Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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A Canicattini Bagni con la Rete dei Musei ANCI Sicilia: “Un grande mosaico identitario”

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Canicattini Bagni, “città del Liberty e della musica” – come recita il cartello all’ingresso del paese – è un luogo in cui l’identità iblea si stratifica in storie, mestieri, memorie familiari e un patrimonio culturale che oggi trova una cornice condivisa grazie alla Rete dei Musei ANCI Sicilia, il progetto che mette in relazione le realtà museali dei Comuni dell’Isola per valorizzarne la ricchezza diffusa. È questa nuova tappa del nostro viaggio, dopo Giarratana, che ci porta a scoprire una “rete nella Rete”.

Canicattini Bagni: un museo che racconta la Sicilia dei Comuni

La forza del Museo TEMPO – Museo del Tessuto, dell’Emigrazione e della Medicina – di Canicattini Bagni sta nella capacità di tenere insieme tre dimensioni della cultura siciliana: l’artigianato tessile, le storie dell’emigrazione e i saperi della medicina popolare. Come sottolinea il presidente di ANCI Sicilia e sindaco di Canicattini, Paolo Amenta, “raccontare le storie e le tradizioni delle comunità significa mettere in luce le radici identitarie del territorio. Un bagaglio unico di conoscenze da valorizzare, conservare e trasferire alle giovani generazioni”.

Il Museo dell’Emigrazione: valigie di cartone, lettere e bugie bianche

La sezione dedicata all’emigrazione è la più visitata da ricercatori e studiosi. Qui si trovano valigie di cartone, biglietti originali delle navi, poster delle compagnie di immigrazione e fotografie ritoccate per “mostrare” un benessere che spesso non c’era. Le lettere conservate nel museo raccontano un mondo intero, come quel marito che spiega alla moglie rimasta a Canicattini Bagni come curare una bronchite con “caffè e cognacche”, famiglie che si scambiano consigli, emigranti che descrivono l’America come un luogo in cui “le strade non sono pavimentate d’oro. Tocca a me pavimentarle”.

Tra le testimonianze più sorprendenti ci sono le vicende di alcuni canicattinesi emigrati negli Stati Uniti. A partire da Ann Uccello, prima sindaca donna di Hartford e poi membro dell’amministrazione Nixon, ma a spiccare è anche la storia di Conrad Gozzo, trombettista jazz che ha suonato per le grandi produzioni hollywoodiane e con artisti come Frank Sinatra.

Ann Uccello, prima sindaca negli Stati Uniti

Antonina “Ann” Uccello nacque a Hartford nel 1922 da una famiglia di immigrati originari di Canicattini Bagni. Dopo gli studi e una breve esperienza come insegnante, lavorò nei grandi magazzini G. Fox & Co., dove fece carriera e fu incoraggiata a entrare in politica. Eletta nel consiglio comunale di Hartford nel 1963, nel 1967 divenne la prima donna sindaca di una città del Connecticut e la prima donna alla guida di una capitale statale americana. Rieletta nel 1969, governò in anni segnati da tensioni sociali e razziali, distinguendosi per la presenza diretta nei quartieri, il dialogo con i cittadini e iniziative dedicate alla salute dei bambini, all’edilizia accessibile e all’informazione sui servizi pubblici.

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Nel 1970 Uccello tentò senza successo l’elezione al Congresso, ma l’anno seguente il presidente Richard Nixon la nominò direttrice dell’Office of Consumer Affairs presso il Dipartimento dei Trasporti, incarico che mantenne fino al 1977 anche sotto Gerald Ford e Jimmy Carter. Tornata in Connecticut, continuò a partecipare alla vita civile attraverso numerose organizzazioni locali. Inserita nella Connecticut Women’s Hall of Fame nel 1999 e celebrata con una strada a lei intitolata a Hartford, morì nel 2023 a cento anni. La sua storia resta un esempio di emancipazione femminile, impegno pubblico e legame tra la diaspora siciliana, Hartford e l’amministrazione federale statunitense.

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Conrad Gozzo, il trombettista protagonista dello swing americano

Conrad Joseph Gozzo, nato nel 1922 a New Britain da una famiglia siciliana originaria di Canicattini Bagni, fu uno dei più apprezzati trombettisti “lead”, cioè incaricati di guidare e sostenere la sezione degli ottoni, della musica americana. Avviato allo strumento dal padre, mostrò un talento precoce e, ancora adolescente, iniziò a suonare nelle grandi orchestre dello swing, collaborando con musicisti come Benny Goodman, Artie Shaw e Woody Herman.

