Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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C’era una volta… Villa Giuditta, il locale chic della Piana dei Colli

Dalla cucina siciliana agli spettacoli, dalle drag queen agli artisti del Teatro Biondo e del Politeama: il racconto di chi ha vissuto gli anni d’oro della storica villa palermitana, oggi chiusa dopo il fallimento e la vendita

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Nella Piana dei Colli di Palermo, in quella che fu la villeggiatura estiva dei nobili e altoborghesi palermitani con le loro grandi ville e i giardini coltivati ad agrumi, in via San Lorenzo 17, il cancello in metallo e un muro, sormontato ancora dalla storica insegna incisa sulle eleganti maioliche, racchiudono un pezzo della movida palermitana anni Ottanta e Novanta: il ristorante pub Villa Giuditta (così dice la vecchia insegna).

Impropriamente parliamo di “movida“, che è qualcosa di più popolare e di massa. Allora, invece, passare una serata a Villa Giuditta rappresentava un’occasione molto speciale e riservata a pochi: la selezione naturale la faceva la tessera obbligatoria, oggi un cimelio per chi in quegli anni frequentava il locale.

La residenza che fu dapprima una dimora nobiliare fino agli anni Settanta. Nonostante una vendita avvenuta da pochi anni e un passaggio di mano, dopo il crack delle ultime gestioni, rimane chiusa: secondo indiscrezioni, ci sarebbero delle servitù di passaggio e dei diritti di parcheggio che ostacolano la riapertura e la fruizione al pubblico, con conseguenze anche legali.

Ma qual era l’atmosfera che si respirava a Villa Giuditta? La formula era quella del buon cibo, associato a musica di sottofondo e alle performance di solisti dalle voci che rimanevano impresse nel cuore.  

Il ricordo di Cocò Gulotta

Abbiamo intervistato chi lo frequentava e chi ci ha lavorato come l’attore, conduttore, cantante e musicista Cocò Gulotta. “C’era una star indiscussa ed era Salvo Zacchino – racconta Gulotta – che cantava con una voce inconfondibile Mina e le canzoni pop degli anni Settanta. Villa Giuditta non aveva lo stesso Dna del Malaluna (il locale di musica dal vivo in viale Resurrezione, ndr), che invece aveva come mission di presentare al pubblico le band palermitane emergenti.  Villa Giuditta era piuttosto il tempio dell’intrattenimento e lì cominciò a nascere la cultura dell’aperitivo”. A salire idealmente sul palco oltre a varie band c’erano anche solisti come Pippo Pitarresi, che Gulotta ricorda come “il chitarra bar che era il piano bar con la chitarra”. Il rimpianto è che, secondo lui, “la musica nei locali non esiste più a Palermo, ci sono luoghi dove si esibiscono tribute band ma siamo tornati indietro di anni: quello è stato il vero periodo d’oro”.

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Il cancello di quella che fu Villa Giuditta rimane irrimediabilmente chiuso

Dalla dimora privata alla cucina siciliana

Dopo gli anni in cui era una dimora privata, la prima gestione di Villa Giuditta arriva alla fine degli anni Settanta, quando la struttura viene affidata a Franca Colonna Romano, critica gastronomica esperta di cucina siciliana. Per circa cinque anni prende in mano il ristorante, all’epoca più piccolo e dotato soltanto di una terrazza all’aperto, proponendo piatti tipici della tradizione regionale.

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All’inizio degli anni Ottanta è invece la volta di un’associazione religiosa di stampo orientale, conosciuta come quella “degli Arancioni”. Sono loro a introdurre un tipo di cucina legato al proprio pensiero, orientato soprattutto verso i piatti vegetariani e la cucina macrobiotica.

Gli anni d’oro con Beppe Fontana

È però con l’arrivo dell’architetto Beppe Fontana, a capo della gestione fino alla fine del 1991, che Villa Giuditta conosce il suo periodo d’oro. Insieme a Fontana, direttore artistico e chef, la villa riesce finalmente a esprimere tutto il suo potenziale, unendo ristorazione e intrattenimento.

Un periodo di splendore che prosegue anche negli anni Novanta, grazie alla gestione del signor Enzo Pasta e di Fulvio Pastorella, collaboratore di Fontana e organizzatore di eventi che hanno fatto la storia della notte palermitana.

