Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Etna 1979: la mattina in cui un’esplosione uccise nove turisti

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Il 12 settembre 1979 sull’Etna non era in corso la grande eruzione che un visitatore si aspetterebbe di vedere da lontano. Alle 17.47 una violenta esplosione freatica alla Bocca Nuova investì l’area sommitale dove si trovavano numerosi turisti: nove persone morirono e 23 rimasero ferite.

L’evento resta il più grave incidente turistico della storia recente del vulcano. La sua dinamica spiega perché un cratere possa essere pericoloso anche senza colate spettacolari o una lunga fase di segnali facilmente riconoscibili dal pubblico.

Che cos’è un’esplosione freatica

Un’esplosione freatica avviene quando acqua e fluidi interagiscono con rocce o materiale molto caldo, generando una rapida espansione del vapore. Può scagliare blocchi e frammenti senza che risalga in superficie nuovo magma in quantità evidente.

Nel 1979 l’area sommitale era frequentata con regole e strumenti diversi da quelli attuali. Circa 150 persone si trovavano nei pressi del cratere quando avvenne l’esplosione. La rapidità dell’evento lasciò pochissimo tempo per reagire.

Che cosa è cambiato sull’Etna

Oggi l’INGV sorveglia il vulcano attraverso reti sismiche, deformazioni del suolo, telecamere, misure dei gas e osservazioni satellitari. Le autorità possono limitare l’accesso alle quote sommitali e modulare le aree interdette in base allo stato di attività.

Il monitoraggio ha aumentato enormemente la capacità di leggere il vulcano, ma non ha azzerato il rischio. Alcuni fenomeni possono evolvere rapidamente e le condizioni meteorologiche rendono più difficile osservare ciò che accade ai crateri. Per questo ordinanze, guide abilitate e indicazioni di protezione civile non sono ostacoli burocratici.

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La memoria come regola di sicurezza

Ricostruire l’incidente senza esporre nomi e dettagli non necessari serve a ricordare che l’Etna è insieme luogo di lavoro, ricerca, visita e pericolo naturale. L’abitudine alla sua presenza può creare una falsa sensazione di controllo.

Il 12 settembre 1979 insegna una distinzione semplice: vedere un vulcano non significa poterlo prevedere in ogni istante. La sicurezza dipende dalla scienza, dalle decisioni pubbliche e dal comportamento di chi sale. Nessuno di questi livelli può sostituire gli altri.

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