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Gli incendi in Sicilia: un problema di matrice umana aiutato dal clima

Negli ultimi giorni gli incendi hanno colpito l'Isola devastando flora, fauna ed economia

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Gli incendi stanno devastando la Sicilia, come ogni anno. Rispetto alle scorse stagioni, però, i fenomeni si sono intensificati: 328 i roghi appiccati e 24.451 gli ettari di terreno andati in fumo dal 21 luglio ad oggi, una cifra record che non può essere presa sottogamba. Il Vento di Scirocco e le altissime temperature favorisce la propagazione dei roghi, che nella maggioranza dei casi sono di matrice dolosa: i piromani sono un grande problema per la Sicilia e non solo. Secondo le ultime notizie, tutta l’Europa sta affrontando questo problema, con il Sud Italia che sta subendo più di altri territori.

Perché gli incendi aumentano: caldo estremo, vento e responsabilità umane

Dietro l’emergenza incendi in Sicilia si intrecciano diversi fattori. Da una parte ci sono le condizioni climatiche sempre più estreme: le temperature record registrate nelle ultime settimane, unite alla presenza dello Scirocco, un vento caldo e secco proveniente dal Nord Africa, creano un ambiente ideale per la propagazione delle fiamme. L’aria più asciutta riduce drasticamente l’umidità della vegetazione, trasformando campi e aree boschive in combustibile facilmente infiammabile. Dall’altra parte, però, resta centrale il ruolo dell’uomo: la maggior parte degli incendi ha infatti origine dolosa o colposa. Alcuni roghi vengono appiccati volontariamente per motivi diversi, tra cui la necessità di bruciare velocemente la vegetazione secca, altri nascono da comportamenti negligenti come l’abbandono di mozziconi, l’utilizzo di attrezzature che producono scintille o la pratica.

La provincia di Agrigento è stata quella più colpita, dato che molte cittadine hanno visto le fiamme arrivare fino al centro urbano: Santo Stefano di Quisquina, Bivona, Cammarata, Agrigento, hanno visto degli incendi che hanno distrutto gran parte degli ettari, causando non solo problemi di salute, ma anche la distruzione dei terreni e di conseguenza dell’economia locale. A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, Alessandro Marchì, un Vigile del Fuoco, ha perso la vita durante un intervento, mentre molti civili sono ricoverati negli ospedali a causa dell’inalamento del fumo. Diversa la matrice dell’incendio avvenuto a Castronovo di Sicilia: il surriscaldamento di una centrale idroelettrica, causato dalle altissime temperature, ha portato ad un rogo che si è propagato verso le zone boschive.

La necessità di un cambio di passo

Di fronte a un fenomeno che negli ultimi anni si ripete con sempre maggiore frequenza, emerge la necessità di rafforzare le attività di prevenzione e controllo del territorio. La Sicilia, soprattutto nei mesi estivi, ha bisogno di interventi strutturali capaci di anticipare l’emergenza: dalla manutenzione delle aree verdi alla gestione della vegetazione secca, fino a una maggiore presenza sul territorio di squadre specializzate. Molti incendi, infatti, potrebbero essere limitati prima ancora che diventino incontrollabili attraverso una pianificazione costante e investimenti mirati.

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A pesare sull’efficacia degli interventi è anche la carenza di mezzi e personale. Il numero limitato di risorse disponibili rende più complesso affrontare roghi che, alimentati dal caldo estremo e dal vento di Scirocco, possono estendersi rapidamente. Serve un cambio di passo con un potenziamento degli organici, una maggiore stabilizzazione degli operatori e una formazione continua del personale impegnato nella lotta agli incendi. Un elemento fondamentale, è la possibilità di introdurre sempre più droni e termotelecamere, come dichiarato dal Ministro della Protezione Civile Nello Musumeci: questo permetterà di individuare con più facilità i piromani e scoraggiare queste pratiche criminali.

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