C’è un momento mentre nuoti in mare aperto, in cui il rumore del mondo e i tuoi pensieri scompaiono. Restano il respiro, il ritmo delle bracciate, i battiti del tuo cuore e quell’orizzonte che sembra non avvicinarsi mai. In questo spazio sospeso tra fatica e determinazione prende forma il significato più autentico di chi ama il nuoto e che, forse, solo chi ha compiuto una impresa simile può capire.
La traversata Vulcano-Milazzo, in questo senso, è una delle sfide natatorie più affascinanti e impegnative che un nuotatore possa affrontare. A compiere questa impresa sono stati Gianluca Venuti, Andrea Sindoni, Francesco Russo e Simone Scibilia, atleti della Swimblu Milazzo, protagonisti di una traversata a staffetta organizzata dalla Swim Travel di Luciano Vietri. Un risultato che assume un valore ancora più significativo considerando che il quartetto è stato l’unico a portare a termine l’intero percorso.
Ventitrèchilometri in mare tra le correnti
La traversata collega l’isola di Vulcano alla costa tirrenica della Sicilia, attraversando uno dei tratti di mare più suggestivi ma anche più impegnativi del Mediterraneo. Un percorso che supera i venti chilometri, influenzato da correnti che cambiano rapidamente. Qui non basta essere ottimi nuotatori, servono tenuta mentale e preparazione fisica, oltre una grande capacità di adattamento. Ogni frazione percorsa dagli atleti rappresenta un tassello di una sfida collettiva in cui il successo dipende dalla fiducia reciproca e dalla capacità di sostenersi a vicenda.
Un percorso spettacolare, ma tutt’altro che semplice, influenzato da correnti, vento e condizioni meteo che possono cambiare improvvisamente. Lo hanno sperimentato anche gli altri componenti della spedizione mamertina. La seconda squadra della Swimblu, composta da Andrea Amendolia, Renato Bambara, Alice Fazio, Federico Lombardo e Andrea Maimone, ha lottato per ore contro il mare senza riuscire però a rientrare nel limite massimo delle dieci ore previsto dal regolamento. Le correnti insidiose hanno avuto la meglio, confermando quanto questa sia una sfida ai limiti delle capacità umane.
A preparare tutti e nove gli atleti sono stati i tecnici Simone Zappia e Sandro Torre, quest’ultimo presente in mare durante tutta la traversata, a supporto degli atleti in una prova che ha richiesto attenzione costante, esperienza e una profonda conoscenza delle dinamiche del mare
Nel ricordo di Salvo Andaloro
Ma questa non è stata soltanto una sfida sportiva. La traversata è stata infatti dedicata a Salvo Andaloro, compagno di squadra prematuramente scomparso e figura molto amata all’interno della comunità sportiva milazzese. La sua presenza ha accompagnato idealmente gli atleti lungo tutto il percorso, trasformando l’impresa in un tributo collettivo fatto di amicizia che assume un valore che va ben oltre il risultato sportivo.

Le grandi traversate
La traversata Vulcano-Milazzo si inserisce nella tradizione delle grandi sfide in acque libere che hanno segnato la storia dello sport. Dalla Manica alle leggendarie traversate dello Stretto di Messina, il nuoto di fondo continua a rappresentare una delle espressioni più autentiche della resistenza umana.
L’impresa della Swimblu Blu si inserisce in una storia che appartiene profondamente a Milazzo e alla sua vocazione marinara. Prima di oggi, soltanto tre milazzesi erano riusciti a completare la traversata Vulcano-Milazzo in solitaria: Pippo Nicosia, Tindaro Ullo e Cristina Faranda, nomi che fanno parte della memoria sportiva della città e che hanno scritto pagine importanti del nuoto in acque libere.



