Trasferitosi a Hollywood nel 1947, divenne un richiestissimo musicista di studio per dischi, cinema, radio e televisione, lavorando con arrangiatori come Nelson Riddle e Henry Mancini e partecipando anche a produzioni legate a Frank Sinatra. Celebre per il suono potente, brillante e preciso, fu prima tromba dell’orchestra NBC di Hollywood fino alla morte prematura nel 1964. Pur poco noto al grande pubblico, lasciò un’impronta profonda nello swing e nella musica orchestrale americana, rappresentando anche un significativo esempio della diaspora siciliana negli Stati Uniti.

Il Liberty degli emigranti: un’estetica nata dalle rimesse

A Canicattini Bagni il Liberty più che un linguaggio architettonico è un fenomeno sociale. Le facciate decorate, i volti femminili scolpiti sopra le porte e i motivi floreali in ferro battuto nascono dalle rimesse degli emigranti, che investivano i risparmi in case che dovevano essere capaci di “sembrare ricche” per fare invidia a tutti. Le maestranze locali reinterpretavano i modelli delle riviste d’arte, mescolandoli con elementi classici e simboli popolari: girasoli reinventati, figure zoomorfe che indicavano il mestiere del proprietario, volti di donna con capelli fluenti e ali scolpite, metafora di un desiderio di emancipazione in un tempo in cui la condizione femminile era segnata da rigide consuetudini.

Armonie Liberty: il paese che celebra la propria estetica

Ogni anno, il 1° agosto, Canicattini Bagni dedica una giornata alle Armonie Liberty, un evento che mette in luce aspetti diversi di questo patrimonio: un anno il Liberty nel legno, un altro nel ferro battuto, un altro ancora nelle acconciature storiche. Tra gli artigiani ricordati spicca la figura di Giuseppe Sebastiano Sudano, definito “scultore del ferro battuto”, capace di piegare il metallo come fosse un nastro di carta.

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La cultura materiale di Canicattini nasce anche dalla la “roccia bucata”, la pietra bianca calcarea delle latomie che circondano il paese. Da qui provengono gli scalpellini che hanno modellato prospetti, cappelle e tombe monumentali. Attorno alle cave si trovano necropoli preistoriche come quella di Casevecchie, che testimoniano una continuità di insediamento e di lavorazione della pietra lunga millenni.

Il turismo delle radici: chi torna per ritrovare la propria storia

Da oltre dieci anni il Museo TEMPO di Canicattini Bagni accoglie visitatori provenienti da Stati Uniti, Canada, Australia ed Europa alla ricerca delle proprie origini. Alcuni riconoscono volti di antenati in vecchie fotografie, altri ritrovano indirizzi, lettere, oggetti che ricostruiscono la storia familiare. Il museo ospita due guide certificate del turismo delle radici, che accompagnano i visitatori in percorsi personalizzati tra archivi, luoghi simbolici e memorie comunitarie.

Ma Canicattini Bagni è anche città della musica, grazie alla banda fondata nel 1870, e città dell’inclusione, con associazioni che lavorano con donne vittime di tratta, minori e migranti. La comunità francese, gli artisti scalpellini ospitati nelle latomie di Stallaini e la scuola degli antichi mestieri del museo testimoniano un paese che continua a generare cultura, ospitalità e nuove forme di artigianato.

La visione di ANCI Sicilia: un racconto dal basso che diventa sistema

Per Paolo Amenta, la Rete dei Musei ANCI Sicilia ha già cambiato il modo in cui i Comuni raccontano il proprio patrimonio: “L’inserimento di Canicattini Bagni in più realtà museali tematiche, come nel caso della Rete dei Musei di ANCI Sicilia, nella Rete dei Musei siciliani dell’emigrazione e nella Rete dei Musei nazionali dell’emigrazione, ci permette di amplificare la visione della nostra esperienza, di raggiungere una platea molto più vasta e specifica”

“Il primo risultato positivo – sottolinea – è che tutte queste piccole realtà interagiscono tra di loro costituendo un grande mosaico che è l’anima narrante e identitaria della Sicilia”. Una narrazione che supera i confini amministrativi e diventa un racconto unitario, capace di contrastare lo spopolamento e attrarre nuovi residenti. “Molti visitatori, soprattutto europei – dice – si innamorano di questo contesto e decidono di restare, di comprare casa e di stabilirsi qui, grazie anche al Museo TEMPO e al Parco Sculture Giardino Bianco”.

Guardando al futuro, per il presidente di Anci Sicilia “bisogna garantire sostegni economici, strutturali e formativi. La rete tra i Comuni è un laboratorio di identità che rappresenta una opportunità di crescita economica per la Sicilia e per il futuro dei nostri giovani”.

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