E senza turisti – diciamocelo – sarebbe più povera. Perché l’economia italiana non permette a una famiglia media di vivere con stipendi dignitosi. E Palermo non fa eccezione. Il turismo non è la soluzione a tutto, ma è una delle poche leve che abbiamo. E quando arriva turismo di qualità, quello che investe, quello che racconta senza sporcare… dovremmo esserne fieri, non infastiditi.

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Dua Lipa: non solo popstar, ma filantropa (e Palermo lo sa)

Il sindaco Roberto Lagalla ha detto che Dua Lipa “lascerà un regalo culturale alla città”. Non sappiamo ancora quale forma avrà, ma sappiamo chi è Dua Lipa, e questo basta a intuire il resto. È la donna che ha costruito una fondazione per dare spazio ai giovani artisti del Kosovo, che presta la sua voce a chi non ne ha, che difende diritti e minoranze senza trasformarlo in un esercizio di immagine. È la stessa che ha creato una piattaforma editoriale globale per raccontare il mondo e che, quando può scegliere dove stare, sceglie e continua a scegliere Palermo.

Non è beneficenza da passerella, non è il gesto capriccioso di una popstar in luna di miele. È coerenza. È un modo di stare al mondo. E se davvero deciderà di lasciare qualcosa a Palermo, non sarà un trofeo da esibire, ma un investimento culturale. Un segno che resta, non un fiocco da staccare quando passa la festa.

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Il vero problema di Palermo sono i nemici della contentezza

Non sono i commercianti. Non sono i residenti. Non sono i turisti. Non è certo Dua Lipa. I veri nemici della contentezza sono quelli che non sopportano che Palermo possa essere felice. Quelli che vedono un evento globale e pensano subito al disagio, mai alla possibilità. Quelli che confondono la critica con il vittimismo, la prudenza con la chiusura, la dignità con il risentimento.

Palermo non è il tuo salotto, Dua Lipa. Ma non è nemmeno il salotto di chi la vuole sempre arrabbiata, sempre offesa, sempre piccola. Palermo è un salotto che merita ospiti. E merita di essere all’altezza. E allora, sì, ben vengano i riflettori, le star, le cerimonie blindate, i concerti privati, i giornali internazionali. Ben venga chi sceglie Palermo non per caso, ma per amore. Ben venga chi porta qui bellezza, lavoro, cultura e, perché no, anche un po’ di favole. Perché Palermo non è in vendita. Ma Palermo, finalmente, si sta raccontando al mondo. E sarebbe un peccato – l’ennesimo – sprecare questa occasione per colpa dei soliti nemici della contentezza.

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