Si chiamerà Etna il veicolo esplorativo italiano progettato per l’esplorazione lunare. Ill nome è stato scelto attraverso una campagna social, un sondaggio su Instagram che ha visto una partecipazione particolarmente ampia. A renderlo noto è il profilo social ufficiale dell’Asi, l’Agenzia Spaziale Italiana “ringraziando quanti hanno votato”. Acronimo di Exploration Technology for Navigation & Autonomy, Etna è stato pensato per muoversi in totale autonomia sui terreni complessi e irregolari.
Il banco di prova proprio sulla superficie vulcanica
“In queste settimane – scrivono sulla pagina Instagram – è proprio l’Etna con i suoi paesaggi vulcanici e i terreni impervi, il suo banco di prova. Le caratteristiche morfologiche dell’area, infatti, riproducono alcune delle condizioni tipiche della superficie lunare”.
Dopo il successo della prima fase di validazione nelle strutture di Altec a Torino – si legge sul sito internet dell’Asi – sono state confermate le capacità del rover in scenari controllati. Sono stati verificati l’interazione con terreni analoghi a quelli lunari e marziani, con test specifici di trazione e stabilità, l’efficacia delle diverse modalità di guida, dalla navigazione autonoma alla teleoperazione manuale per le manovre logistiche e l’affidabilità degli algoritmi di localizzazione, mappatura e pianificazione. Sono state anche validate le performance del sottosistema elettrico di potenza e distribuzione, insieme all’interfaccia operativa per il controllo e il monitoraggio in tempo reale.
A luglio il rover è stato sull’Etna, dove il paesaggio vulcanico, le pendenze ripide, il substrato granulare e l’assenza di vegetazione replicano in maniera assolutamente fedele le condizioni ambientali e le sfide operative che un veicolo autonomo dovrà affrontare sulla superficie lunare. Un drone autonomo con intelligenza artificiale a bordo verrà rilasciato per la sorveglianza del terreno e la classificazione automatica di rocce, crateri e percorsi sicuri, trasmettendo i dati al centro di controllo. Verranno testati anche il docking e la ricarica automatica, tramite allineamento e collegamento autonomo a una stazione di alimentazione fissa, una tecnologia fondamentale per missioni prolungate senza interventi umani e il dispiegamento di infrastrutture, con la posa di cavi per reti di comunicazione sul suolo e il rilascio a intervalli regolari di payload standardizzati, per simulare la creazione di basi scientifiche o punti di riferimento.
Prototipi esterni per tecnologie innovative
Si cercherà di integrare esperimenti e prototipi esterni per testare tecnologie innovative in ambiente estremo, aprendo la ricerca a nuovi partner e accelerando il trasferimento tecnologico verso la prossima era dell’esplorazione lunare. Il rover è stato realizzato nell’ambito del programma “Universal Locomotion System (ULS)”, interamente finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e condotto da Thales Alenia Space con il contributo di Leonardo, IIT, ALTEC, Aiko, Politecnico di Torino e Volta Structural Energy.


















