Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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In Sicilia fuma quasi una donna su cinque: danni alla salute e rischio infertilità più alto del 40%

Secondo il sistema PASSI 2023-2024 fuma il 19,5% delle siciliane tra i 18 e i 69 anni. La nuova analisi dell’OMS evidenzia il legame tra consumo di tabacco e salute riproduttiva: effetti anche sulla fertilità maschile e sulla procreazione assistita

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In Sicilia quasi una donna su cinque tra i 18 e i 69 anni fuma. È uno dei dati che emerge dal sistema di sorveglianza PASSI 2023-2024 e che assume un peso ancora maggiore alla luce di una nuova analisi dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul rapporto tra consumo di tabacco e fertilità.

Secondo l’OMS, infatti, le donne che fumano presentano un rischio di infertilità superiore del 40% rispetto a quelle che non fumano. Un dato che porta sotto i riflettori anche la situazione siciliana, dove il tabagismo continua a essere particolarmente diffuso nella popolazione adulta.

Complessivamente, in Sicilia fuma il 23,5% delle persone tra i 18 e i 69 anni: la percentuale arriva al 27,7% tra gli uomini e si attesta al 19,5% tra le donne. Il 64,4% della popolazione dichiara invece di non fumare, mentre il 12,1% è costituito da ex fumatori.

Tra chi fuma abitualmente il consumo medio dichiarato è di circa 12 sigarette al giorno, mentre la percentuale di fumatori quotidiani raggiunge il 21,8% della popolazione adulta siciliana.

In Sicilia il fumo è più diffuso tra i 25 e i 34 anni

Il fenomeno presenta differenze significative anche in base all’età, al livello di istruzione e alla situazione economica. La percentuale più elevata di fumatori viene registrata nella fascia 25-34 anni, con il 26,2%. Il dato sale invece al 32,8% tra le persone con un basso livello di istruzione.

Importanti differenze emergono anche sul piano economico: fuma il 27,8% di chi riferisce qualche difficoltà economica, mentre la quota arriva al 25,8% tra le persone che dichiarano molte difficoltà economiche.

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Palermo e Caltanissetta agli estremi della classifica

Le differenze sono marcate anche tra le diverse aree della Sicilia. La prevalenza dei fumatori nelle Aziende sanitarie provinciali varia infatti dal 16% registrato nell’Asp di Palermo al 32% dell’Asp di Caltanissetta.

Per quanto riguarda gli ex fumatori, invece, si passa dall’8% di Palermo al 17% di Catania, con una media regionale del 12,1%.

Sigarette elettroniche, il 4,5% utilizza entrambi i prodotti

Il rapporto PASSI 2023-2024 prende in considerazione anche il consumo di sigarette elettroniche e altri dispositivi. In Sicilia il 72,9% degli intervistati dichiara di non utilizzare né sigarette tradizionali né dispositivi elettronici. Il 19,1% utilizza esclusivamente sigarette tradizionali, il 3,5% esclusivamente dispositivi elettronici, mentre il 4,5% utilizza entrambi.

Il fumo può compromettere la fertilità delle siciliane

È in questo contesto regionale che assume particolare rilevanza la nuova pubblicazione dell’OMS, diffusa l’8 settembre 2026, Tobacco and infertility. Una revisione sistematica degli studi pubblicati tra il 2000 e il 2026 ha rilevato che le donne che fumano attualmente hanno un rischio di infertilità superiore del 40% rispetto alle donne che non fumano.

Leggi anche:  Qual è il comune più alto della Sicilia?

L’analisi evidenzia inoltre l’importanza della cessazione dal fumo: le donne che hanno fumato in passato ma hanno smesso presentano un rischio di infertilità inferiore del 25% rispetto alle donne che continuano a fumare.

I dati PASSI sulla diffusione del fumo in Sicilia e quelli dell’OMS sulla fertilità provengono da fonti e popolazioni di riferimento differenti e non consentono di stabilire quante siciliane siano a rischio di infertilità a causa del fumo. Fotografano però due aspetti collegati di un problema di salute pubblica che riguarda anche l’Isola.

Non soltanto le donne

La relazione tra tabacco e fertilità non riguarda esclusivamente le donne. L’OMS sottolinea infatti che l’infertilità può avere cause maschili, femminili, una combinazione di entrambi i fattori oppure cause non spiegate. Una revisione di 44 studi condotti su oltre 60 mila uomini ha associato il consumo di tabacco a diverse forme di disfunzione riproduttiva, tra cui disfunzione erettile, problemi di eiaculazione, assenza di spermatozoi nel liquido seminale, ridotta motilità degli spermatozoi e anomalie nella loro morfologia.

Per sigarette elettroniche e altri prodotti a base di tabacco o nicotina, invece, l’OMS sottolinea che sono necessari ulteriori studi per definire con maggiore precisione gli effetti sulla salute riproduttiva.

Il fumo può ridurre le possibilità di successo della fecondazione assistita

Il consumo di sigarette viene associato anche a una riduzione delle possibilità di successo dei trattamenti per la fertilità. L’OMS cita una ricerca basata su 21 studi, secondo la quale le persone che fumano presentano un numero inferiore di gravidanze e di nati vivi dopo il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita, comprese procedure come la fecondazione in vitro.

Secondo le evidenze raccolte, le probabilità di successo dei trattamenti possono essere all’incirca dimezzate dal consumo di sigarette.

E il rischio non riguarda soltanto chi fuma direttamente. Anche il fumo passivo può essere associato a problemi di fertilità: nelle donne esposte al fumo di seconda mano è stato osservato un maggiore rischio di infertilità e una minore probabilità di concepire nel singolo mese in cui si cerca una gravidanza.

Il tabagismo resta un problema di salute pubblica

Il dato regionale resta quindi centrale: il 19,5% delle siciliane tra 18 e 69 anni fuma, mentre considerando uomini e donne la quota dei fumatori arriva al 23,5%. Alla luce della nuova analisi dell’OMS, il consumo di tabacco non rappresenta dunque soltanto un problema cardiovascolare, respiratorio e oncologico, ma riguarda anche la salute riproduttiva.

L’OMS raccomanda agli operatori sanitari di informare persone e coppie che stanno programmando una gravidanza sui rischi legati al consumo di tabacco e di offrire un supporto basato sulle evidenze scientifiche per aiutare chi fuma a smettere.

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