La zona di Agrigento e provincia negli ultimi anni sta vivendo tantissimi disagi che vanno dalla crisi idrica alla mancanza di centri di aggregazione, fino deprivazione sociale e al gravissimo problema della mancanza trasporti pubblici. Recentemente, a causa di lavori strategici che porteranno alla costruzione di nuove stazioni nell’agrigentino, è stata disposta la chiusura di una parte importante della linea ferroviaria Agrigento-Palermo. Tra mancanza di ferrovia, strade mal collegate e crisi economica, non è facile vivere in queste zone che infatti registrano un altissimo tasso di emigrazione.
La dura vita del pendolare
Tra il 15 maggio e il 30 settembre 2026, la rete ferroviaria siciliana sarà interessata da un ampio programma di lavori di potenziamento infrastrutturale e manutenzione straordinaria lungo le linee Palermo-Agrigento e Palermo-Catania. Gli interventi, programmati da RFI, hanno comportato la sospensione della circolazione ferroviaria in alcune tratte per consentire l’operatività dei cantieri. Le opere includono il rinnovo dell’armamento ferroviario e dei sistemi di sicurezza, il risanamento della massicciata, il consolidamento di gallerie e ponti, l’installazione della tecnologia ERTMS (considerata tra le più avanzate per la gestione del traffico ferroviario) e il completamento delle nuove fermate Fontanelle e San Michele (zona ospedale San Giovanni di Dio).
Questi lavori non permetteranno ai pendolari di percorrere la linea con il treno dalla stazione di Roccapalumba in poi, causando un grosso disagio deve viaggiare in direzione Palermo. A sostituire i treni, sono stati previsti degli autobus che partiranno da Agrigento, Raffadali, Aragona, Favara e numerosi altri paesi della provincia agrigentina. Questa tipologia di viaggi, però, porta molteplici problematiche: incidenti, traffico, rallentamenti, lavori e quant’altro. In queste condizioni, il percorso può arrivare a durare anche oltre le due ore.
“Il viaggio della speranza”
Abbiamo discusso con numerosi cittadini che percorrono il tragitto Agrigento Palermo: studenti, insegnanti e lavoratori hanno definito questo “Il viaggio della speranza“. La mancanza della linea ferroviaria riduce anche la possibilità di scegliere degli orari adatti per la propria partenza, oltre a ridurre il numero di posti disponibili. Già in passato i treni verso Palermo erano soggetti a continui disagi e ritardi, ma ora la situazione sembra arrivata a un punto critico.
Il pendolare, oltre a perdere tante ore del proprio tempo per viaggiare, deve affrontare i costi dell’abbonamento che tendono ad aumentare quasi ogni anno, a fronte di un servizio che invece che migliorare, peggiora.


















