Lunedì 4 novembre il cinema Rouge et Noir di Palermo ha ospitato due proiezioni di Parthenope, il nuovo film di Paolo Sorrentino. Una nel pomeriggio e l’altra di sera, con la sala sold out in entrambe le occasioni. Il pubblico ha avuto la possibilità, a margine della visione, di incontrare proprio il regista, che ha risposto alle domande dei presenti in platea.
Parthenope, il nuovo film di Paolo Sorrentino: la trama
Primo in classifica al Box Office, Parthenope crea nel pubblico tante domande, a cui è difficile dare una risposta, a volte anche per il regista stesso. Che la soluzione sia non darsele? Il nuovo film del premio Oscar Paolo Sorrentino, ripercorre la vita di una donna napoletana di nome Partenope. Fa vedere la città campana nelle sue diverse sfaccettature: dalla bellezza alla povertà, dal sacro al profano. Con scenografia e fotografia che lasciano poco spazio alle critiche e una grande performance artistica della protagonista, Celeste Dalla Porta, la pellicola riprende il racconto della patria del regista, a due anni dal suo ultimo lavoro, È stata la mano di dio.
Il legame tra Napoli e Palermo per Paolo Sorrentino
Tra le domande rivolte dal pubblico a Paolo Sorrentino al Rouge et Noir di Palermo durante il Q&A, in particolare, una ha riguardato il legame tra la città di Napoli e quella di Palermo. “Non conosco moltissimo Palermo, ma è evidente che le due città abbiano una chiarissima assonanza. Sono entrambe città di mare, entrambe città del Sud. Qui sento a casa. Sono a mio agio nelle città di mare, quelle che hanno il porto”, questa la risposta del regista.
A proposito della trama di Parthenope, alcuni spettatori si sono interrogati invece sulla figura della protagonista e su quella di Elisa, personaggio de La grande bellezza (2013 – Oscar miglior film in lingua straniera). “Bella domanda. Sono più o meno la stessa persona. Ne La grande bellezza Elisa legge un libro, io avevo pensato che Parthenope avrebbe potuto raccontare la storia contenuta in quel libro”. Poi, con il fare autoironico che lo contraddistingue ha precisato: “Mi sembrava troppo autoreferenziale e non l’ho più fatto”.

















