Luca Giurato, giornalista della Rai, è scomparso all’età di 84 anni, a causa di un infarto, mentre si trovava a Santa Marinella con la moglie Daniela Vergara. L’Italia dice addio a un’icona della tv italiana. Non tutti sanno che aveva origini siciliane. Il padre, Giovanni Giurato, un diplomatico che fu anche un agente consolare in Uruguay, era infatti originario di Ragusa.
Luca Giurato, una vita tra televisione e simpatiche gaffe
Nato il 23 dicembre 1939, Luca Giurato si è diplomato al Liceo Virgilio di Roma, muovendo, subito dopo, i primi passi nel giornalismo. La sua carriera ha infatti inizio con l’inserimento a Paese sera, quotidiano per cui si è a lungo occupato di cronaca nera e critica cinematografica. In seguito, l’abilitazione a giornalista professionista e l’assunzione a La Stampa, con il ruolo di inviato speciale e notista politico.
Nel 1986 gli viene affidata la direzione del Gr1, giornale radio di Radio Rai, e poi la vicedirezione del Tg1. È da quel momento che Luca Giurato diventa un volto noto della televisione, anche con la rassegna stampa notturna A tutta stampa e con la partecipazione, a fianco di Mara Venier, a Domenica In. Con facilità è entrato nei cuori di tutti gli italiani, che adesso lo stanno commemorando.
Il cordoglio per la morte di Luca Giurato
Tra i colleghi che hanno espresso il proprio cordoglio per la morte di Luca Giurato c’è proprio Mara Venier. “Ciao Luca, ti ho voluto tanto tanto bene …per me un giorno molto triste”, ha scritto. A salutarlo, anche Eleonora Daniele, sua partner a Uno Mattina: “Quanta vita insieme. Tanti anni di albe a Uno mattina, nei freddi inverni scaldavi sempre lo studio con grandi sorrisi, sempre con la battuta pronta. Mi hai insegnato a vedere le cose da un altro punto di vista , senza mai essere banale. Tu sei e sarai sempre il mio Luca”.
Anche il mondo dei social sta ricordando con affetto Luca Giurato. La sua è stata una presenza televisiva di stampo colloquiale e simpatico. Sono particolarmente noti i suoi lapsus e le gaffe in diretta tv. Tra i tanti, il famosissimo “Buongiollo” e “a pra foco”, che lo hanno reso protagonista tra i più giovani. Piccoli strafalcioni che, però, non hanno intaccato la sua credibilità e professionalità da giornalista, ma che lo hanno al contrario avvicinato al pubblico, che lo saluta, oggi, con grande affetto.


















