BE Sicily Mag Dicembre 2024 è arrivato!
Anni fa ebbi l’opportunità di leggere un breve romanzo di Luis Sepulveda, una favola intitolata “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”. Sfogliando le pagine del nuovo numero di dicembre di Be Sicily Mag mi è tornata in mente quella lumaca che decide di intraprendere un viaggio per comprendere le ragioni della lentezza, con la curiosità di scoprire la verità. Un personaggio che alla fine del suo viaggio comprende quanto il valore della lentezza sia “la nuova forma di resistenza in un mondo dove tutto è troppo veloce.” Non è un caso che mi sia tornata in mente lei, poiché questo nuovo racconto che vi proponiamo parla proprio della lentezza e del ritorno ad una fruizione autentica e sincera delle esperienze che la vita ci offre.
Come la semplicità il cui valore di rimanere con i piedi per terra, restando umili, viene esaltato da Sergio Friscia nell’intervista della cover a firma di Donatella Spadaro. L’idea di dire basta alla velocità, di abbandonare la competitivià e la ricerca spasmodica della migliore performance possibile in ogni settore della vita, per abbracciare uno stile di vita più sostenibile, potremmo dire anche più “umano”, è stata condivisa da tutti i “siciliani d’adozione”. Protagonisti del reportage di Annalisa Castiglione, raccontano il loro ritorno sull’Isola, vista come rifugio di bellezza e ispirazione, in cui la vita scorre con un ritmo più lento ma coinvolgente. Come la riscoperta di un turismo legato alle radici, esperienziale, che si materializza nella nuova tendenza dei “Cammini in Sicilia’, con percorsi meditativi di grande fascino, tra cui il nuovo “Itinerarium Rosaliae” dedicato alla Patrona di Palermo. La riscoperta della lentezza che può aiutarci a ritrovare il nostro vero “io”, spesso “stuprato” dalle vetrine virtuali del “tutto e subito”, e dalla fretta di ottenere in tempo reale ciò che si desidera, dimenticando quanto possa essere stimolante il gusto dell’attesa. L’attesa di una telefonata.L’attesa di un invito. L’attesa di un sorriso e di un abbraccio.
E ritrovare il gusto della cultura che ci invita a varcare la soglia di un museo, per immergerci in una dimensione che ci riconduce a noi stessi, che ci trasmette delle emozioni uniche di contatto con il passato, con la storia, con l’ immaginifica incarnazione di un viaggio nel tempo. Nello speciale dedicato ad Anci Sicilia parliamo appunto della riscoperta del piacere di una visita museale che si amplifica in una rete di cultura tra Comuni, dove l’esperienza in presenza si miscela a quella virtuale. La visita del Museo non è più concepita come fine a se stessa, ma come parte integrante di un’esperienza più ampia, fatta anche di attività e iniziative di aggregazione, proprio per ribadire il concetto di una cultura da vivere a 360 gradi.
Anche Monreale si fregia di aumentare l’offerta culturale con il nuovo percorso museale all’interno dell’Abbazia Benedettina Santa Maria La Nuova che racconta le origini e la fondazione del Duomo e dell’Arcidiocesi di Monreale da parte dei Normanni. Tra poco sarà Natale, e il messaggio della lentezza viene ribadito con ancora più forza da Padre Antonio, che invita a una riflessione profonda sul ritorno all’incontro vero tra esseri umani, e sull’importanza dell’ascolto, invitando i giovani a mitigare l’uso dei dispositivi e dei social per riconnettersi con la vera natura dello scambio reciproco tra persone. E infine, l’esempio delle associazioni che aiutano i senza tetto nelle notti fredde dell’inverno. La manifestazione più autentica di altruismo e generosità che contraddistingue sì il Natale, ma che dovrebbe essere d’esempio per ognuno di noi, in ogni momento dell’anno, e soprattutto in ogni momento delle nostre giornate. Chi siamo noi per giudicare gli altri? Chi siamo noi per mettere la nostra individualità al primo posto rispetto al bene comune? Chi siamo noi per chiudere la porta a un povero che ci chiede aiuto? Noi non siamo soli, e solo specchiandoci nell’altro e facendo nostre le sue necessità, troveremo le radici più autentiche del senso della vita. Riappropriarci del nostro tempo ci aiuterà a comprendere meglio gli altri e il mondo circostante, e certamente, ad essere un po più felici.
Buona lettura e buon Natale a tutti voi.
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