Il 10 settembre, Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, non dovrebbe diventare una gara a pubblicare numeri isolati. In Sicilia la domanda più utile riguarda la possibilità concreta di trovare un servizio, una persona e un percorso di cura quando il disagio non può più essere gestito da soli.
I dati del Ministero della Salute descrivono una rete con punti di forza e carenze. Nell’ultima tavola regionale consolidata, riferita al 2023, la Sicilia disponeva di 3,3 strutture territoriali di salute mentale ogni 100 mila abitanti, contro 2,2 in Italia. Il personale era però pari a 52,6 unità ogni 100 mila abitanti, sotto la media nazionale di 58,3.
Più sedi non significa automaticamente più accesso
I Centri di salute mentale sono il perno dell’assistenza territoriale per gli adulti. Valutazione, presa in carico, visite, interventi domiciliari e collegamento con altri servizi dipendono dall’organizzazione del dipartimento di salute mentale di ciascuna azienda sanitaria.
Il numero delle strutture non dice quante ore siano aperte, quali professionisti siano presenti o quanto tempo intercorra fra richiesta e prima visita. Non esiste una serie pubblica unica e aggiornata dei tempi d’attesa siciliani paragonabile fra tutte le ASP; indicare un’attesa regionale precisa sarebbe quindi fuorviante.
Nel 2023 l’Isola risultava sotto la media italiana anche per posti residenziali e semiresidenziali rapportati alla popolazione, mentre aveva una dotazione ospedaliera più alta. È un equilibrio da leggere con cautela: una rete realmente territoriale dovrebbe intercettare il bisogno prima che si trasformi in emergenza.
Dove comincia la richiesta di aiuto
Il primo contatto può passare dal medico di medicina generale, dal Centro di salute mentale dell’ASP o dai servizi dedicati a età evolutiva e dipendenze, secondo il bisogno. In una situazione di pericolo immediato bisogna chiamare il 112 o raggiungere il pronto soccorso.
Per un ascolto non emergenziale è possibile contattare Telefono Amico Italia al numero 02 2327 2327. Orari e canali devono essere verificati sul sito dell’organizzazione, perché possono cambiare.
Raccontare senza aumentare il rischio
La prevenzione passa anche dal linguaggio. Evitare dettagli su metodi e luoghi, non presentare un gesto come conseguenza inevitabile di un singolo evento e indicare sempre risorse di aiuto sono principi raccomandati per l’informazione.
La fotografia siciliana non è quella di un deserto assoluto né di una rete sufficiente. Esistono servizi distribuiti sul territorio, ma personale e continuità dei percorsi restano il punto decisivo. La trasparenza su aperture, equipe e accessi sarebbe già una parte della cura.





















