Chiara Ferrara
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Nata nel 1998, muove i primi passi nel giornalismo sui campi di calcio. Nel 2022 ha fondato il portale online sullo sport siciliano Sporticily. Con gli anni ha accolto nel suo taccuino i generi più variegati, dalla cronaca al lifestyle, sempre con l'obiettivo di raccontare la realtà, con un pizzico di spirito critico. È giornalista pubblicista dal 2020. A Be Sicily Mag ricopre il ruolo di coordinatrice della redazione Web.

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ANCE Palermo, il presidente Giuseppe Puccio: “Etica, sicurezza e innovazione al centro del nostro lavoro”

A poco più di un anno dall'inizio del suo mandato, il presidente di ANCE Palermo, Giuseppe Puccio, fa un bilancio delle attività portate avanti dall'associazione datoriale di categoria che promuove sviluppo e progresso dell'edilizia e tutela diritti e interessi degli imprenditori

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ANCE Palermo da ottant’anni promuove lo sviluppo e il progresso dell’industria edilizia e tutela i diritti e gli interessi professionali degli imprenditori edili della provincia. Alla guida dell’ente dall’8 novembre dello scorso anno c’è Giuseppe Puccio, architetto classe 1969, titolare e direttore tecnico della Almeida srl. Il presidente ha svelato a Be Sicily Mag quali sono i punti chiave del lavoro dell’associazione datoriale di categoria: legalità e dialogo tra pubblico e privato. Tra le sfide da affrontare c’è il ricambio generazionale.

Il presidente Giuseppe Puccio racconta ANCE Palermo

ANCE Palermo – afferma Giuseppe Puccio – è una realtà storicamente molto importante. La categoria dei costruttori a Palermo, fino a circa trent’anni fa, non godeva di buona considerazione, per cui è stata necessaria una battaglia di epurazione da quelle aziende e da quegli imprenditori che erano contigui a idee di illegalità. Il lavoro del mio predecessore, Massimiliano Miconi, ha rappresentato un importante passaggio in tal senso, perché ha fatto sì che l’Associazione venisse ascoltata anche nei tavoli della Prefettura, divenendo un simbolo di eticità. È un passo culturale in avanti”.

Il lavoro svolto in prima persona dall’architetto è stato intenso. “Il mio primo anno da presidente di ANCE Palermo è stato pieno di attività. È stato un passaggio graduale, perché essendo prima nel Consiglio direttivo conoscevo bene le dinamiche e la struttura dell’Associazione, che è ben organizzata. Il presidente dà delle linee guida, che poi si sviluppano attraverso una serie di iniziative. Tra i punti chiave del nostro lavoro continua ad esserci la legalità. È per questo motivo che abbiamo realizzato una importante campagna per la trasparenza nei sistemi di aggiudicazione delle gare pubbliche di appalto. Ancora oggi, spesso, i criteri di assegnazione sono purtroppo poco chiari, al punto da poter favorire le organizzazioni criminali. A noi però coloro che approfittano delle zone grigie non piacciono: vogliamo imprenditori validi, non furbi”.

È fondamentale, per portare avanti questi obiettivi, dialogare con le istituzioni. “Il rapporto tra pubblico e privato è fondamentale nel mondo dell’edilizia, perché il pubblico non ha le risorse per fare tutto da sé. È spesso necessario un partenariato. Con l’attuale amministrazione comunale abbiamo messo in piedi diversi progetti. Abbiamo riunito una decina di imprese, tra cui la mia, per partecipare al bando pubblico per il recupero dell’Ex Chimica Arenella. Le sensazioni sono positive. Inoltre parteciperemo alla realizzazione del piano parcheggi in rapporto pubblico privato. La realtà delle imprese palermitane è medio-piccola, per cui è difficile trovare una grossa impresa che possa affrontare da sola lavori di questa importanza. È per questo che l’Associazione fa da collettore, riunendo le imprese e coordinandole. Spesso si creano rapporti che vanno oltre il lavoro, perché i colleghi diventano amici. In futuro da questo potrebbe anche nascere qualche impresa di costruzioni capace di competere ai massimi livelli con quelle nazionali”.

Le sfide di ANCE: dal ricambio generazionale alla sicurezza

Un problema che l’edilizia si ritrova ad affrontare riguarda il ricambio generazionale. “A volte si ha l’impressione che l’edilizia sia un cassetto da cui possono essere tirati fuori, al bisogno, imprese e operai. In realtà la maggior parte dei lavoratori del settore oggi è prossima alla pensione. Il fattore preoccupante è che non c’è mai stato un ricambio generazionale, perché non si è investito sulla formazione. Il lavoro del muratore è visto come troppo pesante, più di quello dell’operaio in fabbrica. Nel periodo precedente alla crisi del 2008 gli iscritti alla Cassa Edile erano 21.000, in quello successivo 6.000. Con la ripartenza del settore si è arrivati a 12.000, ma non si riesce ad andare oltre. Il dato si sta assottigliando. Eppure l’edilizia offre contratti con tutele importanti e buoni stipendi. In più è stata sdoganata anche l’immagine del lavoratore sommerso dalla polvere, nei cantieri ci sono tanti dipendenti col tablet. Stiamo puntando molto sull’innovazione tecnologica”. 

Oltre che sull’innovazione, si sta investendo tanto sulla sicurezza. “ANCE fa sicurezza ogni giorno. Nel nostro mondo gli infortuni purtroppo ci saranno sempre, ma è nostro obbligo fare di tutto per evitarli. Le leggi ci sono, il problema è come vengono interpretate e applicate. È necessario creare una cabina di regia, fare rete in modo che le ispezioni non servano soltanto a emettere multe ma a formare le imprese. È per questo motivo che con il nostro Ente Scuola Edile vogliamo fare partire, totalmente a spese nostre, mille visite nei cantieri nel giro di pochi mesi: i tecnici collaboreranno con gli imprenditori, spiegando loro cosa va sistemato”. 

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E a proposito del lavoro in nero, una piaga del settore: “Il blocco rispetto al passato è stato netto. È merito soprattutto dell’introduzione del DURC di congruità, che impone l’assunzione di un determinato numero di operai, definito sulla base di parametri nazionali, per la realizzazione di un progetto. La verità però è che fatta la legge, nasce l’inganno. Alla base c’è l’etica degli imprenditori”.

I progetti sociali

ANCE Palermo, ad ogni modo, non è solo edilizia. “L’Associazione cerca di essere presente per la città. Abbiamo recentemente donato trecento abbonamenti alle scuole di periferia per assistere agli spettacoli del Teatro Biondo. In passato inoltre abbiamo dato 5 mila euro al canile per il rifacimento degli stalli. Durante la pandemia di Covid abbiamo acquistato tre respiratori. A Natale compriamo dei panettoni da associazioni benefiche e li regaliamo ai meno fortunati. È ciò che faremo anche quest’anno. Anche il nostro gruppo Giovani è molto attivo in queste iniziative. Anziani e bambini sono le categorie che abbiamo più a cuore”, ha concluso il presidente Giuseppe Puccio.

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