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Tra permessi, burocrazia e diritti, la vera sfida del Pride: “Lo facciamo per dare voce a tutti”

Come ogni anno il Pride riempirà le strade di Palermo di musica e colori: abbiamo cercato di capire il dietro le quinte con Jacopo Visconti, tra i giovani organizzatori del "Carro di Troia"

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Il Palermo Pride è un appuntamento che da decine di anni trasforma la città in un luogo di musica, colori, divertimento e battaglie politiche. Dietro l’organizzazione di questa manifestazione, c’è un grande coinvolgimento di associazioni, coordinatori ma anche delle istituzioni, dal Comune di Palermo alle forze dell’ordine, che contribuiscono a creare un’atmosfera sicura e a mantenere il clima di festa. A parlarci dei retroscena è Jacopo Visconti, presidente della realtà Nuova Coscienza Cittadina e responsabile del Carro di Troia, tra i carri più giovani della parata che include decine di associazioni.

La collaborazione con le istituzioni

Quest’anno la parata del Pride sarà aperta dal Sindaco di Palermo Roberto Lagalla e dall’assessore Fabrizio Ferrandelli, esprimendo un messaggio che non lascia spazio ad interpretazioni: le istituzioni supportano la manifestazione. “Con il Comune di Palermo c’è sempre stato un rapporto di collaborazione – racconta Jacopo Visconti, Responsabile del Carro di Troia – abbiamo un carretto dell’AMAP che distribuisce acqua, le ambulanze, la presenza di polizia e carabinieri che garantiscono la sicurezza dell’evento. Da questo punto di vista riceviamo un aiuto concreto”. Per organizzare una parata di questa portata è fondamentale avere tutte le autorizzazioni del caso e un supporto forte dal punto di vista burocratico. Per questo motivo, i coordinatori del Pride appena finita la manifestazione si preparano per l’anno successivo: “Finito il Pride i coordinatori riposano solamente un mese, poi si ricomincia subito”, continua Visconti. “Già nei mesi successivi si inizia a discutere del tema dell’edizione seguente e da gennaio partono le prime riunioni operative. Solo dopo iniziano gli incontri con la Polizia Municipale e con la Digos per organizzare tutto nel dettaglio”.

La parte più impegnativa, però, resta quella legata all’organizzazione dei carri. Un lavoro spesso poco visibile che richiede investimenti economici importanti e una lunga serie di responsabilità: “Il primo passo è presentare un progetto che abbia contenuti politici, sociali e culturali. Non si tratta semplicemente di mettere della musica e sfilare”, spiega. “Una volta approvato, bisogna noleggiare il carro, a cui bisogna aggiungere le spese del mezzo, quelle dell’impianto audio, i banner, i materiali informativi e persino i kit di primo soccorso, per non parlare delle responsabilità burocratiche. Tutti i dati degli organizzatori, del carro, dell’autista e delle assicurazioni vengono trasmessi alla Digos. Nel momento in cui il carro entra in parata, chi lo organizza ne assume la piena responsabilità”.

Il “Carro di Troia”, tra i più giovani della manifestazione

Il Carro coinvolge tantissime realtà: Nuova Coscienza Cittadina (NCC), HTM Sicily, Giovani Insieme Adesso, ANPI Palermo, PMO Sound Collective, Centro Danza Filider, Teatro Lab, Preliminari, Indimenticabile e Davide Crivello Agency. Il nome è stato scelto proprio perché rappresenta il “Cavallo di Troia della manifestazione, ovvero un carro a disposizione di tutte le realtà, la maggior parte giovanili, che non hanno un loro spazio. “Chi sale sul nostro carro non paga nulla – racconta il presidente di NCC -. Vogliamo che sia uno spazio condiviso, un palco aperto a chiunque abbia qualcosa da raccontare. Abbiamo iniziato collaborando con realtà di Aragona e Villabate. Quest’anno stiamo costruendo rapporti anche con associazioni di Catania. L’obiettivo è creare una rete sempre più ampia a livello regionale”.

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E sulla manifestazione Visconti conclude: “Il Pride nasce come rivendicazione di diritti che per troppo tempo sono stati negati, giudicati o messi in discussione. Ancora oggi esistono pregiudizi e forme di discriminazione. Il messaggio che vogliamo lanciare è semplice, cioè che ognuno deve essere libero di amare chi desidera senza subire giudizi. È una battaglia per l’uguaglianza, per la libertà e per la serenità di tutte e tutti. Vi aspettiamo alla parata, con tutte le emozioni che ogni anno portiamo sul carro e con la carica che ci ha sempre contraddistinto”.

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