Di recente al centro di una querelle giudiziaria, che l’ha salvata dalla demolizione, a Salina la casa rosa del poeta cileno Pablo Neruda nel film “Il Postino”, l’ultima celebre interpretazione di Massimo Troisi, affascina ancora albergatori, turisti e abitanti stessi. E ora, attorno all’idea del proprietario, l’artista Pippo Cafarella, di farne qualcosa di pubblico, si rincorrono le proposte e le speranze di tanti. Plaudono gli albergatori ed il direttore artistico del “Marefestival Massimo Troisi”, che lancia la proposta di una partnership per un percorso museale in memoria del compianto attore, ma ancora c’è strada da fare per ottemperare alle questioni burocratiche. Il vincolo paesaggistico sui luoghi esiste già, ma la Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina sarebbe chiamata a valutare un vincolo culturale su un progetto dettagliato.
La casa del film “Il Postino” a Salina
Il proprietario della casa rosa del film “Il Postino”, Pippo Cafarella, classe 1950, è un artista e poeta di Malfa (uno dei tre comuni di Salina) e ha operato, oltre che a Messina, ad Arezzo, Milano, Padova, Siena, Roma, Pisa e Lucerna, senza però mai interrompere il legame con la sua isola. L’uomo ha ereditato la celebre abitazione dallo zio sacerdote Giovanni Marchetti, il quale ha donato tutti i suoi beni al comune di Malfa, tenendo per sé la casa in località Pollara perché ispiratrice di emozioni, per lui che era anche fotografo.
La casa, che si trova in contrada Punta, nel territorio del comune di Malfa a Salina, è stata restaurata dallo stesso attuale proprietario, che tra l’altro la abitava fino a 10 anni fa, usando materiali del posto, calce, pietra lavica, pomice, canne e travi di castagno, e lasciando integre tutte le caratteristiche dell’architettura Eoliana. Nel suo sito sono descritti tutti i dettagli della dimora, che ha due grandi terrazzi con vista mare e molto terreno con alberi secolari di ulivi e rocce spettacolari. Al momento è chiusa e disabitata, ma d’estate la apre al pubblico per un evento che lui stesso organizza.
Le vicende giudiziarie
Per qualche tempo, tuttavia, si è temuto che la casa rosa potesse essere demolita. La decisione di salvarla è arrivata l’11 aprile scorso. Il giudice relatore del consiglio di giustizia amministrativa Nino Caleca e il presidente Ermanno de Francisco hanno infatti accolto il ricorso straordinario presentato al presidente della Regione di Giuseppe Cafarella per chiedere la sospensione del provvedimento del Comune di Malfa, che aveva dichiarato in parte abusivo l’immobile. A chiedere l’intervento del Comune e dei carabinieri era stata una vicina di casa, che aveva segnalato un ampliamento non autorizzato della villa durante la fase di ristrutturazione. Il proprietario ha sempre contestato il presunto abuso.
Il giudice Nino Caleca ha sottolineato «l’interesse artistico, paesaggistico e il notevole interesse pubblico della casa, visto che è stata scelta per l’ultimo film interpretato da Massimo Troisi, che aveva ottenuto 5 candidature agli Oscar nel 1996, di cui una vincente, e che è stata già iscritta al Lim – carta dei luoghi dell’identità e della memoria della Regione Siciliana – a seguito dell’inserimento nell’anno 2000 delle Isole Eolie nella World Heritage List”. Nel ricorso è stato stabilito poi che l’immobile non è abusivo.
La parola al proprietario Pippo Cafarella sul futuro della casa rosa
A proposito del futuro della casa rosa de “Il postino”, Pippo Cafarella è ora propositivo. “Mettendo una pietra sul recente passato e sulle diatribe giudiziarie, è mia intenzione fare di questa casa qualcosa di pubblico, per questo motivo ho chiesto alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina un vincolo. Ricordo quando Massimo Troisi si innamorò di questo luogo e di come anche per il regista del film Michael Radford, una persona di grande sensibilità, fosse un luogo magico”, ha affermato a BE Sicily Mag.
