Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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Addio al Comandante Alfa, il fondatore del GIS siciliano si è spento a 75 anni

Antonio Marzuolo, il carabiniere più decorato d'Italia, fu tra i fondatori del Gruppo di Intervento Speciale e protagonista di alcune delle più importanti operazioni contro terrorismo e criminalità

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Aveva 75 anni ed era riconosciuto come il carabiniere più decorato d’Italia. Il Comandante Alfa si è spento domenica 19 luglio, dopo una vita dedicata alla lotta contro la criminalità. Originario di Castelvetrano, in provincia di Trapani, fu tra i fondatori del Gruppo di Intervento Speciale (GIS), il reparto d’élite dei Carabinieri impiegato nelle operazioni di massima sicurezza. Per decenni la sua identità è rimasta segreta, protetta da un passamontagna e da uno pseudonimo. Il suo vero nome era Antonio Marzuolo e, dopo il congedo ottenuto nel 2016, si era dedicato ad attività di divulgazione.

Dalla nascita del GIS alle missioni più delicate

Era il 1978 quando venne istituito il GIS, nato inizialmente per contrastare il terrorismo e affrontare le operazioni a più alto rischio. Il Comandante Alfa fu protagonista della prima missione del reparto resa pubblica: nel 1980 partecipò all’intervento che pose fine alla rivolta nel carcere di Trani. Il suo impegno, però, non si fermò lì. Nel corso della carriera prese parte alla liberazione di vittime di celebri sequestri di persona e a numerose missioni militari all’estero, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ottenendo numerose onorificenze dell’Arma.

L’annuncio della scomparsa e l’eredità lasciata

Ad annunciare la sua scomparsa è stato il suo profilo Instagram: “Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del Comandante Alfa. Ci lascia un uomo speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo”.

Tra i momenti più significativi della sua carriera si ricordano anche la cattura dei sequestratori nel caso del rapimento di Cesare Casella, la liberazione di Patrizia Tacchella e il servizio di protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo a Palermo. La sua dedizione alla professione lo ha accompagnato fino agli ultimi anni di vita: ha continuato a svolgere l’attività di istruttore, mantenendo la propria identità nascosta per tutelare sé stesso e il lavoro svolto, fedele a quella riservatezza che ha caratterizzato tutta la sua carriera.

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