A pochi passi dallo storico Mercato di Ballarò, nel quartiere dell’Albergheria a Palermo, al fianco della Chiesa di San Nicolò, sorge l’omonima Torre di San Nicolò di Bari, risalente al XIII secolo. L’attuale sede della cooperativa turistica Terradamare, è aperta alle visite su prenotazione. La sua storia infatti è ricca di spunti e da quel punto della città si può ammirare un paesaggio quasi inedito, suggestivo soprattutto al tramonto. La terrazza infatti affaccia sui tetti del centro storico.
La storia della Torre di San Nicolò a Palermo
La Torre di San Nicolò a Palermo era parte del sistema difensivo della città. Oggi, come al momento della costruzione, si articola su quattro livelli. Fu fatta edificare dalla universitas palermitana per difendere le mura del “Cassaro”, svincolata dalle altre strutture della omonima chiesa. Per la costruzione furono utilizzati pietrame a grossi conci e massi tufacei squadrati, che le conferiscono una linea rigorosa e severa. Nonostante fosse tra le torri più alte di Palermo, nel tempo ha perso il suo originario scopo di difesa, in virtù dell’ampliamento urbanistico. È diventata quindi nel ‘300 una torre civica, ovvero avente la funzione di ospitare campane destinate a scandire i momenti della vita quotidiana della città. È stata così anche ingentilita con l’applicazione, al secondo livello, di bifore arricchite da una cornice d’intarsi, che ne rendono tuttora l’aspetto meno austero.

L’adiacente Chiesa di San Nicolò
La data di fondazione della Chiesa di San Nicolò a Palermo è stata a lungo dubbia, a causa di diverse testimonianze contraddittorie: c’è chi, come lo storico Tommaso Fazello, sostenne che la struttura risalisse al 1400 e che fosse stata costruita per volontà della Regina Bianca (Bianca di Navarra, consorte di Martino il Giovane). L’informazione in questione sarebbe stata poi smentita, grazie a documentazioni che fanno risalire, invece, la fondazione della chiesa a un periodo successivo al 1250.
Tra queste c’è un atto del notaio palermitano Federico di Balbi, in cui Natale di Centorbi, cappellano della chiesa, donava una sua vigna all’Ordine teutonico. In questo documento, datato 20 marzo 1292, la chiesa è denominata come “nuova”. Inoltre, da uno studio del 1934 di Mario Gaetano Columba, docente universitario di Sortino, in provincia di Siracusa, emerge l’esistenza di un cimitero di San Nicolò già nel 1259. Si può dunque presumere che nel 1400 la struttura sia stata solo abbellita e ingrandita grazie all’intervento della Regina Bianca.
La vista dalla Torre di San Nicolò di Bari all’Albergheria
Oggi la Torre di San Nicolò a Palermo mantiene la sua funzione civica, ma è anche un monumento da visitare, soprattutto al tramonto. Da destra verso sinistra è infatti possibile scorgere diversi scorci del centro storico di Palermo con sfumature di colori suggestive. Tra questi la cupola della Chiesa del Carmine Maggiore e il Mercato di Ballarò, la cupola della Chiesa del Gesù, la cupola della Chiesa di Santa Caterina D’Alessandria, la cupola della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, Castello Utveggio e Monte Pellegrino, la cupola della Chiesa di Sant’Ignazio, il Teatro Massimo, la cupola della Chiesa Santissimo Salvatore, la cupola della Chiesa di Santa Chiara, la Cattedrale, Porta Nuova, Palazzo Reale, la Chiesa di San Giuseppe Cafasso e la Chiesa di San Francesco Saverio.



















