Un numero sproporzionato di giovani ha lasciato la Sicilia negli ultimi: secondo i dati della CGIL, basati sulla rilevazioni dell’ISTAT, la Trinacria ha perso 96 mila e 328 residenti negli ultimi sette anni. Un dato che conferma le difficoltà dei giovani siciliani di creare un futuro roseo nella propria terra. Ad allarmare, sono il numero dei giovanissimi dai 18 ai 20 anni che abbandonano l’Isola per cercare fortuna in altri atenei, oltre a chi si laurea per poi andare subito via in cerca di lavoro.
I numeri della diaspora siciliana
Secondo lo studio della Cgil Sicilia basato su dati Istat tra il 2025 e il 2026 la popolazione residente tra i 18 e i 35 anni registra un calo di 1.359 unità, pari allo 0,14%, con un’emorragia più marcata nelle età tra i 28 e i 30 anni, che nel periodo 2019-2026 segnano una riduzione del 15%. Il fenomeno riguarda in modo diffuso tutte le province siciliane: le perdite più consistenti, in termini numerici, si registrano a Palermo, Catania e Messina, che complessivamente lasciano sul territorio oltre 61 mila giovani. Le variazioni negative coinvolgono anche Enna, Caltanissetta, Agrigento, Trapani, Siracusa e Ragusa, con percentuali comprese tra il -6,97% e il -14,32%, mentre nelle città metropolitane il calo è più evidente in termini assoluti.
Le dichiarazioni della CGIL Sicilia
Nel commentare i dati, il segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino sottolinea come il fenomeno confermi una progressiva fuoriuscita delle forze più giovani della società siciliana, spesso orientate verso altre regioni o verso l’estero alla ricerca di opportunità di studio e lavoro. Lo studio evidenzia inoltre come circa 30 mila giovani ogni anno scelgano gli atenei del Nord Italia per proseguire la formazione universitaria, un dato che si inserisce in un contesto in cui il diritto allo studio e l’accesso al lavoro vengono indicati come fattori critici. Allo stesso tempo, tra i 21 e i 29 anni si registra un incremento significativo della popolazione straniera residente, con aumenti particolarmente rilevanti nella provincia di Ragusa (+27,06%), elemento che contribuisce solo in parte a compensare il saldo negativo complessivo.

