È proprio tra le sue mura che Philippe Noiret nei panni di Neruda e Massimo Troisi nei panni di Mario Ruoppolo, il postino, vi dialogano amabilmente, interprentando le scene poetiche, alla cui stesura lo stesso Troisi collaborò come sceneggiatore assieme ad altri. “La casa de Il Postino rappresenta un patrimonio prezioso da proteggere e conservare, affinché non si perda la sua profonda testimonianza artistica, storica e culturale e questi elementi, uniti alla conservazione originaria della tipica struttura eoliana, la rendono un vero e proprio unicum, simbolo dell’architettura locale, dal momento che la casa, immersa tra ulivi, ibiscus e oleandri, fu costruita secondo i principi dell’architettura eoliana”.

La comunità spinge per il progetto
A dire la sua è stata anche Daniela Schepis, presidente della Pro loco di Malfa: “Tanti turisti ci chiedono di visitare la dimora, che viene aperta dal proprietario soltanto in occasione di un evento che lui stesso organizza”. Iolanda Perciato, titolare di una casa vacanza a Pollara, conferma: “Sono soprattutto i napoletani ad essere appassionati di questi luoghi. Ora però deve essere il proprietario a decidere il da farsi”. Dalla reception di La Locanda del Postino a Malfa aggiungono: “C’è ancora tanto interesse ed è un peccato che da più di trent’anni dall’uscita del film, la casa sia quasi sempre chiusa. Chi la vuole vedere dall’esterno, è fortunato se trova il cancelletto aperto e può visitare il giardino. Per noi, farne una casa museo sarebbe un’ottima idea”.
Il presidente di Federalberghi Isole Eolie, Christian Del Bono, è d’accordo: “Qualsiasi progettazione dipende dalle caratteristiche della dimora ma sicuramente sarebbe riduttivo farne un affittacamere per turisti. Allora ben venga un progetto di casa museo o di residenza artistica, anche perché si inserirebbe in una serie di proposte culturali che nel frattempo sono nate a Salina, come il museo eoliano dell’emigrazione, il museo civico di Santa Marina, senza contare i festival e le iniziative come la libreria Amaneï che ha una ricca offerta. Insomma, attendiamo con grande interesse di vedere questo progetto”.
La proposta della direzione di Marefestival Salina Premio Massimo Troisi
Il direttore artistico di “Marefestival Salina Premio Massimo Troisi”, Massimiliano Cavaleri, ha voluto lanciare in tal senso, attraverso Be Sicily Mag, la proposta di una partnership per un futuro progetto di valorizzazione della casa rosa. “Da 14 anni organizzo questo Festival in memoria di Massimo Troisi e siamo stati i primi a spingere per l’intitolazione della prima strada all’attore. Già nel 2023, lanciai l’idea di un percorso museale a lui dedicato e oggi se le intenzioni del proprietario sono queste, siamo disponibili a lavorare insieme. Noi potremmo ad esempio conferire un premio all’interno della casa. Negli anni, a Salina, Troisi viene ricordato sempre più spesso con proiezioni all’aperto, murales ed installazioni. In occasione dei trent’anni dall’uscita del film, abbiamo riscoperto anche alcuni cimeli e oggetti custoditi da privati e che ricordano il film, come la celebre bicicletta del postino Mario Ruoppolo. Noi abbiamo conferito ben 90 premi ad attori celebri come Matt Dillon e Miriam Leone. Ho riportato sull’isola Maria Grazia Cucinotta, che è la madrina del festival e ogni estate richiamiamo ben 500 appassionati che seguono le giornate del festival. Un percorso museale potrebbe finanziarsi con fondi europei e altri canali. Siamo disponibili a parlarne e a progettare insieme”.
Un nuovo inizio dunque per un luogo ricco di fascino. “Scusate il ritardo”, commenterebbe il comico più amato di Salina.





















