La candidatura di Siracusa a Capitale Europea della Cultura 2033 entra in una nuova fase, con il territorio chiamato a partecipare alla costruzione di un progetto che punta a superare i confini della singola città. Lunedì 7 settembre, nel salone “Paolo Borsellino” di Palazzo Vermexio, è avvenuto l’incontro promosso dal sindaco di Siracusa Francesco Italia insieme alla Fondazione Siracusa 2033, che ha riunito sindaci, assessori e rappresentanti istituzionali dei Comuni della Sicilia Orientale coinvolti nel progetto “Siracusa nel Val di Noto” e degli enti di area vasta.
Al centro del confronto ci sono state le modalità di partecipazione alla candidatura, i temi e i luoghi da inserire nel futuro dossier, il metodo di lavoro e le prossime tappe in vista della consegna prevista nel 2027: l’obiettivo è costruire una candidatura condivisa, capace di valorizzare le connessioni storiche, culturali, sociali ed economiche tra territori diversi e di rafforzarne la proiezione europea e mediterranea.
Un progetto che supera i confini di Siracusa
La candidatura nasce con l’obiettivo di costruire una visione territoriale condivisa, capace di andare oltre i confini amministrativi della città. Al centro del percorso c’è il progetto “Siracusa nel Val di Noto”, che mette in relazione le connessioni storiche, culturali, sociali ed economiche tra le diverse comunità coinvolte. L’incontro di Palazzo Vermexio ha riunito numerosi sindaci, assessori e rappresentanti degli enti di area vasta, chiamati a contribuire alla costruzione del futuro dossier di candidatura.
La prospettiva è quella di valorizzare un patrimonio diffuso e una pluralità di identità, trasformandoli in una narrazione comune capace di rafforzare il ruolo del territorio nel contesto europeo e mediterraneo.
La partecipazione al centro del dossier
Il sindaco Francesco Italia ha illustrato il percorso avviato dalla città, evidenziando la volontà di costruire una candidatura fondata sulla partecipazione dei territorio, mentre il presidente della Fondazione Siracusa 2033, Giovanni Cafeo, ha sottolineato l’importanza di creare una rete stabile tra istituzioni e comunità, affinché il progetto possa generare ricadute durature anche oltre il 2033.
Il direttore Paolo Patanè ha presentato il Manifesto di partecipazione al dossier, pensato per raccogliere idee, esperienze e progettualità da integrare nel documento finale. In collegamento, l’ambasciatrice culturale e portavoce della candidatura Laura Milani ha richiamato il valore della dimensione internazionale del progetto e la necessità di raccontare all’Europa l’identità plurale dei territori e la loro naturale vocazione mediterranea. Al confronto hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali, mentre anche Palazzolo Acreide, Vizzini e Grammichele hanno comunicato la propria adesione alla Fondazione e al progetto. Il percorso entra così in una fase più concreta, con l’obiettivo di trasformare la candidatura in un progetto realmente condiviso.


















