Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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Castello Utveggio a Palermo rinasce grazie a un investimento di 6 milioni della Regione: come sarà dopo il restyling

Su un costone di Monte Pellegrino, l’imponente chateau Liberty, che fu scuola d’eccellenza, si appresta a vivere una nuova stagione da settembre, grazie al restyling a cura della Regione Siciliana. Particolare riguardo sarà dato alla conservazione, nel suo stato originario, della stanza che ha ospitato nel 1995 Sua Santità Giovanni Paolo II

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Su quello che 200 anni fa Wolfang Goethe definì “il promontorio più bello del mondo” si staglia, quasi a dominare la città di Palermo e la Conca d’Oro, Castello Utveggio, hotel di lusso di un tempo e per tanti anni polo di formazione d’eccellenza. Ora, dopo una lunga chiusura, un progetto ambizioso della Regione Siciliana punta a riaprirlo a settembre. La struttura rinascerà grazie a un investimento di quasi sei milioni di euro.

La storia di Castello Utveggio

Castello Utveggio è un gioiello del Liberty posizionato su un costone roccioso di Monte Pellegrino, morfologicamente identificato come Primo Pizzo, a quota 346 metri. Si sviluppa su quattro piani, su una superficie imponente di 4000 metri quadrati. All’esterno, un loggiato corre per quasi tutto il prospetto che si affaccia sul belvedere, da cui si può godere una veduta panoramica unica della città. Il progetto fu firmato da Giovanbattista Santangelo su un’idea del costruttore Michele Utveggio. A consegnare i lavori, iniziati nel 1928 e durati circa cinque anni, fu l’impresa “Utveggio e Collura“, che a Palermo aveva già realizzato opere come il Cine-teatro “Utveggio” di Piazza Verdi e il Palazzo Utveggio in Via XX Settembre, e che ebbe un ruolo rilevante nel nuovo assetto urbanistico della città, anche per lo Stadio della Favorita e l’asse di Via Notarbartolo e vie limitrofe, dove furono edificate numerose ville, oggi quasi tutte distrutte.

La struttura fu inaugurata nel 1934 e originariamente destinata ad attività di ricettività alberghiera. La destinazione d’uso è cambiata nel tempo, ma il valore dell’opera è sempre rimasto imponente. L’opera è infatti riconosciuta come uno dei simboli che, a pieno titolo, rappresentano la città di Palermo, alla pari di Palazzo dei Normanni e della Cattedrale di Palermo. 

Castello Utveggio illuminato
Castello Utveggio illuminato

Il “Grande Albergo Utveggio” ebbe vita breve. Durante la Seconda Guerra Mondiale, divenne sede della contraerea fascista; ospitò il Re Vittorio Emanuele III, in missione segreta in revisione delle truppe; poi, fin dai primi mesi del 1941, fu utilizzato come comando della contraerea tedesca. Nel luglio 1943, col ripiegamento dei Tedeschi, le truppe americane occuparono il Castello, appropriandosi di ciò che conteneva e lasciando spazio ai saccheggi da parte dei civili. Finita la guerra, la struttura rimase per anni in stato di abbandono.

Nel 1984, la Regione Siciliana ha acquisito la proprietà di Castello Utveggio e ne ha avviato il recupero, con un intervento di restauro filologico e parallelamente dotandolo di moderne strutture ed attrezzature tecnologiche. Nel 1988 fu avviato il progetto di costituzione di uno dei più grandi Centri di Ricerca e Alta Formazione del Mezzogiorno d’Italia, il CERISDI – Centro Ricerche e Studi Direzionali, che nei 26 anni di attività ha realizzato corsi e master, accogliendo anche numerosi laureati provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo e del mondo arabo.

Al primo piano, erano ubicate, oltre agli Uffici amministrativi del Centro, le aule didattiche ed i locali a supporto. Al secondo piano, si trovavano gli uffici di Formazione e Ricerca, l’Ufficio di Presidenza e di Vicepresidenza, la Sala Riunioni del Consiglio di Amministrazione, dell’Assemblea dei Soci e del Comitato Scientifico, nonché altre salette riunioni e spazi dedicati alle attività istituzionali del Centro. Al terzo piano, si trovavano ventisette camere, arredate in stile Liberty, una sorta di elegante foresteria che ha ospitato personaggi illustri come Sua Santità Papa Giovanni Paolo II nel 1995 e Rita Levi Montalcini.

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La parentesi Cerisdi: la parola a chi ne fece parte 

L’avvocato Raffaele Bonsignore in quel periodo è stato Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione del Cerisdi: “Venni nominato vicepresidente – racconta a BE Sicily Mag – ma all’epoca non c’era il presidente, in quanto Calogero Mannino, che doveva rivestire questo ruolo, non aveva avuto il certificato antimafia dalla prefettura a causa di procedimenti per i quali peraltro era stato assolto. Così, feci le funzioni di presidente per due anni. All’epoca la Fondazione Banco di Sicilia era socia del Cerisdi e le spettava un posto di socio, in quel caso ero appunto espressione della Fondazione. In quel momento il Cerisdi aveva un bilancio in attivo, senza perdite e poi iniziò la presidenza di Adelfio Elio Cardinale. Solo più avanti, iniziarono le  perdite dovute al fatto che la Regione non organizzava più al Cerisdi i corsi di formazione per il personale. Quindi, la Fondazione Sicilia decise di uscire dal Cerisdi. Volgeva al termine il periodo d’oro, quello iniziato con la presidenza del padre gesuita Ennio Pintacuda”.

