L’isola di Salina si è diventata per due giorni il luogo della memoria sportiva italiana. Il Museo del Calcio di Salina in questi giorni ha infatti ospitato una manifestazione promossa dall’Ussi Sicilia e dal Museo del Calcio di Salina, in occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni dell’Unione Stampa Sportiva Italiana. A guidare l’organizzazione è stato il presidente nazionale Gianfranco Coppola, affiancato dal gruppo dirigente siciliano presieduto da Gaetano Rizzo e da un team che ha curato ogni dettaglio dell’evento. Ad accogliere ospiti e partecipanti è stato Santino Ruggera, fondatore del Museo del Calcio di Salina, autentico custode di una collezione che negli anni è diventata un punto di riferimento per gli appassionati.
I 19 anni del Museo del calcio
La prima serata ha coinciso con il diciannovesimo anniversario della fondazione del museo, occasione per presentare alcuni dei nuovi pezzi entrati nella collezione. Tra i cimeli più prestigiosi esposti al pubblico ha attirato particolare attenzione la storica maglia dell’Inter indossata da Giuseppe Meazza, caratterizzata dall’inconfondibile colletto a scacchi. Un vero viaggio nel tempo che è proseguito attraverso le maglie storiche di Napoli e Fiorentina, entrambe protagoniste nel 2026 delle celebrazioni per il centenario della loro fondazione.
A suscitare grande interesse anche uno dei reperti più preziosi custoditi dal museo, ovvero la maglia dell’Argentina indossata da Diego Armando Maradona durante il Mondiale di Messico 1986, simbolo di una delle imprese sportive più incredibili della storia del calcio.
Le voci che hanno raccontato il calcio
Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stato dedicato al giornalismo sportivo. Nell’ambito della sezione “Il racconto dello sport” è stata ripercorsa la straordinaria eredità lasciata da due giganti della telecronaca italiana: Nando Martellini e Bruno Pizzul. Un omaggio alle voci che hanno accompagnato milioni di italiani davanti alla televisione, trasformando partite e imprese sportive in ricordi collettivi indelebili.

Jessica Schillaci racconta il padre delle “Notti Magiche”
L’emozione più intensa è arrivata però dal ricordo di Totò Schillaci. Il campione che fece sognare l’Italia ai Mondiali del 1990 è stato il filo conduttore dell’intera manifestazione. A rappresentarne la memoria è stata la figlia Jessica Schillaci, che ha presentato il libro “Di te parlo solo io“, pubblicato da Cairo Editore e dedicato al padre, scomparso prematuramente nel settembre di due anni fa.
Attraverso il suo racconto, il pubblico ha ripercorso non solo le imprese sportive dell’eroe delle “Notti Magiche”, ma anche il lato più intimo e familiare di un uomo che continua a occupare un posto speciale nel cuore degli italiani e, soprattutto, dei siciliani.
Premi, riconoscimenti e uno sguardo al futuro
Nel corso della manifestazione sono stati assegnati diversi riconoscimenti. Tra questi, il premio “Eccellenze nel Calcio“, promosso da Giuseppe Marino e consegnato a Orazio Sorbello, protagonista di una lunga carriera sportiva. Spazio anche al ricordo del giornalista messinese Mino Licordari, figura molto amata nel panorama dell’informazione sportiva siciliana. La sezione video, coordinata da Marco Taormina, ha proposto una serie di contributi dedicati a Totò Schillaci, a Orazio Sorbello, alla storia del Museo del Calcio di Salina e agli ottant’anni dell’Ussi, attraverso una suggestiva galleria dei presidenti che hanno guidato l’associazione.






















