In Sicilia la capacità di spesa per comprare una casa si concentra in modo netto nelle fasce più basse del mercato, con dinamiche che però cambiano sensibilmente da provincia a provincia. A dirlo è l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha pubblicato uno studio nazionale sul tema.
I dati sulla spesa media di acquisto per la casa in Italia
A livello nazionale, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa rileva che nelle grandi città italiane la capacità di spesa degli acquirenti si concentra in modo prevalente nelle fasce più basse del mercato: il 66,5% delle richieste riguarda immobili sotto i 250 mila euro, in lieve flessione rispetto a luglio 2025 (-1,2%). Un dato che riflette l’aumento dei prezzi nelle aree urbane e che si accompagna a una crescita dello 0,8% della domanda nella fascia 250–349 mila euro, sempre più centrale soprattutto nei mercati più competitivi come Milano e Roma, dove si concentra circa un quarto delle richieste.
Tra le grandi città spicca Bari, che registra il maggior incremento dei prezzi (+6,3%) e una domanda ancora fortemente orientata verso le fasce più accessibili, mentre Genova si conferma il mercato con la quota più alta di richieste sotto i 119 mila euro (60,1%). Nei centri regionali più piccoli, infine, quasi la metà dei potenziali acquirenti continua a collocarsi sotto questa soglia, segnalando una capacità di spesa complessivamente più contenuta rispetto alle grandi aree urbane.
La situazione in Sicilia
Nel complesso, per quel che riguarda invece la Sicilia, emerge una forte prevalenza della domanda sotto i 250 mila euro, con picchi particolarmente marcati ad Agrigento (77,9% fino a 119 mila euro e solo il 3,7% tra 170 e 249 mila), Trapani (77,1% e 2,8%) e Siracusa (70,2% e appena 2,2%), territori in cui la ricerca di soluzioni economiche è decisamente dominante. Palermo si conferma più equilibrata, con il 51,7% nella fascia più bassa e una presenza ancora significativa nelle fasce intermedie (26,7% tra 120 e 169 mila euro e 13,8% tra 170 e 249 mila). Il capoluogo della regione è l’unico a mostrare una propensione, seppur minima, verso le fasce di spesa più alte: 0,9% da 350 mila a 474 mila; 0,1% da 474 mila a 629 mila e 0,1% oltre 629 mila.
Catania e Messina mostrano invece una maggiore apertura verso il medio mercato: a Catania il 35,3% delle richieste si colloca tra 120 e 169 mila euro e il 18,6% tra 170 e 249 mila, mentre Messina registra una distribuzione più bilanciata con il 23,9% nella fascia 170–249 mila euro. Un caso particolare è quello di Ragusa, che si distingue per la struttura più “alta” della domanda: solo il 40,1% resta sotto i 119 mila euro, mentre cresce in modo più evidente la quota tra 250 e 349 mila euro (12,2%) e anche nelle fasce superiori si riscontra una percentuale di molto superiore alle altre province, pari al 7,7% da 350 mila a 474 mila e al 3,1% da 474 mila a 629 mila. Un segnale di un mercato più dinamico e con maggiore capacità di spesa rispetto al resto dell’Isola.
In generale, però, la fotografia conferma una Sicilia dove l’investimento per comprare casa resta fortemente concentrato nelle fasce medio-basse, con poche ma significative eccezioni legate ai contesti urbani più strutturati.



















