Si è concluso con successo il percorso di rinnovo dei protocolli d’intesa tra l’Ordine degli Psicologi della Regione siciliana e tre cruciali Uffici giudiziari dell’isola: la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo (la cui competenza territoriale abbraccia anche le province di Trapani e Agrigento).
L’accordo prevede la creazione di specifici elenchi di psicologhe e psicologi in possesso di una formazione altamente specialistica. Questi professionisti avranno il compito di affiancare la Polizia Giudiziaria e il Pubblico Ministero durante le delicate fasi di ascolto delle persone potenzialmente vulnerabili. Inoltre, gli psicologi potranno offrire la propria disponibilità, su base volontaria, per gestire situazioni di particolare urgenza e gravità anche durante i giorni festivi.
L’impatto del “Codice Rosso”
L’obiettivo cardine dell’iniziativa è fornire all’Autorità Giudiziaria un supporto tecnico di alto livello in uno dei momenti più sensibili dell’attività investigativa. Questa sinergia è resa ancora più urgente dall’applicazione della normativa sul “Codice Rosso”, che ha portato a un drastico incremento delle audizioni di vittime di violenza e soggetti fragili.
Il cammino che ha condotto alla firma dei protocolli si è articolato attraverso la sottoscrizione da parte dei vertici delle tre Procure coinvolte: ha iniziato la Procuratrice per i Minorenni Claudia Caramanna, seguita dal Procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e, infine, dal Procuratore di Termini Imerese Angelo Vittorio Cavallo, il cui avallo ha completato formalmente il rinnovo della collaborazione.
Evitare la vittimizzazione secondaria
L’importanza di questo traguardo e la centralità della figura dello psicologo in ambito forense sono state ribadite con forza dalla presidente dell’Ordine regionale: “L’ascolto delle persone vulnerabili, e in particolare dei minori e delle vittime di violenza, rappresenta uno dei momenti più delicati dell’intero percorso giudiziario e richiede competenze specifiche, sensibilità e un costante dialogo tra saperi diversi. Con il rinnovo di questi protocolli rinnoviamo anche il nostro impegno a mettere la professionalità delle psicologhe e degli psicologi al servizio delle istituzioni e della tutela dei diritti delle persone più fragili. Garantire un ascolto competente significa contribuire non solo alla protezione delle vittime, ma anche alla qualità dell’accertamento giudiziario, riducendo il rischio di vittimizzazione secondaria e assicurando il rispetto della dignità della persona. La collaborazione tra Autorità Giudiziaria e professionisti della psicologia costituisce oggi uno strumento essenziale per offrire risposte tempestive, qualificate e umanamente attente nei contesti di maggiore vulnerabilità”.



















