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Terme dell’Indirizzo: il sito archeologico che ha ispirato l’ultimo romanzo di Cristina Cassar Scalia

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Da sempre cornice di romanzi, film e serie TV, Catania offre scorci suggestivi capaci di trasportare il visitatore in una dimensione sospesa tra passato e presente. Un fascino che Cristina Cassar Scalia spesso ha saputo valorizzare nei suoi libri. La città, tra le sue pagine, non si limita a fare da sfondo alle vicende di Vanina Guarrasi e degli altri personaggi, ma diventa essa stessa protagonista, viva e pulsante. È proprio in questo intreccio di voci e memorie che la scrittrice ha scelto di ambientare il suo ultimo romanzo, portando i lettori in uno dei siti archeologici più affascinanti del capoluogo etneo: le Terme dell’Indirizzo, un luogo in cui il senso del mistero si intreccia indissolubilmente con la riscoperta del passato e, alla fine dell’indagine, porta la risoluzione di un delitto.

Terme dell'Indirizzo: il sito archeologico che ha ispirato l'ultimo romanzo di Cristina Cassar Scalia - Be Sicily Mag - Progetto senza titolo 4
(Foto a destra da www.parchiarcheologici.regione.sicilia.it)

Le terme dell’Indirizzo a Catania

Le Terme dell’Indirizzo sono uno dei tanti complessi termali romani della città di Catania, insieme alle Terme della Rotonda, alle Terme Achilliane, alle Terme di Piazza Dante e alle Terme di Sant’Antonio. Situate in piazza Currò a poca distanza dalla Cattedrale e da Castello Ursino, esse risalgono probabilmente alla tarda età imperiale – gli archeologi propongono tra il III e il V secolo – e sono spesso indicate come uno dei bagni romani meglio preservati in Europa.

Il complesso termale prende nome dalla vicina chiesa di Santa Maria dell’Indirizzo e dall’annesso convento dell’ Ordine dei Carmelitani dell’Antica Osservanza, oggi Istituto Comprensivo “Amerigo Vespucci”. A loro volta, chiesa e convento richiamano una celebre leggenda secondo la quale, nel 1610, Don Pedro Téllez-Girón, duca di Osuna e viceré di Sicilia, sarebbe riuscito a salvarsi da una violenta tempesta grazie all’apparizione di una luce che lo guidò verso un approdo sicuro.

La struttura

Nonostante le piccole dimensioni, il complesso termale dell’Indirizzo è uno dei meglio conservati dell’intero Impero Romano. Dell’edificio, situato in prossimità degli antichi impianti portuali e quasi certamente destinato a un utilizzo pubblico, sopravvivono dieci ambienti con le coperture originarie. Tra questi spicca una maestosa sala ottagonale coperta da una cupola, che costituisce il cuore monumentale del complesso.

L’ingresso avviene attraverso l’apodyterium, ossia un ambiente rettangolare. Un’apertura sulla parete ovest conduce ad un secondo ambiente rettangolare, probabilmente un frigidarium (una sala delle terme dove si potevano effettuare bagni in acqua fredda). Entrambe le stanze sono attraversate da un canale che doveva servire a garantire il deflusso delle acque. A sinistra del frigidarium si trova un ambiente trapezoidale che doveva fungere anch’esso da tepidarium, sala destinata ai bagni in acqua tiepida.

Terme dell'Indirizzo: il sito archeologico che ha ispirato l'ultimo romanzo di Cristina Cassar Scalia - Be Sicily Mag - image 6
(Foto da www.parchiarcheologici.regione.sicilia.it)

Le due aperture che collegano l’apodyterium al frigidarium e al secondo tepidarium sono entrambe sormontate da un architrave monolitico in pietra calcarea. Dal tepidarium rettangolare, attraverso un’apertura sulla parete meridionale, si accede alla sala principale della struttura, il calidarium, in cui il percorso di benessere si concludeva in un bagno nell’acqua calda. L’illuminazione di quest’ultima stanza era assicurata da diverse aperture su due ordini. Attorno al calidarium si aprono tre vasche rettangolari. Tra la vasca occidentale ed il tepidarium trapezoidale si trova infine il laconicum, un piccolo vano destinato alla sudorazione.

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La letteratura come strumento per riscoprire i luoghi

Nel nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia, Catania è così una presenza costante che accompagna e orienta la narrazione. Non a caso, “Terme dell’indirizzo” è il titolo del libro stesso, pubblicato nel 2026 con Einaudi. Le indagini del vicequestore Vanina Guarrasi, attorno a cui ruota la storia, prendono avvio proprio da questo luogo accattivante, dove il passato sembra emergere dalle antiche pietre per insinuarsi nel presente. Man mano che l’inchiesta procede diventa chiaro come la ricerca della verità assomigli a uno scavo archeologico: ogni indizio porta alla luce frammenti di storia, segreti dimenticati e legami nascosti. Pagina dopo pagina, la Cassar Scalia regala al lettore una mappa di sapori, vicoli storici e scorci che fanno venire voglia di visitare questo luogo ricco di storia e fascino.

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