Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.

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Le Caretta caretta continuano a scegliere la Sicilia: migliaia di piccoli verso il mare

Nell’estate 2026 il WWF ha censito 179 deposizioni e oltre 7 mila nascite. La Sicilia si conferma tra le aree più frequentate dalle Caretta caretta, ma restano numerose le minacce lungo le coste.

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Le tartarughe Caretta caretta continuano a scegliere la Sicilia: l’Isola è tra le aree più frequentate dalla specie, con particolare riferimento alle province di Siracusa e Trapani. Dati significativi si registrano anche a Ragusa, Agrigento, Messina, Catania, Palermo e Caltanissetta.

Agresti: “Un segnale positivo per il Mediterraneo”

“Questi numeri rappresentano un importante segnale positivo per la loro conservazione nel Mediterraneo. Ogni nido protetto e ogni piccolo che raggiunge il mare testimoniano l’efficacia del lavoro svolto sul territorio grazie alla collaborazione tra comunità locali, volontari e istituzioni”, spiega Luigi Agresti, responsabile dei progetti per la tutela delle tartarughe marine per il WWF.

Nell’estate 2026 sono 179 le deposizioni censite dai volontari WWF, e sono oltre 7.000 piccoli i piccoli di tartaruga marina a nascere. Protagoniste, oltre a quelle siciliane, le coste e le spiagge di Vibo Valentia, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone, Matera e Taranto.

Un percorso complesso

“Nonostante i risultati incoraggianti il percorso che conduce i piccoli di tartaruga dal nido al mare resta costellato di rischi”, commentano gli ambientalisti. “Tra le principali minacce che continuano a compromettere il successo delle schiuse vi è la presenza di illuminazione artificiale notturna lungo i litorali. I piccoli appena emersi dal nido si orientano naturalmente grazie alla luce riflessa dal mare, ma le luci provenienti da stabilimenti, strade, abitazioni e infrastrutture possono disorientarli, allontanandoli dalla battigia e riducendone drasticamente le possibilità di sopravvivenza”.

Non sono solo queste le problematiche incontrate dai volontari nella preservazione dei nidi. Si aggiunge la pulizia meccanica delle spiagge che, senza adeguate precauzioni, può provocare la distruzione dei nidi ancora presenti sotto la sabbia o alterarne le condizioni necessarie al corretto sviluppo delle uova. Inoltre, a creare una situazione di disagio anche l’intensa frequentazione turistica delle spiagge, la presenza di ostacoli sull’arenile e le conseguenze del cambiamento climatico sugli ecosistemi costieri.

Le indicazioni del WWF

Per questo il WWF rinnova, come di consueto, le accortezze da adottare per i gestori balneari, le amministrazioni locali e i cittadini. Solo seguendo attentamente le misure di tutela indicate è possibile preservare le nidificazioni e non interferire con il loro naturale sviluppo.

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Fondamentale mantenere le luci basse, schermare le fonti luminose, limitando l’illuminazione sulle spiagge nelle aree di nidificazione sostituendo con luci calde (ambra o rosse) che non disturbano i piccoli nati come sperimentato già in alcuni Paesi; effettuare interventi di pulizia spiagge manuale o limitare quelli di pulizia meccanica in determinate zone o periodi della stagione, segnalando tempestivamente eventuali tracce di emersione di tartaruga marina o schiuse di nidi alla Capitaneria di Porto e ai referenti territoriali del Wwf.

“Anche piccoli accorgimenti possono fare la differenza tra il successo o il fallimento di una schiusa e garantire a migliaia di neonati la possibilità di raggiungere il mare”, spiegano i volontari.

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