La sua produzione scientifica conta oltre 200 pubblicazioni. Con la sua lunga carriera ha contribuito attivamente agli studi e alle scoperte nell’ambito della storia dell’arte. La messinese Teresa Pugliatti ci ha lasciato il 29 agosto, all’età di 92 anni, ma la sua assenza fisica è in qualche modo colmata dal grande lascito culturale che, nel corso degli anni, si è impegnata a costruire e tramandare.
Una vita dedicata alla storia dell’arte
Considerata tra le studiose più autorevoli dell’arte siciliana, intraprese la carriera accademica fino a diventare docente ordinaria di Storia dell’arte moderna all’Università di Palermo, dove diresse anche l’Istituto di Storia dell’arte. I suoi studi hanno attraversato epoche e linguaggi differenti: dalla pittura medievale e dal Quattrocento siciliano al Rinascimento, dal Manierismo al Seicento, fino al Simbolismo europeo e all’arte contemporanea. Particolarmente importanti sono state le sue ricerche sulla pittura del Cinquecento in Sicilia e sul pittore seicentesco Agostino Tassi. Una mente brillante che, attraverso il proprio lavoro, ha dato un contributo significativo alla conoscenza e allo studio della storia dell’arte.
L’impegno per la tutela del patrimonio
Il suo impegno, però, andò ben oltre le pagine dei libri. Pugliatti ebbe infatti un ruolo importante anche sul piano civile, impegnandosi nella tutela del patrimonio artistico siciliano e messinese. Fondò il Comitato per la Salvaguardia dei Beni Culturali della Provincia di Messina e partecipò a diverse battaglie contro il degrado e la speculazione, tra cui quella per la salvaguardia dello storico quartiere Tirone di Messina, coinvolgendo anche lo storico dell’arte Federico Zeri.
Un’eredità di 25 mila volumi
La volontà di condividere e tramandare la conoscenza si è espressa anche attraverso un’eredità concreta. Nel 2020 Teresa Pugliatti ha donato all’Università di Messina circa 25 mila volumi della sua biblioteca personale, insieme ad album fotografici e alla corrispondenza intrattenuta con studiosi e personalità del mondo culturale. Un legame con la sua città e con la cultura che continua oltre la sua scomparsa e che lascia una testimonianza tangibile di una vita interamente dedicata allo studio, alla conoscenza e alla tutela dell’arte.





















