Palermo non si lascia raccontare con delicatezza: ti travolge. Vive di esagerazioni e di contrasti amplificati, gli stessi su cui si sviluppa l’ultimo suggestivo video attraverso cui il Palermo FC ha voluto dare il benvenuto alla nuova stagione. Un vero e proprio manifesto dedicato al legame viscerale tra la squadra, la città e le sue tradizioni più profonde, a partire dal culto di Santa Rosalia. La clip, pubblicata a ridosso della partenza per il ritiro estivo in Val Gardena, non mostra soltanto i classici scenari calcistici ma si immerge nell’identità del capoluogo siciliano attraverso la voce e il volto di Aurora Quattrocchi. L’attrice palermitana, icona del cinema e del teatro, diventa la narratrice di un viaggio che unisce il sacro e il profano, la quotidianità dei mercati rionali e il misticismo della Santuzza, fino alla passione dello stadio Renzo Barbera.
L’estetica dell’eccesso: quando il “troppo” diventa normalità
Il filo conduttore dello spot ruota attorno a un’unica parola chiave: “Troppo”. La narrazione fotografa la realtà senza filtri. Ci sono i vicoli stretti e le piazze larghe, i bambini che calciando un pallone sulla terra battuta aprono e chiudono la clip, gli anziani che giocano a carte all’ombra e i giovani che si tuffano in mare. Visivamente il racconto attraversa la Palermo dei contrasti: l’oro dei mosaici arabo-normanni, il rosso dei banchi del pesce e il murale che ricorda le vittime della mafia. Nel testo recitato da Rori Quattrocchi, l’eccesso diventa la normalità: c’è troppo sole, troppo sapore, troppe voci, fino ai troppi arrivi e troppi addii che segnano la storia del capoluogo. Non è una critica, ma una rivendicazione d’identità che si tinge, inevitabilmente, di rosa e di nero.
Il messaggio finale di Rori Quattrocchi
La clip si chiude con un claim che definisce non solo la filosofia della squadra, ma lo spirito stesso di chi nasce o vive in questa città: “Per chi non ha confini, troppo non è mai troppo”. Il Palermo FC firma così un manifesto che va ben oltre il calcio giocato; è una dichiarazione d’amore a una Palermo che rifiuta le mezze misure. La scelta di Aurora Quattrocchi come custode di questo racconto – che nel finale fissa la telecamera per l’ultimo “troppo bello” – non fa che confermare la volontà di legare questa stagione sportiva ai sentimenti più autentici della cultura palermitana.





