“Sono rimasto deluso – ha aggiunto – dal fatto che questo simbolo della città è rimasto spento per anni, spero possa riaprire le porte con qualunque funzione. Rappresenta un simbolo della città ed è stato legato per anni al Cerisdi: qui, venivano ragazzi dal Nord Africa, Marocco, Tunisia, Libano. Facevano un Master con borsa di studio intitolata Premio Giovanni Bonsignore. I ragazzi siciliani  convivevano con gli studenti dal Nord Africa. Fu un grand hotel di lusso e subito dopo, per cercare di salvarlo, uscì fuori anche l’idea, poi mai concretizzata, di trasformare il castello in un grande casinò”.

castello utveggio
Castello Utveggio

Altra testimonianza del glorioso passato è quella dell’avvocato Antonella Aiello, segretaria degli organi statutari e responsabile dell’ufficio legale del Cerisdi. “Il Cerisdi – racconta – fu costituito il 21 dicembre 1988 e la sua liquidazione avvenne a marzo del 2016. Io ho avuto la fortuna di essere ininterrottamente al fianco dei presidenti, che avevano carica triennale. Il Cerisdi partì come progetto di eccellenza del Formez e fu fortemente voluto da Rino Nicolosi, presidente della Regione negli anni ’80. Il Castello fu costruito da Michele Utveggio, imprenditore di Calatafimi, di ritorno dall’America, e divenne anche sede  di matrimoni.  Negli anni di maggiore splendore,  i giovani venivano dall’Egitto, Marocco, Tunisia e c’erano convezioni con l’Ice ed altre istituzioni”.

“La crisi – spiega – fu dovuta a due fattori: da un lato, gli enti locali non avevano più fondi da spendere in formazione, dall’altro l’ente non poteva competere con le altre offerte di formazione a livello nazionale, che avevano costi più competitivi, mentre per Castello Utveggio le spese erano altissime e la classe politica non le sostenne più. Negli ultimi anni, la crisi era talmente forte che le sale venivano date in affitto per matrimoni. Crocetta lo chiuse definitivamente nel 2016. Mi auguro che ora la nuova gestione sia meno condizionata dalla politica”. 

Il piano della Regione per Castello Utveggio

Il Governo regionale ha prima deliberato l’inserimento di Castello Utveggio fra i siti presidenziali e successivamente dato il via all’attivazione di un processo complessivo di recupero con la precipua volontà di ripristinarne la piena fruizione per lo svolgimento di attività di rappresentanza istituzionale della Regione Siciliana e soprattutto, per assumere il ruolo di polo convegnistico di eccellenza, che, in una visione sinergica, attivi un processo di piena valorizzazione del sito, quale elemento attrattivo per i flussi turistici nazionali ed esteri. 

Le previsioni progettuali per l’interno della struttura riguardano la manutenzione e la rifunzionalizzazione degli ambienti al fine di adeguarli alla normativa vigente e garantirne la piena fruibilità per le destinazioni previste, dotando altresì l’immobile di impianti, attrezzature e arredi idonei allo scopo per cui saranno destinati. Si provvederà alla sostituzione degli ascensori, desueti e non più conformi alle normative vigenti, ed alla realizzazione di due nuovi ascensori panoramici, collocati nel vano scala dell’immobile, che agevoleranno la piena fruibilità del sito, soprattutto in occasione di eventi che prevedano la partecipazione di un alto numero di ospiti. 

il render di una delle sale di castello utveggio
Il render di una delle sale

È prevista inoltre la realizzazione di due sale conferenze, rispettivamente da 171 e 64 posti, di una sala riunioni da 23 posti e di una sala stampa da 28 posti. Tutte le sale verranno dotate di un sistema di traduzione simultanea multilingue, oltre che dei sistemi tecnologicamente avanzati in materia di connettività in fibra ottica, protetti con sofisticati sistemi di salvaguardia, l’interconnessione alla rete regionale e la fornitura degli apparati di sicurezza a protezione della infrastruttura. 

Particolare riguardo sarà dato alla conservazione, nel suo stato originario, della stanza che ha ospitato nel 1995 Sua Santità Giovanni Paolo II, in occasione della visita pastorale svoltasi a Palermo. I lavori prevedono una ristrutturazione complessiva del sito in tema di impiantisca e di adeguamento complessivo alle normative in materia di sicurezza.

Castello Utveggio a Palermo rinasce grazie a un investimento di 6 milioni della Regione: come sarà dopo il restyling - Be Sicily Mag - Schifani presenta il progetto
La presentazione del progetto

L’impegno economico complessivo finanziato per la realizzazione delle opere previste ammonta a 5,9 milioni di euro. Il 21 agosto 2024, alla presenza del presidente della Regione, Renato Schifani, che ha fortemente voluto il progetto di riqualificazione, si è proceduto alla consegna dei lavori al raggruppamento di imprese aggiudicatario “R.T.I. I.COSER. s.r.l. e Italiano Costruzioni s.r.l,”, che provvederà alla realizzazione delle opere previste dal progetto. La piena fruibilità del sito presidenziale si avrà con il completamento, previsto per il prossimo settembre, delle forniture di attrezzature ed arredi, alcuni dei quali realizzati su misura.

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