Il 21 febbraio 2025 è la Giornata Internazionale della Lingua Madre, istituita dall’UNESCO nel 1999 per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo. La scelta di questa data non è casuale: il 21 febbraio 1952, a Dacca, capitale dell’attuale Bangladesh, alcuni studenti persero la vita mentre manifestavano per il riconoscimento della loro lingua come una delle due lingue nazionali dell’allora Pakistan. La ricorrenza viene celebrata in tutto il mondo con eventi e iniziative che valorizzano le lingue locali, contribuendo a preservare il patrimonio culturale di ogni popolo. Anche la Sicilia partecipa con manifestazioni dedicate, alcune delle quali incentrate sulla valorizzazione della lingua siciliana.
Le regole della lingua siciliana di AUCLIS
In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, l’AUCLIS (Associazione Unitaria delle Associazioni di Lingua e Cultura Siciliana) ha reso pubblico un elenco di dieci regole ortografiche per la scrittura corretta del siciliano letterario. Le norme sono state elaborate attraverso l’analisi di opere di prosa, poesia, dizionari e grammatiche di autori siciliani classici e contemporanei, tra cui Giovanni Meli, Domenico Tempio, Giuseppe Pitrè, Nino Martoglio e altri. Queste regole, portate anche all’estero grazie al professor Alfonso Campisi, che insegna presso l’Università La Manouba di Tunisi, mirano a fornire una base condivisa per la scrittura in siciliano.
Ecco un riepilogo:
- Alfabeto Siciliano: è composto da 22 lettere (A, B, C, D, E, F, G, H, I, J, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V, Z), con l’aggiunta del digramma DD per la retroflessa sonora (es. cuteddu). Le lettere K, X, Y e Ç sono usate solo nei testi antichi o in alcuni toponimi.
- Rotacismo: la trasformazione della D in R nel parlato non si riporta nello scritto (es. diri, non riri).
- Consonanti iniziali doppie: la pronuncia raddoppiata di B, G, R e D all’inizio delle parole non si scrive (es. bonu, non bbonu).
- Assimilazione fonetica: il cambiamento di suono per contatto tra parole non si evidenzia nello scritto (es. tri cani, non tri ccani).
- Forme intere preferibili: si preferisce scrivere gli articoli determinativi per esteso (lu, la, li).
- Uso dell’apostrofo: le forme abbreviate richiedono l’apostrofo (es. su’ da sunnu, ‘ccattari da accattari), tranne quando la forma intera è desueta (gnuranti).
- Vocalizzazione della R: non si riporta nella scrittura (es. portu, non pottu o puoittu).
- Dittongazione metafonetica: non si rappresenta nello scritto (es. fora, non fuora).
- Finali in -O o -E: sono consentite solo se accentate, a eccezione dei monosillabi.
- Uso della Z: una sola Z quando seguono due vocali, salvo poche eccezioni (es. azioni, pasturizia).
La pubblicazione di queste regole rappresenta un passo significativo per la tutela della lingua siciliana, considerata patrimonio immateriale dell’Isola. La loro diffusione mira a incentivare il suo consapevole, non solo nel parlato quotidiano, ma anche nella letteratura, nei media e nell’insegnamento.



