“Iniziai a lavorare per Fontana. Ero quello estroso che portava molta allegria al locale che, con me come direttore artistico, divenne anche gayfriendly. Fui il direttore artistico fino al marzo 2007, prima del declino, del fallimento e dell’avvento della curatela fallimentare”, racconta Pastorella.

Musica, spettacoli e le prime drag queen

“Villa Giuditta univa la cucina di alta qualità alle esibizioni canore – continua Pastorella –. Apriva alle 18 e chiudeva ufficialmente alle 2 di notte, ma a volte si faceva anche più tardi, soprattutto quando a cena venivano gli artisti del teatro. Io portai anche le prime drag queen a Palermo, le crepes sozettes dal nome provocatorio, o voci indimenticabili come quella di Salvo Zacchino”.

Il locale diventa così uno dei punti di riferimento per gli artisti che arrivavano in città e si esibivano al Teatro Biondo e al Teatro Politeama. “Villa Giuditta divenne il locale preferito dai personaggi del mondo dello spettacolo che si esibivano al Teatro Biondo e Politeama”.

Una cucina che cambiava con i tempi

Anche la proposta gastronomica cambia negli anni, seguendo mode e nuove tendenze. “Il menu cambiava sempre, secondo i tempi, divenne poi anche pizzeria con i tavoli tra gli alberi di mandarino e solo 5 pizze esclusive. Poi c’erano le specialità come la selvaggina e piatti vegetariani, accanto ai tradizionali siciliani. Non siamo arrivati al sushi. C’era anche la possibilità di trovare ottimi piatti asiatici come le polpettine dello Sri Lanka, c’era molto personale indiano. All’interno un bellissimo camino”.

Gli ospiti del mondo dello spettacolo

La clientela rimane di livello medio-alto e tra i tavoli della villa passano numerosi protagonisti del cinema, della musica e dello spettacolo.

“La clientela rimase sempre di livello medio-alto con tanti artisti e nomi importanti del cinema e dello spettacolo che non perdevano occasione per essere tra gli ospiti della villa – aggiunge Pastorella -. Non era raro vedere seduti in platea personaggi del calibro di Michele Placido, i Gassman e persino Carla Fracci, invitata per una festa delle donne e per una festa di fine anno”.

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E guardando al futuro, Pastorella immagina per la storica struttura una nuova vita: “Mi piacerebbe se la nuova proprietà riuscisse a farne un caffè letterario, per persone meno giovani ma che hanno ancora tanta voglia di ritrovarsi”.

La domenica di Katy Maiorana

Tra le donne che si esibivano a Villa Giuditta c’era anche Katy Maiorana, cantante, musicista e dj, protagonista delle serate della domenica negli anni Novanta.

“Ogni domenica negli anni Novanta fui protagonista delle serate di Villa Giuditta fino al 2007, fino a quando poi cambiò gestione, con altri artisti come Salvo Zacchino. Ogni artista aveva una serata fissa, una a settimana, ma Salvo Zacchino era l’icona. Io facevo pop internazionale, ma mi distinguevo soprattutto per il mio tributo a Madonna. Dopo la cena si poteva ballare. Il dj per un periodo fu Daniele Di Gregoli, che metteva dance con i vinili”.

Il declino e la fine di un’epoca

Il declino arriva progressivamente con l’avvento di nuovi locali che iniziano a dettare nuove mode e tendenze in città, tra cui La Cuba a Villa Sperlinga. La notte palermitana cambia e con essa anche il modo di vivere i locali.

Impropriamente si parla di “movida“, perché allora trascorrere una serata a Villa Giuditta era qualcosa di molto speciale e riservato a pochi. A fare una prima selezione era anche la tessera obbligatoria, oggi diventata un cimelio per chi frequentava il locale in quegli anni.

Dopo il primo decennio degli anni Duemila arriva infine il fallimento e, successivamente, la curatela fallimentare. Oggi Villa Giuditta è stata venduta, ma il passaggio di proprietà non sembra aver ancora segnato l’inizio di una nuova fase: la storica villa rimane chiusa, in attesa di capire quale sarà il suo futuro.

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